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[Darry Arner] Ricominciare
#11
Serenità


Darry era sereno.
Dopo tutte le disavventure era pronto a ricominciare. Seppure ancora titubante.

I suoi allenamenti continuavano, la foresta, la fatica, il sudore, il sole sulla pelle.

Al temine, dopo l'allenamento si faceva il bagno nel laghetto vicino alla cava.
Mangiava il suo pane e formaggio e la birra leggera che teneva in un otre, poi si sdraiava,con indosso solo le braghe di tela, nell'erba.

Era bellissimo. Sentire gli odori, i gusti, il tepore del sole e il leggero brivido del vento.

Al temine se non aveva nulla di meglio da fare, pescava.
Da bambino con il padre, ci andava spesso e la sera, se tymora era stata generosa , si raccontavano intorno al fuoco le avventure del giorno, mentre gustavano il pescato del giorno.

Una vita semplice, felice.

E sorrideva.
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#12
*interno della locanda Diamante nel letame - notte fonda*

Darry non riusciva a dormire, 
Seppur avesse passato la giornata girando per il porto in lungo ed in largo, si sentiva come "annoiato".

Dopo la storia dei bambini "indemoniati" e prima ancora il bacio della strega, pensava di aver soddisfatto la sua voglia di avventure.

Aveva notato dei miglioramenti in sé e nella sua arte di combattere, in quegli istanti Darry si chiedeva dove fosse finita Eir, e in cosa consisteva la sua ricerca della Forza assoluta.

Forse è quella la sua stessa strada?
Cercare la vera forza?

chiuse gli occhi un istante e si addormentò.
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#13
Il torneo

"La differenza tra un guerriero e un uomo comune è che l’uomo prende tutto come una benedizione o una sciagura, mentre il guerriero prende tutto come una sfida, e le sfide non sono né buone né cattive: sono semplicemente sfide.
(Carlos Castaneda)"

Le giornate si susseguivano velocemente.
All'alba, quando le prime luci dell'alba illuminavano la sonnacchiosa città, Darry faceva colazione nel giardino della locanda in attesa di heavel e di Robert, assieme al quale si allenava.

Seppur Robert continuasse a comportarsi con profondo rispetto e continuasse a chiamarlo Maestro, seppur orgoglioso, Darry oramai lo considerava suo pari.

i tre ogni giorno si incamminavano verso la foresta a sud per esercitarsi,  all'inizio Darry diede qualche indicazione, ma poi smise visto che se la cavavano piuttosto bene.

L'avvicinarsi del torneo, a cui i tre avrebbero partecipato, li rese avidi della volontà di migliorare.
Si scambiavano commenti e suggerimenti.

Nelle pause mangiando un tozzo di pane e formaggio e della birra, si criticavano l'un l'altro lasciandosi coinvolgere in una sorte di gara, tuttavia, mantenevano il rispetto del'amico.

Darry era seriamente preoccupato, era stato piazzato nel gruppo dei veterani, e conosceva quei avventurieri.

Ivor in primis con cui si allenò in arena, piazzava dei colpi di una potenza disarmante.

Leonides era una fortezza Ambulante, la sua difesa era assoluta.

Ariah sembrava una specie di felino, colpirla sarebbe stata molto difficile.

E anche molti altri erano combattenti degni di nota.

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#14
O fortuna

"Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: Buon viaggio!"G. RODARI

 
Darry mentre riposava sulla sul letto al diamante, si chiedeva come sarebbe andata l'indomani.
Il suo primo e presumibilmente ultimo avversario sarebbe stato Leonides.
Un uomo di una potenza fisica e dalla muscolatura solida, dall'esperienza comprovata, rispettato dalla comunità, in sostanza ciò che Darry voleva essere.
Senza dubbio avrebbe avuto bisogno del glorioso aiuto di Tymora.

Tymora.. Darry era orgoglioso dell' amuleto che si era creato per onorare la dea.

Ma Brandi e Cris lo avevano distrutto.
Lo avevano additato come se fosse un amuleto di Beshaba.
A malincuore Darry, lo aveva consegnato a Cris.
Questi si rifiutava di toccarlo, tra mille spergiuri e dopo avergli applicato mille incanti di varia natura, lo aveva chiuso in una scatola di piombo e portato via, probabilmente buttato nella lava delle grotte o affondato al largo in fondo al mare.

