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I Ricordi e il Cristallo - Versione stampabile

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I Ricordi e il Cristallo - Pickwich - 29-06-2017

Parole mai dette

Mi dicevano che eri persa, che ormai condividevi il destino di mio padre, mi dicevano di farmi forza, onorare il tuo ricordo e vivere.
Invece eri viva… Quanto hai sofferto? Quanto hai sopportato?

Nascosto da alcuni cespugli Elnae siede a gambe incrociate sulle rive dell’Ashaba, lontano dalla strada, lontano dal rumore della cittadina, immerso nella quiete di quella Natura che da sempre ha calmato il suo animo.
Rihal è accovacciata accanto a lui, lo guarda attenta coi suoi grandi occhi gialli dorati.
Elnae tiene, tra le mani posate in grembo, un sottile cristallo dal colore rosso brillante, lo stringe con forza, sentendone i bordi netti premere sulle carni del palmo. Non sa come fare, non ha mai avuto a che fare con nulla di simile...A quel mago è bastato tenerla tra le mani, Elnae prova a farlo concentrandosi, crede che basti, spera che basti.
Cerca di ricordare il viaggio in quei cunicoli, ogni particolare, mentre si concentra sulla pietra.

La loro oscurità non ha scalfito il tuo animo, mi hai salvato, ci hai salvati, spezzando i piani di quel Traditore.
Due volte mi hai dato la vita
Ricordo il tuo volto e ti dico grazie

Il silenzio è rotto solo dal mormorio gentile della corrente del fiume, un grosso pesce balza fuori dall’acqua, le scaglie argentee brillano ai raggi del sole, poi ricade tra i flutti con un tonfo sordo.
Elnae solleva lo sguardo dalla pietra, gli occhi bruciano, vi passa una mano, sono umidi, si sforza di ricacciare indietro quelle lacrime, si calma e poi con la memoria corre ai mesi, agli anni passati, alla vita in casa degli zii, ad Elionna, ai loro giochi mentre crescevano, ai momenti di studio, a Rihal orfana raccolta nella foresta, che ora lo accompagna.
Per quanto lui abbia provato dolore, ha avuto sempre chi era pronto a consolarlo, a lei questo non era stato concesso: quante volte si era chiesta cosa ne fosse stato di lui?
Il giovane elfo cercava ora di rispondere.

Questo è quello che sono, prego la Trina come tu mi hai insegnato a fare, seguo la strada che tu mi hai indicato.
Come te cerco la comunione con ciò che ci circonda, la calma dell’anima, la saggezza nelle parole e nei gesti.
Solo ora capisco quanto sia difficile il cammino, quanto chieda; il tempo concessoci è stato poco, ma persino nella fine mi hai mostrato che la fede di un animo forte può cambiare quello che sembra inevitabile.
Sei mia madre, la mia prima maestra, il mio esempio.

Io accetto te, come tu hai voluto me

Emette un sospiro, rilassando il corpo mentre allenta la stretta sulla pietra. Si sente meglio, fosse solo per aver espresso quello che non aveva mai detto, rigira il cristallo tra le dita: sa che non vi è solo un dare alla pietra, ma anche un ricevere, non quello che la pietra conteva, ma ciò che vi ha lasciato Indil.
Non ancora…
Ripose la pietra con cura in una tasca vicino al cuore della giubba di cuoio.


“Cos’è un ricordo? Qualcosa che hai o qualcosa che hai perso per sempre?”




RE: I Ricordi e il Cristallo - Pickwich - 02-07-2017

ELIONNA

La brezza soffia tiepida, facendo ondeggiare pigramente i rami degli alberi che circondano la radura, illuminata dall’argentea luce della luna.
In piedi sotto la chioma di un grande acero, illuminato a sprazzi dalla luce che filtra tra le fronde, vi è qualcuno: vesti in pelle e stoffa, seguono le curve di un corpo femminile, esile e non molto alto, le braccia intrecciate appena sotto al petto, vengono sfiorate da una lunga e spessa treccia che scende fin oltre i seni. Del volto non si distinguono con chiarezza i lineamenti, ma gli occhi brillano, guardando attentamente chi le parla.
L’elfa appoggia la schiena contro l’albero, tacendo, ai suoi piedi appoggiati tra le radici un arco e una lama racchiusa nel fodero.
 
Con lei è facile, non ho quasi bisogno di parole, basta solo uno sguardo, intuisce quello che sto per dire, come prevede la direzione in cui scarta il cervo prima di scoccare la freccia.
 
Elnae è in piedi, appena fuori dall’ombra proiettata dal grande acero, la luce della luna lo avvolge, mentre la brezza strattona col suo respiro il mantello. Tende la sinistra verso la figura nell’ombra, qualcosa di luminoso poggia sul palmo, o che forse solo cattura e riflette i raggi lunari.
Le parole di Elnae riempiono lo spazio tra i due, mentre lei con attenzione ne segue ogni gesto.
 
