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[Echo] L'eco dei miei passi
#51
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La signora Perfecta Pentakos ci ha chiesto di trovare una tizia che avrebbe tentato di soffocarla con un cuscino nel sonno. La signora è riuscita a far rumore dando così l'allarme e mettendo in fuga l'assassina. Ritiene sia una donna o un elfo. Figlio e marito sono via per lavoro. Considera la servitù al di sopra di ogni sospetto, non ci sono stati licenziamenti recenti e tutti sono con loro da molto, alcuni da generazioni. Non sono pervenute minacce. La singora era stata recentemente a una cena tra ricconi con: Oliver Singh, Berger, Blake, consigliera Lauren Tremblay con la nipote Iselda.
Richard Blake
Consigliere e ricco sacerdote di Wauken, mi pare abbia una relazione con qualcuna, non lo so. Venuto dalle Valli con una marea di profughi al seguito. Me ne hanno sempre parlato bene.
Lauren Tremblay e nipote
Membro del consiglio e mercante di stoffe e notabile della corporazione. E' una donna sposata, sulla cinquantina, distinta, severa e ligia alle regole e tradizioni. Con una buona parola della Pentakos, intercede per far salite o meno la carriera dei miliziani.
Octavia e Adolar Berger
Lui è un usuraio e notabile del consorzio, ricco, sulla trentina abbondante. Anche la moglie si è ammalata. Anche da loro c'è stata un'intrusione ma i loro cani lo hanno scacciato dal giardino. Sono rimasti frammenti di abito in un cespuglio.
Oliver Singh
Mercante di liquori e grano e notabile. Un tempo ricco, poi è progressivamente decaduto andando in bancarotta dopo il disastro nelle Valli, adesso pare si stia riprendendo. E' sulla trentina anche lui, non sposato.

INDIZI
Se vogliamo definire così un tentativo tanto maldestro di assassinio. Gli indizi erano ovunque: solo nella stanza si era persa i grimaldelli e un nastro per capelli di velluto viola. Aveva lasciato segni di scasso sulla finestra all'interno e segni di un rampino all'esterno. Sul muro c'erano le impronte delle scarpe e sul ciottolato in strada c'erano i segni del salto per fuggire e un bracciale d'argento con le iniziali LM.
Abbiamo rintracciato il gioielliere che aveva allargato il bracciale. Fu fatto inizialmente per una bambina, 10-20 anni fa, che crescendo ha fatto allargare, 4-5 anni fa. Ricorda che era una bambina dai capelli scuri, sui 12-14 anni, accompagnata da una donna e due guardie.
Profilo assassina: L.M.
Giovane donna sui 17-20 anni, statura medio bassa, capelli corvini. Proveniente da famiglia ricca, che poteva permettersi una governante e due guardie per portarla dal gioielliere. Il nastro di materiale raffinato viola è usurato, indica che la famiglia dev'essersi poi impoverita. Il viola potrebbe essere tra i colori delle livree di famiglia.
La finestra era solo al primo piano ma si è arrampicata aiutandosi con un comune rampino lasciando segni ovunque. L'uso del cuscino per soffocamento in questo contesto è stato usato sperando di non allarmare la casa, in genere viene usato anche per non danneggiare il corpo o evitare sangue ovunque, in ogni caso non richiede particolarmente abilità ma un po' di forza sì. Nel complesso, il fallimento e le numerose tracce lasciate, indicano poca esperienza come assassina.

SOSPETTI
I possibili indiziati basandosi sulle iniziali sono una lista infinita. I principali concorrenti dei Pentakos sono i maghi rossi e la famiglia Ashaway della gilda dei maghi, li escludo. Singh pareva inizialmente un sospetto per via della sua sorte ma non avrebbe un movente. Il movente in effetti non era chiaro per niente.. ma quando la signora ci ha informati che l'assassina aveva tentato di infilarsi anche a casa Berger, abbiamo cercato cosa avessero in comune queste famiglie. Entrambe le famiglie avevano mandato i loro mercenari a combattere al castello durante la liberazione. Ma c'era una terza famiglia che lo aveva fatto, il signor Singh, che però era l'unico ad essersi impoverito.
Controllando negli archivi della banca i nomi dei vari fallimenti degli ultimi due anni vi erano diversi nomi, soprattutto mercanti non umani. Ci furono più che altro fughe dopo la liberazione. Dagli archivi del castello invece abbiamo tratto nomi di espropri effettuati a famiglie zhent. L'elenco più scarno riguardava i beni immobili ma niente di grande valore. Molto più corposo era l'esproprio di beni mobili e tra questi spiccava un nome: Kandar Milinal, per un valore di 25000 monete confiscate dopo la sua morte.

COLPO DI SCENA
Restai di sasso. Leonides pure. Ricordavamo avesse una figlia.. come si chiamava? Mi sfuggiva ma sicuramente iniziava per L. Ufficialmente era stata rapita, qualcuno la dava per morta, io e Leonides sapevamo che era viva e ben lontana da Hillsfar. Ufficialmente fu accusata Eitinel del rapimento, mai presa, mi aveva parlato molto di lei... di riflesso rifiutavo la sola idea che quella ragazzina potesse essere tornata per... ma poi perchè quelle famiglie? Eravamo stati noi a ucciderle il padre... anzi io neanche ero riuscita a entrare nella sala del trono, chiesi a Leonides di narrarmi quella parte. Ricordavo che assieme a Valen conducevano uomini in prima linea.
In ogni caso potevo assicurarmi abbastanza facilmente se era implicata o meno, preferibilmente prima di rispondere alle mille mila domande di Dryden che si stupiva della nostra incredulità di fronte all'evidenza. Va tu a spiegare a un freddo soldato insensibile che la presunta assassina è una fanciulla fuggita per amore di un mezzelfo ed evidentemente tornata perchè le è stato ucciso il padre durante la rivolta. Già orfana di madre... Non volevo crederci.
Parlai a sera con Leonides, lui sarebbe andato dai Singh, la terza famgilia che aveva prestato i suoi miliziani e che pareva non avesse ancora colpito. Se così era, sarebbe bastato attenderla e coglierla sul fatto. Io intanto sarei andata ad assicurarmi che stessimo sospettando della persona giusta: Lydia Milinal. Trovai quanto cercavo e ci rimasi malissimo leggendo quelle lettere... era solo una ragazzina. La classica figlia di papà che vuole viaggiare, vedere il mondo, stare col suo amato Kymil. Approfittando di questi suoi sogni era stata usata, al limite dell'inganno, per uno scopo necessario approfittando della sua ingenuità. In quelle lettere era evidente l'amore per il padre, nonostante la tenesse sotto una campana di vetro. Nel suo ordine di idee era impossibile che il padre potesse morire in battaglia, ma sapeva ci sarebbe stato un attacco, tanto da suggerire a Miranda, la vecchia governante, di tornare a Zhentil Keep.
Potevo benissimo capire la sua rabbia, ma non certo la reazione. Tornai con tutte le intenzioni cercando prima di tutto i più "sensibili" di noi, Fianna e Luth. Contando appunto di intercettarla da Singh, volevo chiedere loro, dalla buona parlantina, di riuscire a convincerla di quanto sbagliato fosse quanto tentava di fare e di trovare il modo di appianare la cosa con la Pentakos, senza arrivare a un arresto per lei.. una ragazzina.
Cattura:
Io fui molto ingenua nei suoi riguardi, ma lei fu proprio stupida! Neanche servì un piano per catturarla... Per puro caso Eric, a furia di parlare, disse il nome di Lydia riferendosi a una tizia che voleva andare a trovare perchè i vicini si lamentavano dei suoi eterni pianti per il padre morto. Arrivò anche Dryden e noi, ingenui, gli chiedemmo di lasciarci tentare prima di arrestarla, persino la divisa gli facemmo togliere. Andando con Eric a casa della tizia, sospettosamente vicino le fogne, non ci voleva aprire. Era diffidente... la provocai chiamandola col nomignolo che le dava il padre, per sbloccarne una reazione. Chiuse la porta e tentò in breve una fuga dal retro. Io e Fianna eravamo le più vicine e la inseguimmo subito... lei si ancorò in un cespuglio e io finii in uno dei laghetti del parco tentando di bloccarla.
Nel mentre arrivò anche Eric che la bloccò magicamente... arrivarono le guardie convinti stessimo importunando una ragazzina. Va a spiegare che era la figlia del governatore, che era un'omicida mancata e che eravamo col soldato Dryden... mi fecero comunque una multa! Che ovviamente restituii al divenuto caporale Dryden.
Come se non fosse già grave, Dryden le trovò in casa delle fiale con il morbo usato per appestare i topi e mezza Hillsfar. Più tardi io trovai pure una mappa delle fogne abbozzata a mano e nella sua ghiacciaia potevo sentire ancora l'odore della carne. Non aveva solo tentato di uccidere le famigilie che prestarono i mercenari... era anche la responsabile della diffusione del morbo!
Mai avremmo ricollegato lei a tale atto spregevole. Mi faceva solo strano avesse fatto così bene quella parte e così male il resto. Disse però di aver agito sola, che aveva lasciato Kymil a Silverymoon e avesse poi saputo della morte del padre. A Scardale aveva comprato quel morbo da qualcuno per la sua vendetta su Hillsfar. Ovviamente non ero più così bendisposta, ma addolorata per la sua sorte... come fosse arrivata a tanto... inutile dire come per tutti invece fosse ovvio, non ci si poteva aspettare nulla di buono dalla figlia di Milinal. Provai a parlarle ma era pentita solo della sua grande incapacità. Accusava e sputava, come una gattina messa alle strette, chi più odiava erano i responsabili dell'uccisione del padre: Leonides e Valen. In un colpo avevamo risolto due casi ma questa volta non riuscivo proprio a rallegrarmene, avevo come una morsa al cuore.
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#52
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Alcuni giorni dopo aver liberato la foresta dai totem malariti vicino Hillsfar, il problema delle belve feroci si ripresentò a sud di Elmwood, mettendo in crisi i boscaioli del villaggio che, fortunatamente, disponeva più di pescatori che cacciatori. Nel contempo giunsero anche voci di attacchi alle carovane da parte di orchi, lungo la strada del Mare della Luna verso Alberi Intrecciati. Al momento vi erano perdite di carico ma non di vite umane. Io e Luth decidemmo di occuparci prima dei malariti ma avevamo alcune incombenze altrettanto importati, che non potevamo lasciare in sospeso per partire. Così tardammo...
Le voci che giunsero portarono notizie dell'aggravarsi della situazione a Elmwood, le bestie feroci si espandevano e attaccavano carovane e boscaioli sempre più spesso. Il traffico del commercio veniva già dirottato via mare, lasciando solo alle carovane più difese la tratta via terra. Anche le notizie dai carovanieri peggioravano, cominciavano ad esserci vittime e cercavano di organizzarsi per raggruppare le carovane per concentrare tutte le difese e aumentarle. Così, tornati dalle rovine sommerse, non avevamo più tempo per indugiare oltre. Dovevamo occuparci di entrambe le cose e farlo subito.
Il problema è che non erano gli unici problemi, ma a pochi avventurieri stava a cuore la cosa come a noi. Così, nostro malgrado, dovemmo attendere la fine delle indagini per la Pentakos. A quel punto potevamo contare su maggiori forze, rese ancora più necessarie proprio per il ritardo d'azione. Io e Luth ci dividemmo, io mi sarei occupata di Elmwood, Luth degli orchi. Così partii con Leonides, Eric, Valen e Alakai. Senza immaginare che nel frattempo Luth usava le sue energie per i corteggiamenti piuttosto che spronare gli avventurieri...

