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[Luth Woodhead] - Appunti di viaggio
#1
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* Riprende il mano il piccolo taccuino rivestito di pelle acquistato a Waterdeep su cui contava di descrivere luoghi, fatti ed emozioni del viaggio verso Est che stava per iniziare.
Rilegge quelle che invece non sono che indicazioni di luoghi, Daggerford, Soubar, Tilverton, Shadowdale e poche note di fatti accaduti.
Si trova di fatto di fronte all’evidenza che il suo racconto del viaggio è rimasto solo un’intenzione.
Ora nella calma della sera inizia una nuova pagina del suo racconto. *
 
Capo profughi di Hillsfar

Sono arrivato da qualche settimana e dopo la decisione di non imbarcarmi con i mercanti ma di restare a terra ho avuto l’occasione di incontrare una sacerdotessa di Chauntea che mi ha condotto al campo profughi e invitato a restare.

Qui ho avuto modo di sentire la storia di alcuni dei rifugiati, sentire cosa hanno dovuto sopportare mi ha fatto sembrare una piccola cosa le mi pene, mi ha colpito come hanno affrontato quello che è accaduto e lo spirito con cui stanno cercando di costruire qualcosa in un nuovo paese.

Tutto questo mi ha riportato alla mente la forza di volontà e la tenacia con cui mio padre ripartiva dopo ogni disgrazia che capitava fosse la morte di una vacca o la perdita di parte di un raccolto, diceva <è  lo spirito che anima noi Illuskan>.

Sono stato accolto senza pregiudizi anche se arrivo da molto lontano, molti di loro sembrano socievoli e pronti ad aiutarsi; mi fermerò con loro e cercherò di dare una mano.
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#2
* dopo essersi alzato dal letto e aver raggiunto a fatica il piccolo tavolo che si trovava in in angolo della stanza si sedette e trascorso qualche minuto in cui cercò di riprendere una respirazione normale prese dalla borsa il il diario e cominciò a scrivere *

Eccomi qua vivo ma a pezzi, mi sento come se avessero smontato il mio corpo e poi a rimetterlo insieme non fosse stato il più esperto e avveduto degli artigiani.

Sto imparando sulla mia pelle che sono arrivato in terre in cui i pericoli sono decisamente maggiori di quelli a cui ero abituato,dovrò ricordarmene.

Una perlustrazione in una vecchia i miniera iniziata con la gioia per aver tolto dalla terra un po' di orchi, e Helm solo conosce quanto sia l'odio che ho per queste orribili creature, proseguita con pericoli comunque ricompensati dal ritrovamento di qualcosa di interessate e di valore si è poi trasformata in tragedia.

La decisione, folle a pesarci ora, di proseguire la ricerca dopo aver già incontrato questi esseri a me sconosciuti e che i miei compagni chiamavano Progenie Vampiriche chi ha portati ad uno scontro che temo abbia voluto dire per molti di noi ferite pesanti.

So solo che ho fatto in tempo a contarne quattro e un attimo dopo me ne sono trovato uno davanti e ancor prima di poter reagire sono crollato a terra e tutto è diventato nero.

Mi sono svegliato nel letto e mi hanno detto che sono stati i miei compagni a riportarmi qui, di più non so.

Non so se siamo tutti vivi, come stanno gli altri, chi è rimasto ferito, so solo che anche scrivere queste poche righe mi è costato uno sforzo enorme.

*lascia cadere la penna esausto*
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#3
Quando al Diamante nel Letame, mentre si parlava del povero Garrio, Echo ha trattato me e Balor come degli idioti definendoci senza mezze parole degli stupidi l’orgoglio ha fatto sì che la reazione fosse di risentimento.

Dopo che nella foresta ho avuto modo di avere da Ariah molti consigli e soprattutto parecchi richiami a fare più attenzione a particolari che mi erano sfuggiti o a qualche dettaglio che avevo trascurato mi rendo conto che ho tantissime cose da imparare e che anche per questo non posso permettermi comportamenti da sprovveduto.

Sto ripensando alle parole di Echo e ora con più calma e soprattutto mettendo da  parte l’orgoglio e non facendomi influenzare dall’amicizia non posso che concordare con quanto ha detto.

Non solo siamo andati a testa bassa verso una situazione che poteva costare la vita a tutto il gruppo ma tornati faticosamente a Hillsfar e guarite le ferite non abbiamo pensato a fare la cosa più ovvia, avvertire del pericolo incombente chiunque conoscessimo.