So di mancare a lei e alla mia famiglia, si sono chiesti cosa è successo al Tempio. Dovevo spiegare.
Avevo deciso di uscire dalle mura che mi proteggevano per conoscere meglio ciò che ci circonda e di riflesso conoscere me. Scopro che le lezioni sono dure, ma mi sia data lezione su quello che necessito e non quello che voglio.
 
Elnae tace, ripone la pietra nella tasca dove la custodisce. Lei rimane immobile, in silenzio per qualche attimo, poi si stacca dal tronco, cammina piano, avanzando verso di lui, uscendo dall’ombra. Le braccia intrecciate sulla vita si sciolgono, lei lo raggiunge e lo abbraccia, posa il suo volto nell’incavo tra il collo e la spalla.
Lui ricambia l’abbraccio, stringendola.
Sente le sue lacrime sulla pelle, l’odore forte della polvere di mallo dei suoi capelli. Il volto si rialza verso di lui, un sorriso sincero e due occhi bagnati di lacrime. Estremi che si incontrano.
 
Ha capito, che ti dicevo? Sa che mi serviva qualcuno vicino, con cui piangere la perdita e qualcuno con cui ridere per averti ritrovata.
 
Le strette si allenano, le mani di lei si posano sul petto di lui il sorriso si piega assumendo una piega volutamente antipatica, poi lo spinge indietro, infilando un un piede tra quelli di Elnae. “Giù“
La radura si riempie di risa, l’elfa è una sagoma contro le stelle e la luna, che si allontana per recuperare le sue armi.
“Dovresti accompagnarmi invece di poltrire li a terra, magari ti riesce pure di fare un centro con quei sassetti” il tono è deciso, quasi ruvido.
“Allora?”
 
Sapevo che l’avrebbe fatto. Ti assicuro che lo sapevo…
Credo di dovere una buona parte della mia pazienza a lei.

[Immagine: a44i9f.jpg]

Non piangere perchè è finito qualcosa, sorridi perchè accade qualcosa


RE: I Ricordi e il Cristallo - Pickwich - 11-07-2017

Visione


Elnae si allontana dalla Valle, saluta chi ancora si attarda lungo la riva dello stagno e si avvia con un passo esitante verso il centro di Myth Drannor, l’espressione assorta come suo solito, la mano destra massaggia lentamente la parte inferiore della nuca, battuta a terra durante la caduta. Un’immagine strampalata, forse involontariamente ridicola, decisamente in contrasto con quello che ha in mente il druido

Direi che il Corvo non è certo un pericolo, ma qualcuno che vuole il nostro aiuto, questo ormai è chiaro. E vista l’ultima manifestazione temo che sia un aiuto urgente…


[Immagine: 2lt5zja.jpg]


Lo stormo di corvi e le larve, non sono state le uniche manifestazioni di quella sera...almeno non per Elnae. Improvviso il druido crolla a terra in preda a violenti spasmi, incosciente, mentre nella mente si formano immagini, che rimangono impresse nella memoria dell’elfo.

Non mi era mai capitato prima di avere una visione. Quando ho riaperto gli occhi mi sono trovato a terra, gli altri tutti intorno a me. Non deve essere stato qualcosa di piacevole…
Ma questo non è tanto importante, quanto dirti cosa ho visto...

Una grande foresta, ricca di vita e lussureggiante.

[Immagine: 6srzug.jpg]


Poi dal cielo un’ombra la ricopre, le fiamme si alzano verso il cielo consumando e portando distruzione, non rimane nulla. La cenere ricopre tutto, puzzo di fumo e morte ovunque


[Immagine: 166ylvm.jpg]


Il tempo scorre...impossibile seguire l’alternarsi di giorno e notte. Nella grigia distesa all'improvviso appare un segno, un albero enorme, la vita torna ad esplodere attorno a lui e la distesa desolata lascia il posto a una nuova foresta.
L’albero, svetta maestoso e protettivo su tutti gli altri.

[Immagine: 33wmesl.jpg]


Di nuovo il sole e la luna si rincorrono veloci, troppo perchè io li segua, e l’albero improvvisamente pare farsi debole, le foglie cadono, finchè il tronco trema e si lacera lasciando uscire una massa brulicante di esseri striscianti: vermi e larve iniziano a brulicare nella foresta portando marcescenza e morte.

[Immagine: 2yxpseu.jpg]

Infine il grande albero cede sotto il suo stesso peso, si schianta al suolo e rimane solo il silenzio tra gli alberi morti e i resti della foresta

[Immagine: 35i9jpz.jpg]