Vorrei dire di essere felice per lui ma... anche un orbo vedrebbe che si è subito tuffato a pesce sulla prima fanciulla vagamente disponibile, subito dopo che io gli ho spezzato il cuore. Troppo presto. Praticamente un ripiego... Magari un giorno se ne renderà conto, ma ho capito che non ammetterà mai di essere più innamorato dell'amore che di qualcuno. So di essere troppo insensibile con lui... Se solo potessi dirgli perchè sono così dura... che se rivedesse le sue priorità.. io potrei aprirgli delle porte.. o almeno provarci. La decisione è comunque sua, mi basterebbe solo sia più coerente con le sue scelte.

Arrivammo a Elmwood giusto in tempo, i primi grossi lupi cominciavano ad attaccare il villaggio e i ragazzi addestrati da Darry faticavano a respingerle. Lui era infatti già qui per aiutarli. Avevamo fatto giusto in tempo a parlare con la conestabile quando ci fu un nuovo attacco, più pesante. Alcune delle giovani guardie vennero ferite e lasciate alle cure di Alamarayne, mentre noi ci inoltrammo subito verso la foresta, non potevamo più attendere nemmeno l'alba. Non c'era una pista da seguire.. o meglio c'erano diomioquantecazzoditraccesono! E trovammo subito da combattere.
Poi sentii distintamente degli ululati provenire da sud e Alaki percepì la magia del totem verso sud-ovest. Seguimmo la direzione continuamente attaccati da serpenti alti come alberi, ghiottoni grossi come case, cinghiali come carri e quant'altro. Eravamo sempre circondati e dovevamo aprirci la strada a fatica, non so ancora come ringraziare Leonides per esserci stato. No non è vero, saprei benissimo come ringraziare Leonides... se le notti assieme non fossero così spesso come questa. Di suo Alakai era un magnete per le bestie ed Eric si prodigava in cure come un Ilmaterita.
Finalmente quel gran bastardo si fece vedere, accompagnato dai tre orsi, due enormi e uno enormiserrimo. A dire il vero quasi non si notava il malarita con quelle bestie... ma fece sentire la voce iniziando un diverbio verbale tra credi diversi. Il mio e il suo. Nel mentre mi muovevo per aggirarlo, così da assicurarci non fosse un agguato. Notai subito il totem dietro loro, gli altri intanto si preparavano a ingaggiar battaglia. Tuttavia il malarita fece giusto in tempo a confermare che gli attacchi erano dovuti all'uccisione della Bestia di Malar... quando Alakai pensò fosse simpatico trattarlo allo stesso identico modo con un tempismo encomiabile. E cosi all'urlo:

 "AMMIRATE LA FORZA DI MALAR! MORTE ALLE DEBOLI PREDE!"

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ammirammo la meravigliosa statua di un servo di Malar

Tra lo stupore e la meraviglia affrontammo gli orsi per poi dedicarci a quella superba opera d'Arte. Mi guardai bene da toccare il totem, lasciando che lo prendesse a spadate il più esperto Valen. Io presi la mia spadina di adamanti per far lo stesso al collo del malarita, su suggerimento del mio nuovo eroe che avrebbe poi reso in carne il corpo per perquisirlo. Il paladino tyrita ovviamente non era della stessa idea, ma qui nella foresta per me vale solo un'unica voce, la foresta. Non avevamo divergenze di scopi, solo di metodi. Sollevai la spada e Valen si avvicinò alzando una mano per fermarci e cominciando a parlare. Darry e Leonides stavano giusto considerando che riportarlo in carne avrebbe dato più rischi che vantaggi ed io non ero disposta a correre alcun rischio. Sferrai il primo colpo, scansando Valen e incrinando il collo alla statua. Poi mi fermai ascoltando Valen, che però usò parole sbagliate... "Sentire le ragioni di un malarita? Ma scherziamo?". Eric sferrò un secondo colpo attirando l'attenzione della parlantina di Valen, io ne diedi un terzo facendolo passare alle maniere forti. Ovviamente non mi avrebbe uccisa, cercò di colpirmi di piatto ma riuscii a schivarlo ed Eric ne approfittò per spezzare definitivamente il collo facendone rotolare la testa al suolo.
Tornando carne il corpo ebbe un breve sussulto, poi cominciò a sanguinare definitivamente morto. Alakai lo perquisì trovando oggetti magici anche di un certo potere, ma nient'altro. Presi il suo simbolo infame e la sua testa pietrificata, semmai un giorno avessi avuto modo di identificarlo. Valen andò via adirato o forse deluso, ci sarà modo di chiarire in futuro se lo desidera. Non ho risentimenti in merito, stavamo facendo entrambi ciò che ritenevamo più giusto. Eric era molto più turbato di me all'idea che un compagno alzasse l'arma su un altro, probabilmente stava inveendo contro Leonides più per sfogarsi che per imputargli colpa di qualcosa. Per quanto mi riguardava, questa era stata vera giustizia. Quella di un malarita venuto dichiaratamente per l'uccisione della Bestia e a sua volta ucciso nello stesso modo per mano della stessa persona. Il mio unico rammarico era nelle morti che aveva causato.
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#53
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Da più due lune i cacciatori di Elventree notavano tracce massicce nella foresta, come un gruppo che si muove lasciando una scia larga in cui le tracce si confondono. Anche io l'avevo notata inoltrarsi nella foresta verso sud, ma arrivati al campo gnoll quel giorno eravamo pochi e ci respinsero violentemente. Luth aveva notato una pista addirittura verso Hillsfar, con conigli tranciati di netto e sangue. Queste erano vicino ai campi, dove ultimamente erano spariti dei contadini. Per quello ero rimasta a Elventree e avevo ricevuto notizie ancor più inquietanti:

Yvonell e la comunità delle drow di Eilistraee erano state attaccate da un gruppo estremamente nutrito di gnoll. Avevano combattuto duramente e le sopravvissute si erano rifugiate al villaggio elfico. La cosa più preoccupante era che vi fossero anche hobgoblin e creature simili a cani, gli Yugoloth, capitanati da una creatura umanoide di grandi dimensioni, pelle rossiccia scura e due strane ali da pipistrello al posto delle orecchie.

Subito avvertii Leonides, che era con me, e cercai Valen e il Braciere perchè temevo potesse trattarsi di quel demone chiamato Aulmpiter che aveva attaccato anche l'abbazia. Luth era ancora con gli altri a occuparsi degli orchi, così li precedemmo a Elventree dove ci raggiunsero Valen, Charles e Davian. Quando Luth mi contattò, gli chiesi di portare qui rinforzi e arrivò con Darry e Tharmyr. Si un po' mi sorprese vedere il sacerdote nanico, c'era già il Braciere a diffidare di queste drow... immagino entrambi convenissero che i demoni erano comunque peggio.

Show ContentRicerche di Daphne e Charles:

Parlammo intanto con Yvonell, alla quale chiedemmo come si era svolto l'attacco. Parlò delle creature dette e aggiunse che Elventree non era stata minacciata, gli esseri avevano preso possesso delle loro dimore fermandovisi. Le chiesi allora di Miz, ricordando che tempo addietro veniva già braccata da gnoll furiosi per aver sottratto loro qualcosa.... qualcosa che poi aveva fatto vedere alla sacerdotessa. Miz'Rynna era una giovane cantrice scura, particolarmente abile nel cacciarsi nei guai... era sempre allegra e amava incappucciarsi e unirsi alle nostre cacce in cerca di belle storie da narrare. Era così che alcuni di noi l'avevano conosciuta tempo addietro.
La sacerdotessa Yvonell disse che Miz non era qui con loro, aveva visto che tentava di scappare mentre la inseguivano. Mi si raggelò il sangue all'idea di cosa potessero farle... dovevamo assolutamente trovarla e salvarla. Yvonell disse che l'oggetto era un teschio intriso dal male col simbolo della A rovesciata. Aveva detto a Miz di liberarsene... conoscendola sapevo che l'avrebbe invece nascosto, ma forse l'avrebbero tenuta in vita per trovarlo. Non c'era tempo da perdere.

Al di là del crinale di rocce c'erano i primi segni. La scia formata col sangue di una lepre dalle zampe tranciate, le drow cadute vicino le Pietre, gruppi di gnoll e un loro rudimentale campo davanti le dimore drow. Uccidemmo quelli che trovammo all'esterno poi entrammo nelle dimore. O meglio uscirono altri grossi gnoll che tentai subito di incentrare su di me temendo per Luth. Charles però temette per entrambi e si lanciò contro rischiando quasi di morire, mentre gli altri erano più lontani a controllare i caduti. Presentavano segni di torture ma Miz non era tra queste. Dentro era pieno di yugoloth che uscivano da ogni angolo buio, dall'acqua e persino sotto i piccoli ponti sulle voragini del sottosuolo. A proposito di acqua... avevo già visto il Braciere attraversare un guado con una barca pieghevole, ma addirittura per due pozzaghere.... 
Nei cunicoli più avanti sentivo una corrente fredda, forse proveniente dalle voragini. Poi sentii delle urla femminili e mi precipitai avanti seguita dagli altri, più cauti. C'era una stanza piena di creature immonde che affrontammo fino a ucciderle. E stavolta penso morte morte, i corpi non sparivano! Qualcuno disse che forse avevano fatto una porta, non lo so. So solo che c'erano due drow martoriate prive di vita a terra e una sull'altare, ancora viva. Era Miz! Valen accorse subito a prestarle le prime cure, così da salvarla, almeno lei. Mastro nano e Mastro Braciere insieme mi danno i brividi, erano pronti a sopprimerla! Bruti!

Luth si offrì subito di sorreggerla per portarla fuori. Miz piangendo disse che aveva nascosto il teschio in un pozzo nascosto lì vicino. Rimandai a dopo il racconto dell'intera vicenda sull'uomo che aveva conosciuto. Pensai solo a recuperare il teschio e andarcene da lì. Non persi neanche tempo a legarmi per scendere cautamente come tutti i mortali, salto sui tetti ogni notte, che sarà mai calarsi con una comoda corda? E infatti persi tutta la mia spavaldatezza perdendo la presa. Precipitai alcuni metri sbattendo contro una roccia che cercai di afferrare invano, precipitai ancora finendo su uno spuntone roccioso e rompendomi una gamba. Lanciai un urlo di dolore e tirai giù dal calendario orchesco qualche divinità con un occhio solo...
Ero al buio e non riuscivo ad alzarmi da terra, faceva malissimo. Sopra di me mi accorsi di una luce che si avvicinava.. ma non ero ancora morta! Notai allora una sagoma indistinta che calava proprio su di me, decisi che le avrei dato almeno un pugno prima di farmi divorare da quel........ Leonides. E faceva pure lo spiritoso! Mi tirò su e portò fuori da quel buco, giurerei che stesse volando.. ma forse deliravo. Tharmyr da buon sacerdote cominciò a farmi urlare per stabilire che la mia gamba era molto rotta. Guarirla così poteva rendermi storpia per sempre.... poteva darmi l'alcol prima di dirlo però!
A proposito, i nani hanno ottimi alcolici. Luth mi teneva per le spalle ma ogni volta che il nano tirava e storceva l'osso, sputavo quel cavolo di legnetto e un sacco di bestemmie nel linguaggio più adatto alle sconcerie. Il nano faceva del suo meglio ma aveva aggiustato zampe solo a dei tassi, ora doveva sistemare una polla! Fu un incubo. Finalmente all'apice del "bastatiprego" mi inondò di energia positiva che reagì coi vapori alcolici rimettendomi in sesto. Ovviamente la cosa non mi impedì di saltellare appesa a Leonides per scroccargli un passaggio fino al villaggio. Ero tanto triste... non ero riuscita a far riecheggiare il mio nome nel pozzo...

