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[AQ Biclassamento - Cdp] Risveglio
#9
PARTE VIII
TEMPO DI RICERCHE


...LO SAPEVO CHE ME NE SAREI PENTITA...
...MA NON POTENDO TORNARE INDIETRO DEVO AFFRONTARE LE CONSEGUENZE DELLE MIE SCELTE E PROCEDERE IN AVANTI OVUNQUE MI PORTI....

Da molti giorni passo quotidianamente ore immersa nello studio e nella ricerca. Ho deciso di venire a capo di quella situazione e di capire se ho modo di sfruttarla in maniera positiva.

1 -Studiare come la magia attraverso il sangue di drago si trasmette
2- Studiare in che modo si possono manifestare altre capacità oltre alla magia grazie al sangue di drago
3 – Studiare i draghi
4– Studiare la lingua draconica


Ho  scelto di cominciare dal fondo, affrontando lo studio della lingua draconica. Se devo apprendere e conoscere qualcosa dei draghi e di conseguenza su me stessa, devo cominciare nello studiare il loro linguaggio. La cosa  non mi entusiasma molto, ma è un passo obbligato.



[Immagine: libri-wide.jpg]

...estratti sul draconico... 


"
...La lingua dei draghi è una delle più antiche forme di comunicazione. A quanto dicono i draghi stessi, è seconda per antichità soltanto alle lingue dei planari, e tutte le lingue mortali discenderebbero da quella draconica. La sua forma scritta venne probabilmente introdotta in seguito alla standardizzazione della forma parlata, poiché i draghi hanno meno bisogno, rispetto ad altre razze, della scrittura. Alcuni studiosi ritengono che la forma scritta del Draconico potrebbe aver subito l'influenza delle rune naniche, ma chi è prudente si astiene dall'esprimere questa opinione se un drago si trova nei paraggi...


...Molte razze rettili (inclusi coboldi, lucertoloidi e trogloditi) parlano versioni semplificate del Draconico, e utilizzano questo fattore come prova della loro parentela con i draghi. E' altrettanto possibile che un tempo queste razze siano state acculturate o schiavizzate dai draghi, ed è anche verosimile che abbiano adottato l'uso del Draconico solo per poter vantare presunti antenati comuni...


La forma parlata del linguaggio suona dura alla maggior parte delle creature, e include numerose consonanti aspre e sibilanti. Include suoni che gli umani sono soliti descrivere come sibili ([i]sj[/i][i]ss[/i] e [i]sv[/i]), così come un fonema che ricorda molto il momento in cui una bestia si schiarisce la gola ([i]ach[/i]).
Le parole che modificano altre parole sono collocate prima e dopo la parola modificata.
Il modifdicatore più importante è sempre collocato prima della parola, e potrebbe anche essere ripetuto alla fine se si desiderasse metterlo in particolare enfasi. Chi parlasse il Draconico e volesse dire che un drago grande, nero e malvagio si sta avvicinando, ponendo in enfasi la sua malvagia natura, direbbe: 
[i]Malsvir darastrix turalisj vutha gethrisj leirith[/i], o anche: [i]Malsvir darastrix turalisj vutha malsvir gethrisj leirith[/i].


La maggior parte delle parole del Draconico è pronunciata accentando la prima sillaba. Le idee particolarmente importanti sono spesso evidenziate, nel Draconico parlato, accentando sia la prima sia l'ultima sillaba della parola. In forma scritta, le parole importanti sono segnalate con un simbolo speciale composto da cinque linee che puntano verso l'esterno, in maniera simile ad un asterisco. Questa forma di accento si usa per lo più quando i draghi fanno riferimento a loro stessi. Il drago Karajix, ad esempio, potrebbe pronunciare il suo nome [i]Kà-ra-jìx[/i] e scriverlo [i]*Karajix*[/i]. Questa forma di accentazione si usa anche quando si vuole comandare, minacciare, mettere in guardia o fare una particolare affermazione.
Il Draconico non ha parole specifiche per dire "mio" (aggettivo o pronome), ma usa piuttosto diversi prefissi a seconda del significato preciso. Il nome di un oggetto fisico che il drago considera di sua proprietà comincerebbe con [i]veth[/i] o [i]vethi[/i]; il nome di un individuo che ha un rapporto con il drago (un amico o un parente) si esprime con il prefisso [i]er[/i] o [i]ethe[/i]; tutte le altre forme di possesso vengono rappresentate inserendo un [i]ar[/i] o [i]ari[/i] prima di una parola. Pertanto, se il drago vuol dire "la mia spada" oppure "questa spada è mia", ha bisogno di dire soltanto [i]vethicaex[/i] ([i]vethi[/i] più [i]caex[/i], la parola che indica la spada), mentre [i]arirlym[/i] si traduce "il mio nemico" ([i]ar[/i] più [i]irlym[/i], la parola che vuol dire "nemico"). Quando si indica il possesso da parte di un altro, il nome del possessore viene combinato con l'oggetto posseduto in una singola parola che comincia con [i]ar[/i] o [i]ari[/i].                                                                  "


E qui cominciava il primo problema. 

La lingua Draconica appariva molto difficile da comprendere. Il suo alfabeto per prima cosa.

[Immagine: latest?cb=20100401224634]


La mia lingua natale, il Damaran, è purtroppo, basata su un diverso alfabeto, il Dethek, e questo non semplifica in alcun modo lo studio della lingua dei Draghi, anzi al contrario l'avrebbe resa molto più complicata, senza contare lo sforzo fisico per modulare i suoni pronunciando le parole draconiche. 


...LO SAPEVO CHE ME NE SAREI PENTITA...

...Ma la fotuna è venuta in mio soccorso, visto che annette, conosce il draconico e si è offerta di aitarmi nello studio....
Annie
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RE: [AQ Biclassamento - Cdp] Risveglio - da Bazinga - 29-11-2018, 14:42

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