Ancora irritato per quel comportamento, Darry decise che alla fine del torneo, avrebbe fatto qualcosa per avvicinarsi di piu alla dea che sembrava non donarle il suo generoso e benevolo sguardo.
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#15
Radici...

"In tutte le lingue del mondo esiste questo adagio: "Ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sente". Ebbene, io affermo che non c'è niente di più falso. Quanto più lontani stanno, tanto più vicino al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare. Se siamo in esilio, vogliamo serbare ogni piccolo ricordo delle nostre radici; se ci troviamo lontani dalla persona amata, chiunque passi per la strada ce la farà ricordare." 




Dopo  l'ennesima battaglia Darry si ritrovò a pensare a casa sua.
Ashabenford era oramai un ricordo che si offuscava lentamente nella sua mente.
La notte a volte sognava la sua fattoria, i suoi genitori , suoi nonni ed anche i vicini con cui passava le giornate da contadino.
Quelle fredde mattine d'autunno, in cui uscire all'alba dopo una  modesta colazione, gli raggelava il sangue nelle osse.
Quando poi si svegliava, non era triste , ma una malinconia gli stringeva il petto.

Forse era tempo di abbracciare quella città i cui combattevano. Certo non la sentiva come casa sua, ma pian piano ogni cosa riempiva i suoi ricordi e le sue giornate.
Svegliarsi la mattina e fare due chiacchiere con Oswul,  i contadini che lo salutavano e con cui la matina faceva due parole o che gli regalavano un uovo da bere fresco.
Salutare i taglialegna od i cacciatori che si recavano alla foresta.
Ogni cosa prendeva il suo posto nella giornata di Darry.

Alla fine quella era casa loro, oramai, anche loro.
Forse era giunto il momento di metter radici.
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#16
il ciclo della vita

*tempio di chaunea - interni*

Darry: salve padre,ho bisogno di lei per una cosa che mi sta molto a cuore.

Padre Brom  dimmi tutto *ti guarda con aria buona ed un sorriso* ultimamentela guerra ti ha segnato

D: Si padre, non so se domani ci sarò ancora,Si tratta di una cosa che ho fatto involontariamente
per cui voglio sistemare le quesitoni terrene.

Padre Brom:cosa ti affligge?

D: ricordate che ero vittima di una maledizione, in cui qualcuno si sostituiva a me per fare del male?

Padre Brom: me ne avevi parlato

Padre Brom:*annuisce*

D:Ecco, ho picchiato a sangue il marito della fruttivendola,cioè non io,la cosa che prendeva il mio aspetto

Padre Brom:*si allarma un attimo*

Padre Brom:  sei stato tu o no?

D: no,mi son ritrovato la mano fratturata mentre ero a elventree

Padre Brom: tu non hai fatto nulla allora

Padre Brom: hai provato a parlare con il malcapitato?

D: grazie a chauntea e tymora Ivor e Cassandra lo hanno soccorso

D: si gli ho dato soldi per le cure e mi sono prostrato

Padre Brom: a volte agli uomini non sevono soldi, ma tempo

D: ma la moglie mi vede come un mostro, e ciò mi ferisce

Padre Brom: capisco

D: certo sono un guerriero ma non ho mai ferito o ucciso per diletto

Padre Brom:  dimmi darry, e' una questione d'onore per te?

D: si,voglio essere un difensore dei deboli piuttosto che un becero bullo di strada

Padre Brom: e' il tuo orgoglio che e' stato ferito?

D: anche, quello di essere nel giusto e sula strada giusta

Padre Brom: ecco perche' la donna ti vede come un mostro,non stai pensando a suo marito,ma solo a te stesso,se io penso solo alla mia pancia non comprendero' a pieno il processo che porta dal seme al frutto  

Padre Brom:  prostrarsi e' una forma per sminuirsi

D: in effetti,forse, non so come fare

Padre Brom: ed ha a che fare con l'orgoglio,uesta famiglia non pensa come te che sei un uomo d'arme, posso provare ad aiutarti,ma in cambio dovrai fare qualcosa per me

D: Gliene sarei grato


Padre Brom la vita e' un ciclo,sotto lo sguardo della Madre,ai fatto un discorso tetro quando sei entrato

D:*annuisce *

Padre Brom nessuna vita deve andare sprecata, ogni vita e' un dono della Madre,

Padre Brom desidero che in cambio del mio aiuto tu venga qui a riflettere sulla bellezza della vita per una luna.
aiutami a far crescere le piante nel tempo.