NOTA: fare un grosso regalo a Tharmyr.

Valen disse che nel mentre uno yugoloth ci aveva visti ma lo aveva abbattuto. In ogni caso quel demone avrebbe presto capito che avevamo noi il teschio e dissi a Leonides di non tirarlo fuori dalla borsa magica finchè eravamo a Elventree, per timore che attaccassero gli elfi. Prima di tutto indicai a Luth il falò per lasciare Miz alle cure della sacerdotessa Yvonell e dirle l'accaduto... e magari riposare un po'. In favore di Miz, dissi alla sacerdotessa che sicuramente la ragazza aveva sbagliato ma... come aveva detto Leonides, forse sarebbe stato peggio se quell'oggetto fosse finito in mano al demone. Purtroppo però, le figlie della Seldarine Oscura avevano pagato in caro prezzo.

Il giorno dopo suggerii di andare dalla Sentinella al tempio di Mystra per chiedergli di capire cosa fosse, assicurandoci che il posto fosse sicuro da sguardi indiscreti. Nel frattempo avremmo potuto parlare con Miz, sperando si fosse un po' ripresa per farci dire meglio di quell'uomo... il vecchio che aveva conosciuto. Tanto simile a quello che aveva portato le armi all'Abbazia.

Al più presto dovevamo tornare nella foresta a sud e cercare quella scia e la creatura immonda.
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#54
*Vi sono alcuni fogli scritti separatamente e raccolti dentro una tasca della copertina di cuoio.
I primi due fogli sono del tutto simili alle altre narrazioni e appunti raccolti del diario*

Ritrovamento cadavere in un vicolo al porto con un ratto in bocca tenuto fermo da un pugnale. Aveva solo due rivoletti di sangue ma delle ferite profonde e sottili vicino le ascelle. Sotto il cadavere vi era un largo solco, tipo l'orma del corpo che però era smossa come quando si rivolta un corpo. In tasca aveva delle monete, un mazzo di carte da gioco decisamente usate, una chiave che potrebbe aprire una porta o un grosso baule. Trovai una serie di impronte più profonde che conducevano fino al molo nei pressi della sede dei Lupi di Ferro, ma poi si disperdevano per il troppo via vai. Il corpo è di media statura ed è stato riconosciuto come FERDI. Un nome che avevo già sentito…
Era come se qualcuno avesse ucciso Ferdi colpendolo con lo stocco in punti vitali, vicino le ascelle, forse lasciandolo morire lentamente come punizione e piantandogli il ratto in bocca. Poi lo avesse preso in spalla e buttato in un vicolo lasciandolo come monito per qualcosa che non avrebbe dovuto fare: come fosse un baro ai giochi, uno che non paga i debiti, una spia che parla troppo, un traditore o qualcosa così.
 
TOBIAS: un vecchio brontolone del porto che odia apertamente Jason, convinto sia un losco individuo, lui e la famiglia. Inoltre, afferma che i suoi bimbi fan casino e i genitori se ne fregano delle lamentele. Tobias abita di fronte al vicolo dove è stato trovato Ferdi e insisteva che fosse stato Jason dunque andava arrestato.
JASON: un tizio che va a donne dicendo alla moglie che va al lavoro, mentre la moglie pensa che sia a perdere soldi ai moli. Jason quando lavora fa quel che trova, l'uomo di fatica al molo. Disse di conoscere Ferdi di vista e ogni tanto veniva a giocare in pausa ai moli o alle Tette quando erano aperte. Disse di aver giocato con Ferdi un paio di volte e che puntava bene. Ammaliato da Fianna disse che non sa come mai sia stato ucciso, che ogni tanto aveva grosse somme, non sa dove abitava.
 
Ferdi…. Avevo quel nome sulla punta della lingua ma non riuscivo proprio a focalizzarlo. Un’amica mi ricordò chi fosse, le sono infinitamente grata! Stavolta sapevo esattamente dove ottenere più informazioni, ma dovevo farlo da sola.
 
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Indagando ci saremmo infilati in qualcosa di molto pericoloso, Little W. ha insistito molto su questo punto. Sapevo che avevo ragione e la cosa mi spaventava ma… qualcosa mi spingeva a insistere. Little W. parlava delle cose riferendosi ai tempi di Maalthiir e in quel periodo anche Leonides indagava privatamente su un furto di merci rare. Mi rammaricava non aver modo di aiutarlo allora, ma adesso potevo fare molto di più...
 
FERDI: era un uomo di Bersar, ma non un pesce grosso. Fungeva da intermediario per la gilda nel campo del contrabbando, incameravano materie prime, facevano sparire refurtiva, trattavano anche coi pirati. In questo la gilda non aveva concorrenti. Ferdi stava sempre al terzo molo e lì arrivavamo gran parte dei carichi. Gli uomini di Bersar dovrebbero essere intoccabili, quindi o c'è stato un incidente o è successo qualcosa di pericoloso... In ogni caso il contatto era sicuro che ci sarebbero state ripercussioni. Tuttavia se l’omicidio fosse stato “interno”, non credo ci sarebbe stata alcuna ripercussione. Difatti sospettavamo che Ferdi avesse invece tradito, e la sua esecuzione fosse opera dello stesso Bersar.
BERSAR: uno degli uomini di riferimento della gilda dei ladri al porto di Hillsfar, lavora sotto i capi. Tutti quelli che devono, lo conoscono, è un uomo dai capelli corvini ed il naso adunco. Si tratta di un boia cinico votato al guadagno, chi fa come dice bene, altrimenti... Mi è stato detto anche che "gestisce gli affari del consiglio in merito a queste merci al porto", non so se intendesse il consiglio ai tempi degli zhent o della gilda. Bersar andava spesso all'Albero Maestro, non so se per lavoro o altro, diceva che in locanda non andava mai e che la roba migliore sapeva lui dove trovarla.
UFFICIALE PERRY: un ufficiale zhent morto durante la liberazione. Il mio contatto non lo conosce. Sappiamo che indagava sulla malavita del porto... o forse concordava con loro quante "libertà" prendersi? Comunque, Perry aveva un pugnale come quello ritrovato nel luogo del furto subito da Monia Razarc, la mercante avventuriera che assoldò Leonides. Il furto era avvenuto tra la piazza e il tempio di Chauntea. Portavano un carico di merci rare ed erano stati circondati da una nuvola di fumo, poi colpiti con i pugnali e dardi magici. La pista che avevo seguito si interrompeva in piazza.
 
Mentre ero via avevo lasciato un messaggio in caserma dicendo di cercare tra i vecchi archivi le indagini dell’ufficiale Perry riguardo Bersar e che li avrei aspettati al Diamante. Leonides disse che mancavano un bel po’ di rapporti e peggio ancora, Alakai disse che qualcuno aveva letto e copiato il messaggio nonostante il sigillo apposto. Chiaramente avevano delle spie…
Tant’è che qualche giorno dopo, io e Daphne ricevemmo un piccolo pacchetto regalo proprio al Diamante. Fu un bambino a consegnarlo dicendo che era da parte di un bell’uomo in divisa. Immediatamente pensai a Leonides, ma perché farmi un regalo? Anzi, perché farmelo recapitare? Forse Dryden? Clyde? Altrettanto improbabile. Mi puzzava tanto e decisi di accettarlo senza aprirlo. Ancor più quando entrambi negarono di averceli mandati. Alakai controllò il pacchetto e dentro c’era un anello, nulla di ricco, e un biglietto con chiare minacce: 

“E' meglio gioire con i propri amici che vederli soffrire per essersi interessati ad affari sbagliati.”

Non è la prima volta che ricevo minacce, più o meno sugli stessi toni. Non capivo come mai l’anello, una forma di gentilezza come primo avviso o altro? Neanche amo particolarmente i gioielli. Nel dubbio gettai tutto in mare.
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*Nei fogli successivi il linguaggio cambia ma non pare corrispondere a una lingua conosciuta.*

Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid. Ash nazg durbatulûk, Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i gelnakhanishim… az obguraniz Sha nargiz ob-hakhtil. Ash Burz-Durbagu burzum-ishi Nargiz khobdi… golugranu Rani Khozdil! Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, Murganish  gulshu darulu dum… Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Zorzor go-kairaz obguraniz makha gulshu darulu. az obguraniz Ki go-kairag ganzilig-i baganig ombar bunish! Ash nazg durbatulûk, Khozd-shrakhun gud sha kilyash-zag, kuzddurbagu Ki go-kairag ganzilig-i. Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Giryashi ganzilig-i taryash kirgayil: ash nazg gimbatul, gu gurunkilu gjki kuzddurbagu. Zidgar obod  gulshu darulu tung nash ru khobdud. Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i uri makha gulshu kuzddurbagu darulu dum.
Rakhs-i sis romma!? Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk.Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid? Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig.
Giryashi ganzilig-i taryash kirgayil: ash nazg gimbatul, gu gurunkilu gjki kuzddurbagu. Zidgar obod  gulshu darulu tung nash ru khobdud. Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i uri makhak odlaumor kuzddurbagu darulu dum. Rakhs-i sis romma!? Nuzdigid? anirbas gast: ganzilig-i ash nazg gimbatul, unarug obod Ash nazg durbatulûk kithy aug ...hjugpila nauzdanish,Torin undag Train-obaz obguraniz Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid? Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig golugranu gulshu darulu Kod! Toragid biriz!

Worori-da, sho gad adol

Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid? Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig.gui Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Ki go-kairag ganzilig-i Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,Ash nazg durbatulûk, ash naz thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul az obguraniz golugranu Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Nuzdigid? Nuzdi gast: ganzilig-i! Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid. Ash nazg durbatulûk, Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i gelnakhanishim… az obguraniz Sha nargiz ob-hakhtil. Ash Burz-Durbagu burzum-ishi Nargiz khobdi… golugranu Rani Khozdil! Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, Murganish  gulshu darulu dum… Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk.

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Ash Burz-Durbagu burzum-ishi Nargiz khobdi… golugranu Rani Khozdil! Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, Murganish  gulshu darulu dum… Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Giryashi ganzilig-i taryash kirgayil: ash nazg gimbatul, gu gurunkilu gjki kuzddurbagu. Zidgar obod  gulshu darulu tung nash ru khobdud. Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i uri makha gulshu kuzddurbagu darulu dum. Rakhs-i sis romma! Nuzdigid Nuzdi gast: ganzilig-i ash nazg gimbatul, unarug obod Ash nazg durbatulûk kithy aug hjugpila nauzdanish,Torin undag Train-obaz obguraniz. Khozdayin… Dorguz… Burzduuranimid.
Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,Ash nazg durbatulûk, ash naz thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul az obguraniz golugranu Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Nuzdigid? Nuzdi gast: ganzilig-i! Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid.
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ash nazg gimbatul, gulshu darulu

Rakhs-i sis romma!? Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk.Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid? Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig. Rakhs-i sis romma!? Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk.Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid? Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig.

