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I due lupi
#2
Dragan

Spiaggia-Mare della Luna-Alturiak 1391




"Che il cuore sia una belva feroce, ce lo dice la Natura che l’ha rinchiuso in una gabbia d’ossa."



Riacquisto i sensi svegliato da un urlo straziante e dal suono di carne e ossa lacerate, mi sollevo il più velocemente possibile afferrando il mio vecchio spadone, la vista è ancora appannata ma riesco fortunatamente ad avvistare il mio avversario. Lo osservo avvicinarsi, ne studio i movimenti, respiro cercando il ritmo del mio cuore, il ritmo è tutto nella battaglia, saper anticipare o ritardare il battito significa prendersi un bel vantaggio.

Cosa diavolo è questa volta? Cosa è che si avvicina? non mi interessa. So soltanto che questa creatura è sulla mia strada e niente e nessuno può permettersi di frapporsi sulla mia strada. Nessun rancore, nessuna emozione solo il freddo acciaio della mia lama. L'essere è contorto, bavoso e peloso, le sue zampe affondano pesantemente nella sabbia, la sua lingua penzola passando sulla dentatura affilata e sporca di sangue, ha una coda lunga e pelosa, un enorme lupo dal pelo nero dai muscoli massicci e guizzanti, le sue proporzioni però sono quelle di un cavallo. Punta i suoi quattro occhi rossi sulla preda, io.

La creatura guizza spalancando le sue fauci bestiali. Usa la coda per darsi lo slancio, le sue zampe sono massicce e ben artigliate, resto immobile fino all'ultimo poi seguo la scia della belva, ruoto il corpo , scarto di lato e riprendo posizione. Posso tentare un colpo al fianco ma preferisco non rischiare per adesso, il combattimento è solo all'inizio.
Di nuovo faccia a faccia, guardare il muso di quella belva è quasi una sofferenza, ma negli occhi  risiede l'intento. Anche le creature più stupide nascondono qualcosa nello sguardo, appoggio il peso del mio corpo su una gamba e sono pronto ad attaccare per primo. Il lupo fa un passo indietro, forse è infastidito, forse per la prima volta conosce qualcosa che si chiama paura.

La paura è sorella e puttana, non ci può fidare della paura, ma a volte è proprio lei che ti salva la pelle e come una sorella ti rimane accanto anche se non la vuoi e come una puttana, ti chiede il prezzo quando meno te lo aspetti. Il colpo è una finta, la bestia ci crede, scarta e rilancia dall'altro lato, mossa azzardata l'aspetto al varco, ruoto la lama e sento la dura pellaccia resistere al filo, imprimo più forza e finalmente un fiotto di sangue scuro sprizza nell'aria calda. Nel silenzio asfissiante della spiaggia, rotto solo dai movimenti dei due contendenti un ruggito straziante si alza nel cielo. La creature è ferita e adesso è cento volte più pericolosa, questo non posso evitarlo. 
La bestia è troppo grossa per poter essere uccisa con un solo colpo, quello è il momento della svolta. Ma se fossi riuscito ad infierire un altro colpo la creatura avrebbe smesso di crederci. Avrebbe sentito il morso della paura, quello vero, quello che non ti lascia scampo. Non devo avere fretta questa volta, indietreggio con i miei passi mentre la belva si muove nervosa verso di me. Un affondo, un altro affondo, zampe, artigli , fauci bavose e sangue rosso. La stanchezza affiora, dopo il naufragio è tutta nelle mie gambe e sono loro la chiave di un buon combattimento. Sento che la lotta non può proseguire per molto a quel ritmo, sento che la fretta come la paura può essere puttana e sorella, sento che ho un solo colpo a disposizione e anche il lupo che ringhia dentro di me, mi avverte che deve essere quello giusto.

La belva ha riacquistato fiducia, non pensa alla ferita non pensa alla morte, pensa solo allo stomaco che le impone di andare avanti, un pasto dopo l'altro. Nessun ideale, nessun motivo onorevole, o forse si?. Cibo, ecco quello che siamo, guerrieri e bestie.
Il sole si tinge di arancione, le colline che portano verso i boschi sono poco più sotto e il disco di fuoco si prepara ad affogare nel mare dolciastro alle mie spalle. Presto cadrà l'oscurità e forse creature ancora più pericolose lasceranno le loro tane. Un altro buon motivo per non denigrare la fretta.

Le zanne si fanno più vicine, il miasma della sua bocca diventa insopportabile, le gambe incominciano a tremare. Per quanto tempo riuscirò ancora a sopportare un simile sforzo? continuo a retrocedere, un passo dopo l'altro, perdo centimetri e la ferocia del mio lupo graffia la mia cassa toracica, sa di potermi aiutare. La creature è su di me, mi abbandono alla rabbia e alla fame del lupo liberandolo dalla sua gabbia e con un urlo feroce riacquisto forza e vigore , affondo lo spadone, il bersaglio è ovviamente il cuore. La punta di acciaio penetra questa volta con più facilità, strappando la carne, spaccando la costola e immergendosi senza pietà dentro al muscolo pulsante.
La bestia mostruosa si accascia per terra, geme, rantola e si dimena, è il triste e glorioso finale della battaglia, gli mozzo la testa e la sollevo al cielo, ululando il mio nome.

DRAGAN!!!
[img][Immagine: Firma-erevan.jpg][/img]
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