Lo scrivo qui sperando mi serva per ricordarlo, SONO STATO UNO STUPIDO.
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#4
Garrio è vivo ed è tornato con noi in città e questa è la cosa importante.

Mantenere fede alla promessa di andarlo a cercare e riportarlo fuori dalla cava mi è costato parecchio infatti passare dall’intenzione alla realtà ha rivelato quanto l’esperienza vissuta nel profondo delle gallerie mi avesse segnato.

Appena con i miei compagni ci siamo addentrati nella cava il ricordo di quando era avvenuto mi ha gelato il sangue e sono rimasto per un attimo paralizzato, ho cominciato a seguire gli altri quasi senza rendermene conto e forse anche contro quella che era la mia volontà.

Mi sentivo come svuotato e solo quando abbiamo avuto il primo sconto con dei pipistrelli giganti ho reagito e sono tornato in me, poi dopo il ritrovamento di Garrio mi sono sentito come liberato.

In seguito, una volta rinfrancato, proseguire nell’esplorazione è stato più facile anche se vedere tutti quei corpi ammassati e pensare che erano persone a cui la vita era stata strappata da quegli esseri immondi ha fatto calare su di me un velo di tristezza per tutta quella crudeltà, tanto che arrivati alla locanda non sono riuscito a festeggiare quanto avrei voluto per la salvezza di Garrio.
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#5
Ancora una volta mi sono comportato da idiota.

Dopo aver recuperato quello che sembra ottimo legno per fare frecce e una cena finalmente in compagnia, dopo settimane in cui ho solo mangiato qualcosa qua e là ma sempre solo come un cane, mi sentivo felice come non mi capitava da tempo.

 La compagnia di Xovar, insolitamente ragionevole, mi faceva sentire a mio agio e predisposto alla conversazione cosa che accade raramente.

Poi l’arrivo di quello strano tipo, ha detto di chiamarsi Dorny, apparentemente innocuo con il suo modo particolare  di parlare e l’inizio di una conversazione dove ogni cosa veniva presa a spunto per costruirci una storia ingigantendo e interpretando a suo piacere ogni nostra parola.

Ogni mio tentativo di avere qualche informazione su di lui o su cosa si dice in giro è stata vana, in compenso ha iniziato ad affiancare al mio nome la parola ammazzadraghi, confesso che non ho più capito dove volesse andare a parare e ho continuato con risposte ironiche o spiritose.

Alla fine l’uomo si è avviato all’uscita blaterando e nominando l’arena, ci capivo sempre meno ma le parole di Xovar e Balor che hanno iniziato a  parlare di combattere e di scommesse su di me hanno fatto si che la preoccupazione e lo sconforto si impadronissero di me.

Purtroppo tutti e due dovevano andare via e quindi non ho avuto modo di chiedere informazioni e cercare di capirne qualcosa di più.

Dopo una notte insonne ho deciso di uscire sperando mi aiutasse a non pensare ma la situazione non è migliorata anzi ai pensieri si è aggiunta in più occasioni la spiacevole sensazione che gli occhi di qualche passante indugiassero troppo su  di me.

* abbandona il diario e si getta sul letto con il guanciale sulla testa per attutire il rumore della strada nel vano tentativo di prendere sonno *
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#6
* Nonostante una notte di riposo appare agitato e nervoso, alla fine comincia a scrivere sul diario. *

Che rabbia, il pensiero di come è finita la nostra perlustrazione ad Est ancora mi lascia l’amaro in bocca.

Dopo che il lavoro fatto con Hellen aveva fruttato quelle che sembravano informazioni utili per metterci sulle tracce di uno dei ricercati la scoperta di essere stati raggirati da quei contadini, ed in particolare da quel ragazzino falso ed odioso, mi fa stare male.

Non è l’orgoglio ferito ma il fatto di aver perso tempo prezioso e soprattutto di essere venuti allo scoperto e essere ormai volti noti per i cacciatori di taglie nostri concorrenti.

In più il pensiero del rischio inutile che io e Balor abbiamo corso e il pensiero che entrambi potevamo finire in galera come ladri non mi dà pace.

* Chiude d’impeto il diario si alza e lascia la stanza. Forse un lunga camminata gli permetterà di sbollire un po’ della rabbia accumulata. *
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#7
Tra disavventure e avventure a piccoli passi sto riuscendo anche ad organizzarmi per il lavoro.