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noym nolrav Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,Ash nazg durbatulûk, ash naz thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul az obguraniz golugranu Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Nuzdigid? Nuzdi gast: ganzilig-i! Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid.

yelrag rovert Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,Ash nazg durbatulûk, ash naz thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul az obguraniz golugranu saire Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Nuzdigid? Nuzdi gast: ganzilig-i! Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid.

ghuty:
Ash Burz-Durbagu burzum-ishi Nargiz khobdi… golugranu Rani Khozdil! Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, Murganish  gulshu darulu dum… Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Giryashi ganzilig-i taryash kirgayil: ash nazg gimbatul, gu gurunkilu gjki kuzddurbagu. Zidgar obod  gulshu darulu tung nash ru khobdud. Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i uri makha gulshu kuzddurbagu darulu dum. Rakhs-i sis romma! Nuzdigid Nuzdi gast.
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Giryashi ganzilig:
urim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Zorzor go-kairaz obguraniz makha gulshu darulu. az obguraniz Ki go-kairag ganzilig-i baganig ombar bunish.

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"Come ti chiami?" "Echo" "Echo?" "Echo"
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#55
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L'altra settimana io ed altri abbiamo ricevuto questa:

Citazione:Gentile Echo,

mio padre necessita di recarsi ad Alberi Intrecciati per un incontro di lavoro. Sostiene di non avere bisogno di una scorta, ma dissento e sono pronto a pagarla di tasca mia. So che avete lavorato per lui in passato, e che avete lavorato bene, perciò vorrei assumervi. Posso pagarvi 150 monete d'oro a testa. 

Se vi interessa il lavoro, vediamoci alla locanda del Diamante nel Letame il giorno [X], vi spiegherò meglio.

I miei saluti,
Jacob Morton

Così Jacob Morton, figlio di buona donna Mason Morton, ci ha assoldati per scortare il padre ad Alberi Intrecciati. Qui avrebbe dovuto incontrare un mercante per affari. Il padre non aveva nessuna voglia di recarvisi con una scorta, ma il figlio era sicuro di convincerlo con la presenza del sederino tondo di Fianna. Prendemmo tempo, la strada del resto era soggetta ad attacchi degli orchi della Freccia Nera e Luth doveva ancora finire di sgominare con gli altri avventurieri.

Nota: La Lancia Nera sono gli orchi a cui avevamo dato la caccia per recuperare il primo carico perso dai Carter. Avevamo lasciato andare gli orchi per salvare i prigionieri, dunque stavolta non sarebbero stati risparmiati per alcun motivo. Avevano già individuato il loro campo e lo attaccarono nei giorni successivi con successo.

Nel frattempo dovevamo decidere cosa fare. Mason era l'ultimo rimasto dei tre... il vetraio Addington si era apparentemente suicidato con le sue stesse mani dopo aver vissuto rinchiuso in casa nel panico per ciò che avevano fatto. Mentre Perry di Chauntea non era possibile trovarlo con la magia, il Braciere riteneva fosse ormai morto. Eravamo dunque sicuri che Thalia avrebbe tentato di colpire Mason durante quel viaggio, vero o no che fosse. Fianna convinse tutti a lasciar perdere, a me la cosa non piaceva per niente ma pensavo che per allora sarei comunque stata fuori città per cose più importanti.
Per quanto mi riguarda un omicidio è un omicidio e la vendetta non è mai una cosa buona. Si trattava però di Mason, non proprio un innocente ma non condividevo comunque il metodo. Avrei preferito rovinarlo in altri modi. Poi Jacob fece sapere che il padre aveva rifiutato comunque qualunque scorta sicura, così si era proposto di accompagnarlo lui stesso. Fianna si era fatta promettere da Thalia che non lo avrebbe ucciso e aveva mh.. impresso in Jacob l'impulso primario di salvarsi la vita.... o una cosa del genere.
Da parte mia però le cose erano cambiate. Mi dava già molto fastidio non far nulla sapendo che sarebbe stato compiuto un omicidio. Lasciare che succeda significa esserne complici e non è una cosa che accetto di buon grado. Adesso in pericolo c'era anche Jacob che, per quanto detesti, non c'entrava nulla con quel meschino stupro. Probabilmente anche lui era appena nato in quel periodo! Non potevo più accettare di chiudere gli occhi e far come se nulla fosse. Neanche Luth pareva più d'accordo. Decidemmo di seguire i Mason a distanza, furtivamente. Così gli scrissi questo:

Citazione:Gentile Jacob,

ho saputo che non desiderate più la scorta per vostro padre verso Alberi Intrecciati. Tuttavia la tratta non è ancora del tutto sicura, vi chiedo di indicarmi quando partirete così, gratuitamente, potremo assicurarci non vi siano altri orchi in giro per allora.

I miei saluti
Echo

E rispose:

Citazione:Gentile Echo,

purtroppo la vostra amica Fianna mi ha detto che avete altri impegni e non potete partecipare in ogni caso, ma d'altronde ho sentito che la strada adesso è molto più sicura. Partiremo tra tre giorni, accompagnati da due guardie di famiglia. Avendo solo i cavalli, contiamo di andare spediti.

I miei saluti,
Jacob Morton

Sarebbero dovute morire altre due persone, due guardie che facevano solo il loro servizio. Purtroppo però contavano di andare a cavallo, dunque addio furtività. In due, soprattutto viaggiando ben visibili, non avremo mai potuto far desistere Thalia dai suoi propositi. Ci pensai ancora, valutando se davvero l"asciare che le cose vadano come devono", come vuole Fianna. Ma non ce la facevo in coscienza a non sentirmi complice... non volevo uccidere Thalia, volevo darle la possibilità di fermarsi. Dalle sue stesse parole, mi era chiaro che Fianna non aveva davvero cercato di distoglierla dal proposito di commettere degli omicidi. Lo riteneva comunque un metodo giusto, l'unico possibile e così non era. Dubitavo però che io o Luth saremmo mai riusciti a far cambiare idea alla mezzaninfa.
Così feci la pazzia di parlarne con Leonides, dal quale ottenni che le avrebbe dato una possibilità. E col Braciere, che di certo non avrebbe avuto mezzi termini ma è di parola... e me la diede, altrimenti non avrebbe mai saputo quando e come Thalia avrebbe colpito. Sapevo che non era una mossa furba avvertire il Braciere, che di norma non si fa scrupoli a eliminare una mezzaninfa per salvaguardare i proprio affari... contavo proprio che questo facesse leva sulla parte avversa perchè si fermasse. Avremmo riproposto ai Morton di accompagnarli o lo avremmo fatto comunque... del resto la strada è di tutti. 
Odiavo quanto stavo facendo e odiavo discutere con Fianna. Io però non posso accettare l'omicidio di buon grado neanche in quel caso. Quei tre avevano commesso uno stupro trent'anni or sono, due erano pentiti e l'ultimo no.... si trattava comunque di un pescivendolo della malora, non di un malarita o cultista che devolve la propria vita al male. Di certo meritava.. e tutt'ora merita... una lezione e che impari un po' di rispetto per l'altro sesso. Speravo che Fianna si convincesse a venire con noi e riprovare a fermarla, quanto meno per salvarsi la vita, ma rifiutò. Provò invece a convincere a lungo me e Luth, ma non riuscendoci trovò il modo di avvertire Thalia, o chi per lei.

Citazione:Cara Echo,
vi ringrazio ancora per la vostra preoccupazione, ma proprio questa mattina mio padre ha ricevuto una lettera dal mercante che avremmo dovuto incontrare ad Alberi Intrecciati. Ha annullato l'incontro perché altri affari lo terranno lontano dalla città per un tempo che attualmente non è in grado di determinare. Sembra perciò che per il momento non ci sarà nessun viaggio, e ammetto da figlio di essere molto sollevato da questa situazione, anche dal momento che non c'è ancora una strada comoda per raggiungere Alberi Intrecciati.

Grazie ugualmente.

Saluti,
Jacob Morton

Addirittura cara? Com'è carino quando ha bisogno di una donna.. bha! Comunque sia ero sollevata leggendo. Ovviamente Thalia aveva desistito stavolta, ma avrebbe avuto modo di rifletterci ancora... prima di riprovarci. Andammo dai Morton, sapevo sarebbe stata utopia nel suo caso convincerlo a pentirsi di quanto fatto, ma era mio dovere avvertirlo. Mason era irritante come suo solito, tanto che probabilmente se non ci fosse stato li Leonides, gli avrei volentieri rotto il naso a costo di una notte in cella e una multa. Inizialmente ritennero che fosse una balla per estorcere loro monete. Poi risero, sottovalutando addirittura che una femmina potesse mai nuocere. Poi parlammo col figlio a cui non faceva una piega cosa potesse aver mai fatto il padre. Diciamo che è come una pera caduta vicino all'albero ma che almeno sa darsi un limite. Per ora. Mi offrì dei soldi come compenso, rifiutai. Si preoccupò che potessi diffamarli, feci notare che non sarei venuta lì nel caso. Poi andammo via.
Per quanto mi riguardava avevo fatto quanto dovevo: Thalia era viva e non aveva ancora ucciso, per stavolta. I Morton erano avvertiti. Ora erano solo fatti loro, a patto che non mi rimettano nuovamente in mezzo. Con tutto quel che ho da fare e le persone che han bisogno, di certo non perdo ulteriore tempo ad aiutare chi non vuol essere aiutato. E mi riferisco a entrambe le parti.

*degli appunti vengono infilati tra le pagine*

Show ContentPerry Hamilton:
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#56
La mia signora non capisce. Non capisce che tutto è nel suo nome. Si fotta Malar. Si fotta Talos. Si fotta Umberlee, ma ora mi serve. I marel sono la chiave. La chiave. Lei mi ignora. Non capisco. Mi ha dato questa cicatrice, brucia. Così imparerò. Ma è tutto per lei. Per lei.
Ho raccolto tesoro per l’alleanza, non sanno nemmeno cosa li ha colpiti. Stolti. Folli. Mia signora, perché mi hai abbandonato?

Bastava guardare quello scritto di Hoult per capire la sua insanità mentale. La calligrafia era instabile, le parole storte, le lettere di diversa misura e le frasi ricurve. Si riferiva a Lady Kerstin Schafer, evidentemente aurilita. A Whitehorne Hoult probabilmente aveva tentato qualcosa anche con i malariti, ma era andata male... e c'era stato quel cacciatore sbranato che ha attirato l'attenzione su di loro. Parrebbe questo lo screzio con la Schafer, che l'ha punito dandogli quella cicatrice e infine si è liberata di lui licenziandolo e additandolo a noi. Hoult non si era comunque arreso...
Avevo ancora molti dubbi e domande senza risposte. In particolare... Lawrence Crox, chi dei due aveva seguito chi fino a qua? E la Bestia di Malar? Chi era quel cacciatore a Whitehorn... uno sbranato dalla Bestia? Se l'avesse ucciso Hoult avrebbe usato il gelo... Hoult sapeva della presenza di quella Bestia, dove trovarla e sapeva che sarebbe stata sistemata.. da chi? Pare l'abbia attirata apposta... i miei fratelli venuti con loro però non ne hanno saputo niente fin dopo essersi congedati, quando erano già al Tempio dell'Unicorno.