D: ne sarò orgoglioso 

Padre Brom: e spero che con loro crescera' anche la tuo gioia nel celebrare la vita

D:  *annuisce*

Padre Brom: aspetta qui,*torna e ti consegna una lettera*,onsegna questa a quel uomo,se non riuscirai a consegnargliela non potrà' aiutarti

D: va bene
  
Padre Brom scegli le parole da dire di modo da essere ricevuto, e che la benedizione della Madre ti guidi,
D: vado subito,la ringrazio

Darry si diresse alla locanda, tolse la sua armatura, e le sue armi, e vestito con un abito semplice, parlò con la fruttivendola, che ovviamente lo aggredì senza troppe cerimonie.
Spaventata da Darry, chiamò la guardia, che per fortuna sua era Leonides.

Il caporale, garantì per lui e Darry spiegò alla donna che doveva consegnare una lettera al marito .Solo a lui.

Dopo poco si presento l'uomo.

Artigiano:Gilda e' stata una giornata..  *guarda Darry con gli occhi sgranati e mette mano al coltello lentamente* 

Darry Arner: salve  *sorride*

Fruttivendola: no Wilbur no

Darry Arner:una lettera di padre brom per lei *mostra la lettera*

Fruttivendola:*annuisce al dire di Darry*

Artigiano:  per me?

Darry Arner: si *annuendo*

Artigiano:  da' qua

Darry Arner: *porge la lettera *

Artigiano:*ancora sulla difensiva la apre e mentre la legge la sua espressione cambia piano piano*

Artigiano: *ti guarda e riguarda la lettera*  

 Artigiano:  *poi ti riguarda*
  
Artigiano: se padre Brom dice questo allora devo credergli

Darry Arner: *sorride*  

Artigiano: ma non ti faro' le scuse

Darry Arner: non le voglio, anzi scusatemi per quello che è successo
  
Artigiano: *annuisce* scuse accettate, puoi venire gia' domani,ma vedi di non intralciarmi nei campi

Darry Arner: sono stato un contadino non se ne pentirà

Artigiano: bene

Darry Arner: e sono un fabbro le sistemerò gli arnesi

Artigiano: padre Brom non parlava di arnesi, bastera' che mi ascolti
  
Darry Arner:come volete

Artigiano:  con la spada ed i pugni sarai piu' bravo tu, ma anche io so il fatto mio quando si parla di coltivazioni

Darry Arner:  imparerò dal migliore allora

 Artigiano:  ora devo rientrare a riposarmi

Darry Arner:  Vi ringrazio del vostro tempo

 Darry Arner:  a domani mattina dunque

Artigiano: *ti cenna e rientra in casa*  

Darry Arner:  arrivederci dama

L'indomani Darry si recò dal contadino, seppur titubante spiegò che gli avrebbe insegnato a coltivare i meli, lo stesso giorno padre brum gli diede sementi ed un vaso per far crescere la sua pianta.

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#17
Photo 
Il ciclo della vita 2


“Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.” (cit. Toro Seduto)



La routine di Darry era cambiata,
la mattina si recava dall'agricoltore, e con lui si dedicava alla coltura dei campi. Stranamente a Darry, questa routine non dispiaceva, era si un uomo d'arme, ma si ricordò, l'impegno, la fatica che metteva nella coltivazione dei campi e prima di lui suo padre, e suo nonno.

Wilbur si dimostrò un uomo virtuoso e abile nel suo lavoro.
La donna, Gilda, premurosa e affidabile.
Si guardavano ancora con gli occhi di due innamorati.
Nel suo piccolo Darry li rivedeva come i sui genitori.

Nel frattempo, i semi germogliarono, dapprima in un piccolo vaso.
Wibur spiegò che non erano ancora forti abbastanza da essere piantati all'esterno.
La cura necessaria era quella di un padre e di una madre per i figli.
Renderli forti, resistenti prima di lasciarli andare.

Darry incominciò a pensare alle parole di Brom "celebrare la vita", sorrise al pensiero di questa dolce metafora.

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