Come prima cosa ho provato a fare delle frecce di Silverbark che è un legno lavorabile senza troppa difficoltà e adatto per quello che volevo realizzare, il risultato sembra buono e Echo me lo ha confermato dopo averle provate.



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Per le frecce direi che ormai sono organizzato, ho ordinato al fabbro punte in diverse forme e metalli per avere un buon assortimento e alle penne d’oca che recupero alla cucine della locanda spero presto di potere aggiungere quella di altra selvaggina procurate dal Cacciatore del mercato fuori città così avrò un po’ di scelta per realizzare l’impennatura.

Per gli archi comincio ad avere una buona scorta di legname, soprattutto Zurkh, con alcuni pezzi che da cui sembra possibile ricavare degli ottimi flettenti ha anche recuperato alcune pelli per l’impugnatura anche se la momento nessuna che sia completamente soddisfacente.

Resta il problema delle corde, ho visto che vengono usati materiali diversi da quelli a cui ero abituato e il risultato sembra buono e questo mi ha fatto ricordare che in mio vecchio arco durante il viaggio ad un certo punto pareva aver perso potenza per poi ritrovarla è una cosa su cui dovrò riflettere.

Proverò comunque a fare corde con materiali diversi per valutare le differenze e cercare la soluzione migliore.

Ho avuto modo di provare l’arco di Balor che oltre ad essere un ottimo arco aveva anche un effetto particolare soprattutto sugli sciami che abbiamo affrontato, credo si tratti di un qualche incantamento.

Dovrò capire meglio cosa ha di particolare il suo arco perché se ad un ottimo arco si può aggiungere la possibilità di fare altri danni mi sembra un’ottima cosa.
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#8
Dopo giorni di pialla e lima finalmente ho visto il risultato finale del mio lavoro, il primo arco è completo.

Ho impiegato più del necessario perché dopo parecchio tempo dovevo riprendere famigliarità con gli attrezzi e la giusta manualità, inoltre ho usato un legno che mi è sembrato adatto ma che non avevo mai lavorato.

L’arco di Zurkh ora che è finito mi sembra riuscito veramente bene sono quindi ansioso di provarlo nella foresta e nelle caverne per verificare la sua efficacia in combattimento.

Voglio anche verificare la corda in budello visto che alla fine mi sono deciso ad utilizzare questo materiale che mi sembra meno soggetto ad allentarsi nelle giornate piovose, che qua di certo non mancano.

Ho comunque preparato anche una corda fatta con lino e canapa, per ora la terrò di scorta.

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#9
* Rientrato alla locanda dopo un bagno caldo ed ed essersi fasciato le ferite ed alcune bruciature Luth si corica ma gli è impossibile prendere sonno dopo quanto accaduto prima alle porte e poi al castello. Riprende allora in mano il diario e prova a scaricare la tensione scrivendo. *

Quella che doveva essere una giornata di riposo a Hillsfar dopo il viaggio da Elventree è sta invece piena di eventi inaspettati.

Prima il racconto di Darry sulla fruttivendola che lo accusava di ever pestato il marito e quello che ne era derivato e il  sospetto che questo fosse legato alle sue ferite alla mano e all'improvvisa cecità che aveva avuto a Elventree.

Poi la strana convocazione da parte di Annette e il viaggio pieno di mistero fino ad incontrare altri avventurieri e la scoperta che stavo per essere coinvolto in una sommossa per liberare Hillsfar.

Vorrei poter raccontare qualcosa di epico visto quanto è accaduto oggi ma la verità è che una volta sconfitta facilmente la guarnigione al porto ed essere entrati in città attraverso le fogne abbiamo raggiunto le porte della città e appena è iniziato lo scontro un mago mi ha colpito e non ricordo nulla se non di essere stato soccorso quando era tutto finito e di esservi trovato bruciacchiato.

Al castello non è andata meglio, anche lì sono stato messo fuori combattimento dopo aver scagliato poche frecce, insomma poco più che inutile la mia presenza ma nell'euforia della vittoria pareva che gli altri apprezzassero anche solo il fatto che avessi partecipato ad un evento che resterà nella storia della città.

La giornata non era finita però, dopo essermi ripreso ho seguito il gruppo che stava scendendo al piano inferiore dove si trovano le prigioni per verificare se c'erano prigionieri da liberare e alla prima cella visitata la sorpresa di trovare un bambino che superato lo spavento iniziale ha raccontato di esser lì perché aveva rubato per fame.

Miro, questo il nome del bambino, era orfano e aveva rubato del cibo per lui e per la sorella affamata.