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Allo scadere del mese tornammo a fare un tuffo dai Marel, ma notammo che la situazione era cambiata. Le rovine parevano meno sorvegliata e una pattuglia ci attaccò a vista, non parevano essere della fazione della Sharai. Raggiungemmo la vecchia torre in rovina e mi accorsi di alcuni gruppi di marel nuotavano più in superficie, dei predatori. Trovai una fessura sul retro da cui infilarci per capire cosa stesse succedendo. Dentro non trovammo nessuno di guardia così avanzammo, fino a sentire un gruppo di marel vicini. Nella loro lingua, che riuscii a comprendere bevendo un intruglio, discutevano il fatto che "altri" a breve avrebbero fatto breccia nelle prigioni e avrebbero perso i prigionieri che intendevano usare come sacrificio. Capimmo che intendevano portare avanti la proposta di Hoult e ingraziarsi Auril sacrificando... chi?
Andò avanti Eric, con la conchiglia lasciapassare in vista. Fortunatamente uno dei marel lo riconobbe e spiegò che il loro accordo con noi era in qualche modo trapelato alle altre fazioni. Ma se Hoult era in mano loro e noi non eravamo stati... Pensammo fosse stata la Schafer o avevano loro delle spie interne. Sta di fatto che gli altri marel, fermamente fedeli a Umberlee, ora li volevano morti. Ci recammo finalmente dalla Sharai Elimhareetha. Parlò Eric. Propose il nostro aiuto, lo guardai male ma... conveniva. La Sharai convenne che potevamo aiutarli solo in due modi: combattere per loro o aiutarli nel rituale. Eric fece la nostra proposta. Spiegò che la maledizione è stata scagliata su loro per aver abbandonato la città al suo destino nel momento del bisogno. Un sacrificio non avrebbe posto alcun rimedio e Umberlee non era in grado di liberarli, spiegò loro che era un inganno per sfruttarli secondo il suo capriccio.
Eric invece poteva aiutarli se fossero stati disposti ad abbandonare Umberlee in favore del suo dio, Istisha. Elimhareetha rifiutò, voleva eseguire il rituale e il nostro aiuto, il loro numero era ridotto ormai. Chiedemmo di Hoult e... si era scordata di lui, potevamo prendercelo. Disse inoltre che la Sgualdrina Regina delle Profondità aveva portato loro qualcosa il cui sacrificio l'avrebbe compiaciuto. In quel momento fu dato l'allarme, stavano facendo breccia come predetto. Accettammo di aiutarli e ci portarono alle prigioni. Notammo una fessura da cui presto avrebbero fatto breccia. Tra le celle cercai Hoult... si erano scordati di farlo respirare, galleggiava... presi il cadavere sistemandolo in un provvidenziale "buco portatile". Poi però mi voltai verso l'ultima cella e notai i prigionieri. Cinque Elfi Acquatici.
Cambiammo immediatamente piano. Un'elfa si avvicinò alle sbarre, notando che eravamo umani. Si chiedevano da che parte stessimo. Io ero l'unica a capire la loro lingua, ma tra noi comunicavamo mentalmente e, a differenza di Eric che aveva una bolla in faccia, non avevo modo di parlare. Poco male perchè comunque non potevamo farci capire dai marel. Dunque procedemmo. Eric chiuse la fessura coi suoi poteri, Leonides mi fece arretrare accanto a lui e attaccammo i marel più vicini ai prigionieri.  Poi Eric suonò una campana magica per aprire la cella, Alakai si infilò tra i prigionieri e io scassinai un grosso forziere vicino. Dentro c'era l'equipaggiamento degli elfi, che resi loro. Poi Alakai li portò via con una magia che diceva più sicura del teletrasporto ed Eric portò via noi altri e chissenefrega della sharai e i suoi marel.

Ci trovammo al Faro più o meno sani e salvi. Gli elfi si tuffarono subito in mare e si fermarono a guardarci. Parlai loro in elfico, presentandoci. Una di loro si avvicinò parlando a fatica in lingua comune. Si chiamava Alynna e gli altri erano Haryk, Felaern, Vesstan, Soliana. Furono catturati mentre erano in esplorazione e ringraziarono per il salvataggio, venivano da Hyaline, nel Lago Sember. Chiesero cosa ci facevamo lì e raccontammo del nostro infruttuoso tentativo di conversione dei marel. Alynna vedendo il simbolo di Eric disse di essere una sacerdotessa di Deep Sahelas, la loro patrona. Con la caduta di Myth Drannor cercavano di incrementare il loro numero o cercavano un nuovo insediamento. Di solito sono riservati ma vista la situazione decisero di far persistere lo spirito della Città del Canto, avrebbero parlato di noi ai loro anziani e forse ci saremmo incontrati ancora. In circostanze migliori magari.
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#57
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LA CASA DEGLI ORRORI
Mentre ero via a occuparmi di altre questioni incombenti, in caserma si sono resi conto che trapelavano informazioni riservate, per la precisione, ordini di servizio. Così un gruppo ha seguito un soldato, tal Emmett Thorton, sospettato di tradimento nella foresta vicina ai campi a sud est. Luth è riuscito a vedere che questi ordini non venivano poi presi solo dai vampiri. Quando il soldato Thorton si fermò, spuntò fuori dapprima uno Yugoloth, anzi uno skeroloth a forma di canide, poi arrivarono due figure incappucciate: una era la vampira Laetizia, l'altra è ancora un'incognita. Si trattava di una donna, con armatura e maschera, che dopo si è diretta con l'essere immondo verso ovest.
Luth seguì Laetizia e scoprirono una fattoria, piena di zombie, scheletri, vampiri e.. persone... tenute prigioniere e vive quanto basta per prelevare loro il sangue. Questo veniva riposto in giare assieme ad un anticoagulante e poi trasportato altrove. Trovarono nelle cantine anche un'altra progenie ferale di Victoria, incatenata. In tutto portarono via una cinquantina di cadaveri e solo quattro superstiti. Recuperarono anche uno schizzo, una sorta di schema che fungeva da mappa che mi diedero chiedendomi di usarla per raggiungere il covo di Redgrave, a sud est.

Superstiti:
Due ragazzi e due ragazze. Ancora provati ma godevano delle cure di Jhanita. Erano stati storditi per strada e catturati, o trascinati via nel bosco mentre cacciavano o raccoglievano erbe. Fecero i nomi di altri scomparsi, ormai purtroppo deceduti. Nessuno dei nomi era tra gli altri scomparsi in cui indagavo. Descrissero Laetizia: alta, capelli scuri, ride e canta di continuo... una psicopatica. Poi una delle ragazze si fece coraggio, disse di aver sentito che uno dei carichi di sangue si era rotto e occorrevano 4 giorni di viaggio per farne arrivare un altro. Questo e lo schema datomi erano più che sufficienti per individuare il covo.

Emmett Thorton:
Mentre scendevamo nelle prigioni del castello, quel gran... "simpaticone" del Tenente Declan Murphy disse ad Alakai che mentre lo prendevano in custodia, Thorton ha provato a difendersi rimanendo ferito... il prete che lo ha guarito si era accorto che era sotto costrizione mentale magica. Murphy disse che attendevano venisse interrogato per prendere una decisione in merito le sue colpe. Quando vidi Thorton notai che avrà avuto si e no la mia età e dalle sue parole era evidente che fosse stato dominato mentalmente dai vampiri, era dunque stato costretto a tradire la milizia consegnando gli ordini. Questo doveva bastare per far cadere le colpe su di lui, ma qui siamo a Hillsfar, la gente ... le guardie sono ottuse. Disse che le due guardie lo avevano malmenato comunque... Daphne si offrì di curarlo e godetti molto quando Alakai le diede il permesso, andando contro il diniego appena dato da Murphy e aggiunse anche che il soldato doveva restare in salute o ne avrebbero risposto a lui. Il mio eroe! Dalla descrizione - mora e occhi bellissimi - pare che sia stata Laetizia a intortarlo e con lei ci fosse sempre quella donna mascherata a ricevere gli ordini... disse che questa non pareva fidarsi molto della vampira.

Thomas Raggio di Sole:
Harlow era personalmente venuto per assistere al suo interrogatorio. Il vampiro catturato era stato impalettato in una bara e tenuto chiuso nella tesoreria del Castello. Alakai usò una magia per impedire mh.. la magia intorno a lui, così che non fuggisse trasformandosi in nebbia. Inoltre fu tenuto incatenato e agghindato con dell'aglio prima di levargli il paletto. Harlow offrì di usare un suo particolare anello, chiamato "anello della fortezza mentale", in grado di spezzare legami mentali e dunque liberarlo dal giogo del suo creatore. Decidendo quale metodo di persuasione usare per farlo parlare, in molti preferivamo evitare torture. Proposi di prenderlo per fame. Harlow disse che per sapere quali leve usare, occorreva conoscere meglio il vampiro. Con alcuni bastava appellarsi ai loro istinti primari, con altri occorreva un approccio più elaborato. Alakai fece accenno alla sua bara e chiesi quanto fosse importante per il vampiro. Pare infatti che ognuno di loro sia legato al proprio luogo di sepoltura o sarcofago. Volendo un vampiro potrebbe muovere il suo "cimitero" portando via un certo quantitativo della sua terra, così può anche crearsi diversi luoghi di riposo. Comunque sia gli serve per riprendersi dalla distruzione.
Appena il vampiro si riprese dal paletto, lo battezzai salutandolo con un "buongiorno Raggio di Sole". E così lo chiamai. Insultandoci notammo che aveva l'accento tipico della Costa della Spada. Guarda caso. Non era molto collaborativo, disse che la sua padrona era la grandiosa Laetizia, che poi chiamò baldracca. Naturalmente pensò di poter negoziare la sua libertà. Gli fu proposta prima la carota - Daphne - e poi il bastone - paletto ma che anche sentir parlare Daphne poteva essere una forma di tortura, Raggio di Sole sembrò quasi rimpiangere il paletto! Finalmente Daphne arrivò a dunque e gli diede tre scelte: lasciarlo alle torture dei dotati di tempo, pazienza e acqua santa; collaborare e ottenere una distruzione rapida e il più indolore possibile; convincere Harlow di essere più utile da non morto che totalmente morto ed essere affidato alla sua chiesa. Quest'ultima opportunità era l'unica via di fuga in cui poteva sperare...
Gli fu tolto un po' d'aglio come incentivo e finalmente il vampiro si presentò come Thomas. Gli chiedemmo dello Yugoloth, della donna mascherata, ecc. ecc. Non sapeva nulla o non voleva dirlo. Luth gli chiese dove venissero portate le giare di sangue. Raggio di sole erroneamente credette fosse la domanda che più ci premeva, ma in effetti era l'unica cosa utile che sapeva. Aggiunse al più che in tutto erano sei o sette vampiri, esclusa la progenie. Poi destammo in lui un certo stupore mostrando di sapere chi fosse Victoria, neanche qui ci disse più di quanto sapevamo. Così Dryden lo impalettò mentre diceva qualcosa di incomprensibile: ".. la va gola dove... ". Harlow infine lo distrusse, non avendo modo di trasportarlo in sicurezza. Promisi agli altri che li avrei guidati al covo quanto prima.

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IL VIAGGIO
Partimmo dunque seguendo le indicazioni e quella specie mappa abbozzata, 4 giorni di cammino verso sud est, meno a piedi. Le direttive di Daphne erano: prendere a mazzate gli altri vampiri, trovare le loro bare e decapitarli; il paletto poteva renderli impotenti, l'acqua santa era come acido, l'aglio bo direi allergia, l'argento poteva fargli più male e gli specchi... chissenefrega non ci servono; tentare di prendere Victoria viva se possibile... "il sacerdote Harlow avrebbe un interesse di tipo religioso nella vampira" suonava più un "Crowford ha ancora un interesse amoroso nella vampira", molti di noi non erano convinti fosse una buona idea ma avremmo tentato, senza correre rischi eccessivi.

Primo giorno:
Lasciai a Luth l'onere di far strada, col chiaro avvertimento di "non fare quello che farei io". La prima parte del viaggio verso la fattoria degli orrori fu semplice e rapida. L'edificio non pareva aver ricevuto nuove visite. Le tracce dei carri erano così evidenti che seguirle fu facile anche nella boscaglia. Poi proseguimmo in zone del bosco meno familiari e nel pomeriggio notammo sul terreno alcune macchie scure, un attimo dopo due viverne tentavano di portarsi via Eric e Luth. Lui riuscì a districarsi ma Eric fu ben artigliato e trascinato via in volo. La inseguimmo rapidamente finchè non cominciò ad abbassarsi arrivando a tiro d'arco. Eric era riuscito a ruzzolare a terra prima di finire nel nido. Ne seguì una diatriba sulle uova...
Marciammo ancora a lungo e attraversammo persino un ponticello apparentemente precario, che però resse persino il peso del nano corazzato. Qualcuno si accorse che c'era qualcuno a tenerci d'occhio, ma era sparito e non potevamo farci molto. Pensammo fosse qualcuno al servizio di Laetizia... sbagliavamo. In compenso trovammo il carro che si era rotto e parte del carico si era versato, un povero orso era rimasto avvelenato ma Eric riuscì a curarlo in tempo fortunatamente. Poco più avanti montammo il campo per la notte.
Dryden organizzò i turni per la notte e Tharmyr distribuì le razioni con un pasto frugale ma completo di coccodrillo. Lasciai le tende agli altri, preferendo una volta di cielo stellato sopra il capo e un letto di prato sotto le natiche. Ancora non so perchè per tutti sia difficile capire che la guardia la si fa in silenzio... Tirai un sasso a Dryden per evitarmi un'altra notte di chiacchere d'amore tra ragazzine... Al mio turno con Darry calò una leggera pioggerellina. Tornai a dormire peccato fosse il turno di Daphne ed Eric... incredibilmente il russare del nano sovrastava le loro voci. Impossibile dormire. Meglio così perchè mi accorsi che qualcuno si stava avvicinando e circondando il campo. Afferrai l'arco e Daphne diede l'allarme... cioè svegliò il nano che urlò dando l'allarme. Ci attaccarono ma per fortuna erano solo worg a caccia per i fatti loro... o forse per qualche loro padrone che però non rividero mai più.

Secondo giorno:
Il resto del viaggio proseguì senza intoppi fino a giungere a una vasta gola. La "gola" cui alludeva Raggio di Sole. Dall'alto notammo che nelle profondità della gola vi era un villaggio asserragliato sotto la parete settentrionale, a qualche miglio di distanza sul bordo di un fiume ormai secco. Allora fummo raggiunti da chi ci stava seguendo: Il "Capo dei Kelemvoriti" che si presentò col suo pomposo titolo di "Lord cavaliere Arthur Hannigan, membro dell'Ordine Eterno". Ma... se io non lo avevo avvertito e loro si erano ritirati nel fitto bosco... chi li aveva avvertiti? Probabilmente chi preferiva si arrischiassero i suoi uomini piuttosto che i propri. La milizia? Il silenzio di Dryden in merito era eloquente... Non mi piaceva la loro presenza, non avrebbero di certo toccato Daphne ma loro avrebbero fatto fuori anche innocenti anzichè salvarli. Purtroppo ormai erano qua, conveniva tenerseli vicini per tenerli d'occhio meglio. Daphne andò in sciopero zittendosi come non mai, ne aveva riconosciuto la voce... mi sedetti accanto a lei per un po', volevo tirarla sù di morale ma non so fare bei discorsi... per fortuna ruppe lei il silenzio dicendo tutto quel che non aveva detto prima.
Il "cagnolino da caccia" di Hannigan ci prestò il cannocchiale e notai che il villaggio era chiaramente in rovina. Brulicava di figure barcollanti, disseminate ovunque, altre invece erano veloci e rapide. In tutto ne contai una trentina, chiaramente non morte. Il piano di Hannigan era semplice: chiudere il villaggio in una morsa da ambo i lati della gola. Gli sarebbe tanto piaciuto che qualcuno di noi si arrischiasse a controllare il villaggio, ma nemmeno io sono tanto folle. Ci limitammo ad aggirarlo esternamente nel suo perimetro, come il suo cagnolino. I suoi uomini sarebbero arrivati all'alba nel numero di 20-25. Io e Luth aggirammo la gola per ispezionarla: il villaggio era annidato sotto la parete settentrionale che copriva il sole diretto del giorno. Sotto la parete vi erano numerosi pipistrelli agitati. Il villaggio era percorso da un'unica strada tortuosa da oriente a occidente e c'era un piccolo cimitero con maggior presenza di non morti. Incrociammo poi il cagnolino dell'Ordine Eterno intendo nel suo giro, tornava al suo campo. Nell'altra estremità della gola vi era il letto del fiume che usciva dalla depressione in modo naturale. Per puro caso notammo i resti delle tracce di un carro, probabilmente in uscita dalla valle, vecchia ormai di qualche giorno e poco più avanti le tracce già sparivano. Ora sappiamo cosa fosse...

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IL COVO
Prima che il sole sorgesse eravamo già in piedi. Ai kelemvoriti il compito di attaccare da oriente e occidente, noi eravamo liberi di unirci. Come se ci fosse bisogno di dirlo... Attaccammo da occidente dove vi erano meno uomini. Notai diverse persone ancora vive, che fuggivano e si nascondevano.. volevo portarle in salvo ma più avanti si sentiva cantilenare, creavano altri non morti. Così seguimmo i kelemvoriti verso il cimitero, combattendo. Col senno di poi, avrei dovuto fregarmene e lasciarli a loro con o senza gli altri. Quanto meno notai uno dei necromanti fuggire dentro una cripta, così lo inseguimmo, lasciando Hanningan a occuparsi degli abomini fuori. Si fosse occupato solo di quelli... Ritrovammo il necromante con altri due fermi davanti a una porta che dava nelle profondità. Dissero di essere stati costretti dai vampiri e di non poter fuggire oltre, dissero che oltre la porta c'era una creatura che non lasciava passare i viventi. Alcuni dei miei compagni non gli credettero, ma la loro paura era vera...
Avvicinandoci notammo in una stanza accanto tre schiavi, elfi ancora vivi e mascherati. Maschere che non c'entrano non c'entrano con la donna misteriosa. Lasciai ai compagni occuparsi dei vivi presenti, io preferii vedere coi miei occhi cosa c'era dietro la porta. Da sola e in silenzio. Si aprì subito, liberando una folata gelida. Ignorai il nano, sono troppo testarda e curiosa lo so... entrai. C'era una piccola anticamera e delle porte, nessun rumore ma solo un sospiro... non capivo da dove venisse. Aprii a caso e sbirciai dentro. Il sospiro si avvicinava, ma avrei giurato di essere sola. Fui inquietata abbastanza da tornare indietro, con calma e in silenzio... richiudendo l'accesso davanti agli altri, che mi fissavano.
Respirai a fondo per calmarmi. I necromanti non c'erano più, forse li avevano lasciati andare... a morire per mano di Hannigan. I tre elfi non erano in sè, così Daphne usò l'anello di Harlow per liberarli, poi li nascondemmo in attesa del nostro ritorno. Noialtri scendemmo oltre la porta. Solito gelo e poi il sussurro. Superammo le porte successive e trovammo un essere incorporeo, uno spettro, che affrontammo ed in effetti tentò di uccidermi sul colpo. Fui fortunata... Ci affrettammo a uscire da quel labirinto di porte prima ne arrivassero altri.
Arrivammo a una zona dismessa, piena di non morti vaganti, che distruggemmo. Poi sentimmo la voce di Cree che trovammo in una bara e decapitammo. Scoperchiammo tutte le bare, dove i vampiri tornavano dopo averle prese dai kelemvoriti, ne decapitammo 3 o 4. Ogni tanto qualche bara si scoperchiava e ne uscivano vampiri ad attaccarci. Saggiamente il nano attendeva tornassero nella bara... Più avanti notammo che due bare erano state portate via. Ora sappiamo di chi... Proseguimmo a uccidere progenie, il nano a decapitarli nelle bare, fino ad arrivare una zona dove raccoglievano sangue. Poi una scala ornata di statue portava ancora più in basso. Statue che ci attaccarono!

Redgrave:
Uno stuolo di non morti proteggeva il padrone rintanato infondo alla sala. Questi iniziò a formular magie e scagliarceli contro. Il combattimento fu più duro, molti di noi vennero feriti, qualcuno grave. Per fortuna Redgrave era un dannato mago, riuscii a tenermelo... colpirlo con l'arco era un'altra storia! Eliminammo tutti i servi, che facevano un male cane... Poi fu colpito da magie anche Redgrave, che divenne nuvoletta da rincorrere. La bara non era molto lontana per fortuna. Si era creato una sorta di abitazione in fondo alla cripta e vi aveva nascosto il suo sarcofago. E qui finì decapitato. Sempre dal nano che aveva giusto fatto esperienza nel campo... Credo che nell'operazione sia inciampato in una trappola ferendo lui e curando il vampiro. Tant'è che Redgrave ha afferrato Dryden, che lo ha tenuto supino a cuccia, mentre veniva inondato d'acqua santa, imprecazioni e spadate.
Contando i decapitati, mancavano solo Victoria e Laetizia. Daryden insacchettò la testa del padrone, io e Luth frugammo tra le sue cose ed Eric rappezzava i feriti. Trovai un bauletto con della corrispondenza. Alcune lettere erano dei servi, le ultime di Laetizia. Pare che cercassero Victoria, in quanto era fuggita dopo essere stata qui. Quindi erano sue le impronte del carro? Forse. Altre lettere più vecchie parlavano dei kelemvoriti, non solo l'Ordine Eterno, e di come vi erano sfuggiti. Tra le cianfrusaglie trovai anche un enorme quadro che ritraeva Redgrave e un altro uomo, entrambi in abiti nobiliari. Dell'uomo però mancava la testa, la tela gli era stata strappata via. L'espressione di Redgrave era altezzosa e non troppo felice. Non pareva Harlow, chissà chi era... Nemmeno la firma del pittore mi diceva molto, probabilmente era un tizio della Costa della Spada. Tharmyr invece trovò una mappa del Mare della Luna, vi erano segnati gli avvistamenti delle progenie ferali. I più recenti erano a est ma ben oltre Elmwood. Inoltre c'erano vari segni sul bordo, che richiamavano posti oltre la mappa.