La proposta di Echo di portarlo da Padre Brom è stata subito condivisa da Ariah a quel punto mi è venuto naturale dare la bambino un cane che avevo intagliato nel legno nelle ore di ozio.


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Ancora una volta un orfano sulla mia strada, sembra quasi siano mandati per ricordarmi da dove vengo.

Lo abbiamo fatto uscire dalla cella ma sarà in un posto nuovo e sconosciuto e comunque solo, vorrei continuare a seguirlo e ne parlerò ad Echo.

Non potremo di certo sostituire i genitori da dagli sostegno e un riferimento si, insomma aiutarlo a crescere.

* Non gli resta che coricarsi e provare ad attendere il momento in cui il sonno lo rapirà. *
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#10
* La quiete che regnava al tempio ebbe un effetto tranquillizzante su Luth egli permise di prendere sonno per recuperare dalle fatiche di una giornata piena di sorprese e che nonostante la liberazione di Elora a quanto sembrava non concludeva la storia dei gemelli visto che ora il fratello sembrava scomparso. Si svegliò che non era ancora l'alba e nell'attesa del sorgere del sole prese a scrivere sul diario. *

Negli ultimi mesi ho avuto modo di vedere cose strane e assistere a fatti incredibili a cui non crederei se mi fossero raccontati, ma mai nulla che possa essere paragonato a ciò che è accaduto all'interno di quel labirinto.

Appena entrato ho avuto il tempo di fare pochi passi e all'improvviso mi sono trovato davanti ad una scena sconvolgente, mio zio a terra sanguinante e i miei cugini che invece di soccorrerlo inveivano contro di me accusandomi di quanto stava accadendo al loro padre morente.

Mi sono bloccato e ho iniziato a urlare che ciò che dicevano non era vero e non capivo come fosse  possibile tutto ciò, poi sono passato dallo stupore alla disperazione quando anche lo zio mi ha accusato di averlo abbandonato e di non essere stato con lui mentre moriva.

In un attimo di lucidità mi sono reso conto che qualcosa di simile stava accadendo anche ai miei compagni, Darry piangeva e invocava i sui genitori, Tobin in lacrime parlava a qualcosa di invisibile ai miei occhi dicendo di amarla e Echo che si discolpava con veemenza e lottava con qualcosa di invisibile spingendo l'aria di fronte a lei e poi scagliando anche una freccia nel vuoto.

A poco a poco ci siamo resi conto che nulla era reale e che quello che ognuno di noi vedeva era il frutto di una qualche maledizione, ma le voci che mi accusavano hanno continuate a restare nelle mie orecchie fino a che non siamo entrati in uno strano edificio.

Ma tutto ciò era solo l'inizio infatti all'interno dopo aver affrontato demoni in varie forme siamo arrivati in una grande sala ed entrando sono rimasto a bocca aperta senza poter fare nulla per un tempo che mi è parso eterno, ero bloccato a vedere quello che avevamo davanti, al centro della stanza in cerchio c'eravamo noi, o meglio quelle che erano perfette copie di noi, schierati a difesa di una ragazza legata che era a terra al centro del cerchio.

Si è fatta avanti la copia di Echo, come se anche loro l'avessero scelta come la loro condottiera, e ha iniziato una serie di accuse e provocazioni e a lei si sono unite le altre copie tranne la mia che rimasta in silenzio per tutto il tempo, ho ripensato a questo fatto senza trovare una spiegazione.

Alla fine è risultato chiaro che per liberare la prigioniera, sperando si trattasse di Elora, era inevitabile affrontare noi stessi e così è stato e come facilmente prevedibile il problema maggiore è risultato liberarsi della copia di Leonides ma alla fine circondato e fiaccato la colpi, frecce e incantesimi l'altro Leonides è scomparso.

Liberata la ragazza restava solo da uscire da qual posto da incubo il più rapidamente possibile e affrettarci a far ritorno a Elventree per far curare la mezzelfa e cercare suo fratello Caleb.

Durante il ritorno un'insolito silenzio accompagnava il nostro cammino e immagino che anche i miei compagni ripensassero a quelle incredibili visoni così vere e dolorose, io lo stavo facendo e riflettevo su come la nostra vita sia un insieme di episodi belli o brutti che riportati alla memoria possano procurare gioia o dolore e come chi aveva architettato la maledizione di quel labirinto fosse riuscito a colpirmi nei miei affetti con un'accusa falsa e per me infamante.
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