Hannigan:
Risalendo recuperammo i tre elfi e uscimmo. I tre necromanti erano stati uccisi, ovviamente. I resti del villaggio bruciavano lentamente. Hannigan e i suoi erano gli unici rimasti vivi... Mi fermai giusto di fronte a lui per i convenevoli. Redgrave era stato distrutto, i suoi servi pure, bla bla... Come Hannigan guardò gli elfi, chiarii che loro erano sotto la nostra protezione. Tentò di argomentare ovviamente, buon per lui che si arrese alla parlantina di Eric. Per me potevamo benissimo chiudere lì questa sfortuita collaborazione forzata... Peccato che il Lord si congedò dicendo qualcosa che mi fece girare i 5 minuti più di Morton: "Presto non rimarrà che un brutto ricordo di questo posto". Inspirai e risposi di getto "dubito questo consolerà la madre di Chuck" poi me ne andai lasciandolo stizzito con la sua ipocrisia. Contavo che lui e i suoi cagnolini avessero finito coi vampiri dalle nostre parti e levassero le tende definitivamente. Perchè semmai avessi rivisto la sua faccia da "cavaliere", le cose sarebbero andate molto diversamente per lui e il suo ordine. Così Dryden, quando mi chiese da che parte andare, suggerii di seguire la scia dei kelemvoriti... che notasse coi suoi occhi come non avessero risparmiato neanche i vivi.
"Come ti chiami?" "Echo" "Echo?" "Echo"
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#58
*Un altra pagina viene aggiunta alle precedentemente nascoste, viene scritta con lo stesso strano linguaggio gutturale*

TG - Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du:
Shugi golgaiganziligsh Burz-Durbagu golugranu durbatulûk
- Khozdayin… Dorguz… Burz-Duuranimid. Ash nazg durbatulûk, Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i gelnakhanishim… az obguraniz Sha nargiz ob-hakhtil. Ash Burz-Durbagu burzum-ishi Nargiz khobdi.
- Rakhs-i sis romma. Turim hag shadsh nazg durbatulûk.Biriz torag khobdudol! Ash nazg durbatulûk, Shre nazg golugranu kilmi-nuduKi go-kairag ganzilig-i affaz obguraniz. Ombi kuzddurbagu gundum-ishi Nuzdigid. Nuzdi gast: ganziligugu gurunkilu ganzilig-i bard gurutu Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi arturturz-Du Shugi golgaiganzilig. Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Zorzor go-kairaz obguraniz makha gulshu darulu. az obguraniz Ki go-kairag ganzilig-i baganig ombar bunish! Ash nazg durbatulûk, Khozd-shrakhun gud sha kilyash-zag, kuzddurbagu Ki go-kairag ganzilig-i. Turim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Giryashi ganzilig-i taryash kirgayil: ash nazg gimbatul.

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GANZILIG U'TRKHA Q.
Nurim hag shad! Ash nazg durbatulûk, Zorzor go-kairaz obguraniz makha gulshu darulu. az obguraniz Ki go-kairag ganzilig-i baganig ombar bunish. Zidgar obod  gulshu darulu tung nash ru khobdud. Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-i uri makha gulshu kuzddurbagu darulu dum. Rakhs-i sis romma! Nuzdigid Nuzdi gast: ganzilig-i ash nazg gimbatul, unarug obod Ash nazg durbatulûk kithy aug hjugpila nauzdanish,Torin undag Train-obaz obguraniz. Khozdayin… Dorguz… Burzduuranimid.

GQ: Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,Ash nazg durbatulûk, ash naz thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul az obguraniz golugranu

S: Daghburz-ishi makha gulshu darulu. Nuzdigid? Nuzdi gast: ganzilig-i! Khozdayi Dorgu Burz-Duuranimid.

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[Immagine: d84f0c18b338835476f5fa1f5630cf5e.jpg]

RAKHIS'UR
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Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig-Ash Burz-Durbagu golugranu burzum-ishi Gurturz-Du Shugi golgaiganzilig golugranu gulshu darulu Kod! Toragid biriz!


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#59
*alcuni appunti vengono aggiunti alle pagine del diario*

[Immagine: ccb39bc8f47a4883b8c5b108ca45c546.jpg]

Quando tornammo a Elventree, Miz si era ripresa fisicamente, ma era profondamente turbata dall'accaduto. Riuscì comunque a raccontarci qualcosa di quel teschio. Poi andammo al Tempio di Mystra per mostrarlo alla Sentinella. Quanto ne emerse fu piuttosto allarmante. 

Show ContentCopia resoconto per Alakai:

Già, riuscimmo quasi a farci ammazzare prima di risalire al luogo in cui si erano insediati quegli gnoll che non sono gnoll, il forte di Talarith. Eravamo ancora a Pietre Danzanti quando notai un gruppetto in perlustrazione di quelli che parevano gnoll. Ovviamente li attaccammo ma prendendoli davvero sottogamba, il Braciere neanche si era fatto le sue protezioni! Fu la Sentinella a salvarci, eliminando quei cosi dall'alto con dei colpi magici notevoli. Una volta rimessi in sesto non avevo comunque nessuna intenzione di ritirarmi con la coda tra le gambe.
Gli altri discutevano, neanche sentivano cosa diceva la Sentinella... si fui un po' delusa dai "grandi eroi delle valli" che dopo aver affrontato draghi se la facevano sotto per uno smacco demoniaco. Ovviamente nemmeno io sono tanto pazza da voler affrontarli tutti, ma ero convinta che con un po' più di criterio e tattica, qualcuno potevamo abbatterlo! Così mentre non si curavano di me, mi infilai tra i cespugli e andati avanti da sola, furtivamente, seguendo le tracce di quei cosi.
Poco dopo venni raggiunta da Luth ed Hellen e più indietro c'erano ancora c'erano il Braciere e... Leonides che sicuramente si sarebbe incavolato per il mio azzardo. Quanto meno non mi aveva mollata lì, come Valen. Andai avanti io con Luth, aggirando le pattuglie fino a capire dove convergevano. Hellen era poco più dietro e indicava ai corazzati la direzione. Affrontammo un solo gruppo, stavolta senza farci pestare troppo, poi ci ritirammo, ma almeno sapevamo dove colpire. Ci serviva l'aiuto di un mago dotato, Alakai, e un buon piano.

Luth aveva aiutato una driade di nome Fennelore che per sdebitarsi andò a curiosare in zona per darci qualche informazione.

Show ContentLettera di Luth:

[Immagine: 687f4e6a6f135d9e2b194662f879c56d.jpg]

ATTACCO AL FORTE
Il piano non era così complesso. A noi si erano uniti Alakai e Darry. Ci saremmo mossi coi poteri di Davian, volando come nuvole, fino al forte, evitando tutte le pattuglie esterne. Contavamo di avere uomini, tra milizia e abbazia, per "intrattenere" le pattuglie esterne. Invece Valen non mosse i suoi uomini, così disponevamo solo di alcuni miliziani, non certo sufficienti. Li impiegammo nella difesa di Elventree, visto che c'era stato un attacco due giorni prima, da parte di gnoll e yugoloth e gli esseri creati dalla loro unione. Fortunatamente ero riuscita ad avvertire per tempo chi di dovere ed Elvetree era pronta a riceverli. Il popolo si era rifugiato e i più forti erano riusciti a respingerli, ma sia la Sentinella che Yvonell rimasero gravemente feriti. L'attacco era diretto al Tempio di Mystra, evidentemente riuscivano a percepire il teschio quando veniva tirato fuori... 

Atterrammo dunque sul tetto del forte, presidiato da svariati gnoll e quant'altro:
- a sud ovest e nord est vi erano due grosse figure dalla pelle rossiccia che brandivano uno spadone, presidiavano una fontana assieme a creature quadrupedi.
- accanto a loro una mezza dozzina di gnoll che sembrano incanalare energia contro tali rovine 
- una luce blu simile ad un lampo proveniva dal corpo centrale 
Atterrammo sul tetto questa parte centrale. Sotto di noi vi erano una ventina di gnoll e quattro erano marchiati. A ovest invece vi erano degli insettoidi. Il tetto era pieno di crolli così ci infilammo in un punto di accesso alla zona interna sottostante. Era pieno di "gente" dentro e dovevamo raggiungere la zona nord del piano inferiore, da dove proveniva la luce. Così tornammo gassosi per passare di nuovo dall'esterno fino a un accesso più vicino. Qui notai un nuovo raggio, partiva orizzontalmente verso la foresta... dunque era questo coso ad aver lasciato quei crateri a Elventree.
Con un po' di trambusto arrivammo sul tetto, sopra alla nostra destinazione. Qui ci rendemmo invisibili per scendere a terra, dove Alakai avrebbe aperto un passaggio per richiuderlo alle nostre spalle. Vi era un altare insanguinato, con una cesta accanto e la figura femminile pallida descrittaci che completava un rito. Con lei vi erano 4 demoni rossicci, più in fondo due gnoll marchiati e un essere insettiforme che trascinava via un cadavere sanguinante. Davian avrebbe chiuso le altre uscite "murandole" non so come.
L'attacco fu rapido, Alaki riuscì ...di nuovo... a pietrificare la strega e poi la fece in mille pezzi con un secondo colpo. Noi eliminammo il restante. Raccogliemmo tutti i pezzi così da esaminarli altrove e portammo via anche il cesto... conteneva dei cuori. Potevano esserci prigionieri vivi e necessitavamo dei corpi per identificare i cuori... ma per qualche ragione Valen e gli altri decisero di andarsene in giro attirando tutti quelli che avevamo così faticosamente evitato di attirare.... ovviamente senza la minima intenzione di affrontarli. Così fuggimmo senza finire il lavoro. Tornammo a Hillsfar cercando di individuare quei tre incappucciati col loro seguito insettoide, senza successo.

 
"Come ti chiami?" "Echo" "Echo?" "Echo"
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#60
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TRE CULTISTI DI AULMPITER
Ho passeggiato un po' con Leonides fuori città, fino a fermarci su una panca tranquilla a goderci il crepuscolo... peccato che i discorsi rientrassero nella sfera lavorativa. Mi disse di essere stato avvicinato da una donna che si fa chiamare Lavinia, diceva di aver bisogno del suo aiuto e così l'ha portata a passeggio lungo il molo. Capì che era qualcuno della Gilda dei ladri e pareva saper benissimo chi fossimo noi e che indagini stessimo svolgendo. Aulmpiter a parte. Voleva smettessimo di ficcare il naso nei vecchi casi e in cambio gli ha servito su un piatto d'argento dei "tizi sospetti" non ben definiti. Disse che se avessero trovato un accordo avrebbe ottenuto anche qualche balzo di carriera ma bhe... conosco Leonides, non accetterebbe mai di doversi corrompere così rifiuto. Sapeva però che c'erano agenti del vecchio infiltrati in città, così trovò un'accordo con lei, pensando si trattasse di questi. Questi però si rivelarono tizi sospetti di tutt'altro tipo... ma pur sempre un male peggiore dei ladri.
Così ha ritrovato nelle fogne del porto 12 cadaveri: 10 uomini della gilda e 2 incappucciati col simbolo di Aulmpiter inciso sul cranio, nascosto i capelli. Uno degli uomini era Bersar, non un capo ma uno degli uomini di spicco della gilda che faceva da boia e che seguivamo da un po'. Questo è stato ritrovato morto e messo in posa davanti a uno degli incappucciati come a contendersi una carta intestata strappata della Casa d'Affari Quilin. Luogo su cui già indagavamo.
Esaminandoli è risultato che i 3 cultisti con al seguito gli strani grossi "insetti" segnalati dalla driade erano giunti a Hillsfar e tentavano di passare dalle fogne del porto. La gilda dei ladri che tutto vede ha mandato Bersar e i suoi uomini, questi si sono appostati cogliendoli di sorpresa e circondandoli mentre 3 li hanno fronteggiati. Apparentemente si direbbe che questi 3 sono stati decapitati dagli yugoloth "insetti", tuttavia non c'era traccia delle teste. Ad ogni modo c'è stato un combattimento cruento e i Bersar e i suoi sono riusciti a eliminare 2 cultisti su 3 prima di essere sopraffatti da tali abomini. L'ultimo dei cultisti sopravvissuto ha proseguito col suo seguito lungo le fogne fino in città, dove le tracce si perdevano.

Show ContentCopia resoconto per Leonides:

CASA D'AFFARI QUILIN - RENGRAVE
La Casa d'Affari era di recente apertura, fondata da due rampolli di famiglie importanti: Alan Rengrave e Gregor Quilin. In particolare il padre di quest'ultimo è morto combattendo dalla parte di Maalthiir contro gli Zhentarim. La casa veniva gestita da un tipo di nome Solomon, il quale ha due attendenti Valentine e Jacques (entrambi ammaliati) e un certo Milard all'ingresso. Sul luogo si sono infiltrati: Darry per trattare i suoi affari della forgia con un cliente (vero), Daphne come segretaria, Luth come scorta. Hanno preso una stanza e bevendo del vino Darry e il suo mercante sono stati avvelenati con una sostanza che favorisce la parlantina sciolta. Le finestre della casa erano chiuse con una sorta di lucchetto magico con tanto di bacchetta come chiave. Daphne si era intrufolata a curiosare in giro e ha sentito parlare due addetti di una stanza al piano di sotto che li spaventava, in quanto si diceva che la gente spariva restandoci troppo a lungo. Così abbiamo capito che l'ultima strega e il suo esercito di "insetti" doveva essere qui sotto. 

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CONGREGA
Nel frattempo Alakai ha ricomposto i pezzi della strega distrutta al forte trovando tra le sue cose: 10 monete con un impresso un triangolo con le lettere G, M, V; un pugnale rituale di grande potere e una lettera in abissale.
Il pugnale ha delle scritte in abissale calcate sopra a incisioni elfiche. L'abissale pare un rito "la tua vita per la sua rinascita, le tue ossa per il suo regno". Possiede due incantesimi di protezione e uno di necromanzia in grado di strappare l'anima delle vittime, ma a detta di Alakai non vi sono pietre e simulacri per intrappolarle. I cuori rinvenuti al forte erano vicino l'altare al forte di Talarith mentre i corpi sono stati trascinati via e penso proprio divorati da quegli "insetti" rimasti.
Dalla lettera invece abbiamo tratto informazioni sull'operato e la congrega:
1) Varilda, che dovrebbe essere la strega notturna che tempo addietro maledisse Anis e il suo amato, costringendo lei a rubare le energie vitali alle vittime che baciava. Al tempo rompemmo la maledizione e Varlinda finì in un precipizio con Valen, morendo. Lei era una "Figlai per nascita" qualunque cosa voglia dire, mentre le altre due megere lo sono diventate dopo un rito di unione. Varilda era quella che possedeva il teschio che poi finì in mani diverse fino a Miz e infine nostre. Il suo volto è quello visto quando la Sentinella maneggiava il teschio.

2) Galinda, era la annis che stava al forte di Talarith e che Alakai ha fatto in pezzi. Il suo esercito era fatto da gnoll e yugoloth vari, comprese le creature create dalla loro unione. Lei è quella che aveva attaccato Pietre Danzanti ed Elventree in cerca del teschio. Faceva sacrifici a raffica al forte col pugnale riturale, mentre Mefilda operava in città coi sigilli. 
3) Mefildala megera che aveva attaccato l'Abbazia per prenderla come avamposto fallendo miseramente. Si era ritirata poi a Hillsfar operando nella 
cripta nascosta nel sottosuolo, passando dalla Casa d'Affari, ed era lei che riceveva gli ordini della milizia dal soldato ammaliato dala vampira Laetizia. Aveva mandato 3 cultisti da Galinda al forte per farli tornare con l'esercito di yugoloth "insetti" di rinforzo e intanto compiva altri sacrifici per concludere il rito. Questo prevedeva la rottura di tre sigilli, una sorta di lucchetti magici per bloccare Troz'durc, "Principe del male". Ogni rottura causava una lieve scossa di terremoto percepibile al quartiere nord e due scosse erano già avvenute: la prima durante la Sagra della zuppa d'aglio; la seconda dopo l'attacco a Elventree, dunque la terza era imminente. Alla sua rottura, leggendo dalla lettera, "il figlio di Harilda, Troziar, Durchaembar ed erede di Aulmpiter" si sarebbe risvegliato. Se la città non si fosse arresa al suo volere, Mefilda avrebbe scatenato il suo esercito di yugoloth per piegarla.

Show ContentCopia lettera di Galinda:
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IRRUZIONE A CASA QUILIN - RENGRAVE
L'azione fu studiata nei dettagli, che peraltro non facemmo trapelare neanche agli altri fino all'ultimo momento. Per evitare fughe, il caporale Dallay fu mandato a presidiare l'entrata alle fogne in città, mentre il sergente Sandeck occupò l'uscita delle fogne al porto. Gli uomini di Leonides avrebbero invece circondato la casa d'affari. In supporto furono dati anche un paio di maghi, il cui scopo principale era impedire fughe magiche, soprattutto nel piano etereo. Già che muoverci così tanti e ben armati avrebbe dato subito nell'occhio, dovevamo uscire dalla caserma e andare spediti appena varcate le mura cittadine. Proprio qua davanti trovammo però Valen e il Braciere. Eravamo d'accordo per tornare al forte e mi ero.. scordata... di dirgli del cambio di programma. Leonides parlò con Valen, il quale non doveva uscirsene con dei colpi di testa stavolta, io invece parlai al Braciere. Il fatto che Hillsfar fosse in pericolo cambiava le sue priorità e decise di combattere con noi, lamentandosi .. a suo dire... di non essere ben preparato. Oh lo era, lo era!
Entrammo alla Casa d'affari in massa, spaventando ovviamente i presenti. Notai subito la bambolina rosa, Valentine, che tentava di fuggire di sopra col registro... risultò difatti essere una cultista vera, mentre gli altri erano ammaliati. Leonides e gli altri rimasero all'ingresso a mettere tutti in stato di fermo e chiamare Rengranve. Io, Valen, il Braciere e uno dei maghi andammo invece subito al piano di sotto. E qui trovammo Quilin. Non aveva nessuna intenzione di levarsi di torno quell'uomo ma tanto noi avevamo la parlantina di Valena a intrattenerlo... Così frugai da cima a fondo ogni stanza, aspettandomi di trovare un passaggio verso... qualcosa di stregnonesco e abominevole.
La stanza di Quilin non aveva niente di che, poi c'era una cucina, un'altra stanza arredata ma vuota e un'uscita con una scala per la superficie. Scese Daphne e confermò che la stanza doveva essere quella vuota, tornai a cercare ma l'unica cosa che trovai erano delle assi prossime a cedere sotto il pavimento, probabilmente danneggiate. Anche il Braciere diede un'occhiata e si rese conto che lì e contro la parete c'erano delle illusioni. Altre due erano nel corridoio. Dissolse coi suoi poteri le illusioni nella stanza e al posto del tappeto c'era un buco che scendeva nelle profondità. Un'attimo dopo ne emersero alcuni di quegli insettoni bipedi. Daphne diede l'allarme e accorsero gli altri. Nel casino, Valen aveva steso Quilin, la sua sentenza fu che era ammaliato ma pur sempre malvagio.

LA TOMBA DI TROZIAR DURCHAEMBAR
Eravamo in una grossa caverna buia, notammo però delle rovine architettoniche con antiche incisioni in un elfico arcaico. Qualcosa tipo "hye laatyecan.. esselwe oevcee we Irilmecwil... Ilcanmilceanir, oevcee we... nyira sile tyey' tyelalail tyelalail nyils" ovvero era la tomba di Troz'Durc il cui nome era riportato per esteso ma mi sfuggiva quella parola...  Altraloth? Lascia perdere al momento, dovevamo trovare Mefilda prima che completasse il rito. Procedemmo lungo le rovine, di tanto in tanto costellate da grossi buchi... da cui affioravano pezzi umani come mangiati. Era orribile. Affrontammo quelle creature insettivore procedendo e trovammo un anfratto da cui proveniva un pesante odore di morte. Era pieno di corpi straziati da quegli esseri... Tra essi Darry individuò il povero Wilbur. Saremmo tornati a riprenderli...
Arrivammo in fondo alla grotta ma pareva non esserci altro. Così nuovamente cecammo, trovano un altro passaggio che scendeva ancora. Qui cominciammo a sentire una voce femminile cantilenare. La stanza era grande, a pianta quadrata, con al centro una lastra con delle rune che pulsavano di energia. A terra due cerchi tracciati con pece nera e in fondo una donna orrenda e altri daemon. Ovviamente ci fu prima uno scambio di "convenevoli" tra il suo "Voi sarete l'ultimo sacrificio bla bla" e i vari "la tua esistenza finisce qui", "E' tempo di porre fine alla tua arroganza"... si sono sicura che gli "eroi delle valli" ne abbiano acquisito un ricco repertorio negli anni... troppe ciance per i miei gusti.
Mi buttai avanti per superare di daemon ma venni facilmente accerchiata.... poco male potevo reggerli. Cioè TANTO male! Una volta superati non c'era più la strega. E non era fuggita! Il Braciare... quello che se ben ricordo non era preparato per uno scontro... si proprio lui... l'aveva distrutta. Con un colpo! La baldracca però era riuscita prima a ferire Leonides per bene e accorsi da lui per sincerarmi... di niente! Stava in piedi lo stesso. Daphne lo rimise a nuovo e intanto mi occupai di mettere insieme le cose rimaste della strega, di lei non era rimasto altro.
Controllammo quanto restava nella stanza, piena di rune e cose arcane. La lastra si fece come per un attimo fluida e riuscimmo a scorgere il volto di quell'essere dagli occhi maligni. Poi lo fece ancora e comparvero le fauci di quella creatura orribile. Intorno vi erano colonne con ancora scritte in elfo arcaico. Daphne ricopiò un po' di scritte e ci ritirammo, lasciando lavorare la milizia e gli arcanisti della gilda.
"Come ti chiami?" "Echo" "Echo?" "Echo"
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