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  I pronomi di cortesia
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 13:05 - Forum: Guide GDR - Nessuna risposta

Come dice l'Accademia della Crusca:

Rispondiamo a coloro che hanno posto domande sull'uso dei pronomi di cortesia riproponendo il testo di Paolo Belardinelli pubblicato su La Crusca per voi (n. 35, ottobre 2007, pp. 13-14)

Sui pronomi di cortesia

«Nicola De Prisco chiede da dove derivi l'utilizzo dei pronomi di cortesia voi e lei e consigli su quale forma sia preferibile.

Per rispondere alla prima parte della domanda, esaminiamo anzitutto il caso del voi, la formadi uso più antico e insieme la meno problematica dal punto di vista funzionale dei tre pronomi di cortesia della lingua italiana (voi, lei per il sing. e loro per il plur., accanto a un indistinto voi). Infatti l'uso della seconda plurale per rivolgersi ad una singola persona è ampiamente diffuso nella maggior parte delle lingue europee fin dalle loro prime testimonianze scritte e pare trarre la propria origine dal tardo latino. Una leggenda ampiamente diffusa fino a tutto il Medioevo sovrappone la nascita della forma di cortesia latina vos all'ascesa al potere di Giulio Cesare (a lungo considerato erroneamente primo imperatore romano). La diffusione di questo mito eziologico, falso ma di grande suggestione, è talmente ampia da trovarne traccia perfino in Dante: «Dal 'voi' che prima a Roma s'offerie» (Paradiso: XVI, 10-11).

Una spiegazione di tipo non paraetimologico e occasionale, ma scientificamente fondata mette il vos in stretta relazione con il nos maiestatico, ben testimoniato già nel latino classico e ancora oggi impiegato negli atti ufficiali di papi e monarchi. Nel caso del voi quindi l'italiano non si comporta diversamente da altre lingue, europee ed extraeuropee, che ricorrono all'impiego del plurale al posto del singolare per denotare rispetto, senso di gerarchia, deferenza, stima, distanza, cortesia. Tale uso del plurale non è altro che una intuitiva metafora per il potere. In alcune lingue quest'uso è talmente diffuso da aver scalzato in tutto o
in parte la forma originale tu. Si pensi al più forte senso di intimità (o di disprezzo) che il tu ha in francese rispetto all'italiano, ma soprattutto all'inglese moderno, dove you copre lo spazio sia del tu che del voi, essendo scomparsa la forma thou, che era ben testimoniata fino al periodo elisabettiano (è ancora nelle opere di Shakespeare) e oggi sopravvive esclusivamente in poche formule liturgiche e di preghiera.

Non bisogna confondere questo uso reverenziale del voi con altri usi particolari dello stesso pronome che non sono di cortesia, anche se possono talvolta sembrare tali. Ad esempio: nella corrispondenza commerciale: "Vogliate prendere nota..." dove voi è un vero e proprio plurale "associativo", usato verso persone intese come gruppo di lavoro omogeneo, alle quali singolarmente si darebbe del lei, ma che non vengono trattate, nel loro insieme, con il Loro, oggi sentito troppo formale; oppure negli annunci al microfono in ambienti pubblici (p. es. ai passeggeri in aereo) "Collocate il bagaglio nelle cappelliere o sotto il sedile davanti a voi".

Più complesso invece il caso del lei che non è mai testimoniato nell'italiano delle origini. Si deve partire dalle locuzioni reverenziali del tipo Tua o Vostra Signoria, Magnificenza e simili, seguite da pronomi allocutivi: inizialmente sono usati pronomi di seconda persona, sia voi che tu, ma a un certo punto, nella seconda metà del Quattrocento, viene usato un pronome anaforico, che richiama quella locuzione, e quindi è di terza singolare, del tipo essa, quella, questa, codesta e lei. Quest'ultimo, dapprima nei casi preceduti da preposizione (così in una lettera di Lorenzo il Magnifico, del 1465) e solo più tardi come soggetto (un esempio è in una lettera dell'umanista Pontano, del 1476, per la cancelleria aragonese di Napoli). In questi primi esempi, quindi, il lei appare ancora in bilico fra l'essere un semplice richiamo (pronome anaforico) alla formula di cortesia presente a capo lettera e il divenire una nuova forma allocutiva di cortesia a sé stante. 

Lentamente nel Cinquecento e nel Seicento, ma soprattutto nel Settecento la foma Ella / Lei conquista definitivamente terreno e si affianca, come possibile scelta alternativa al voi, con un valore intermedio tra la forma estesa Vostra Signoria e il più comune voi. Proprio nel Settecento, però, il lei, ritenuto a torto di origine straniera, perché diffuso nel Seicento momento della massima influenza sull'Italia dei costumi e della
cultura di provenienza spagnola, subisce l'attacco di Pietro Verri dalle colonne de Il Caffè, forse il più vivace e ancora oggi godibile fra i numerosi attacchi portati al lei; ben diverso dal noto tentativo di abolizione da parte del regime fascista nel 1938. Si noti inoltre che la lingua italiana riutilizza come forma di cortesia il pronome già esistente lei, attribuendogli nuove funzioni (di qui la sua natura talvolta ambigua); a differenza dello spagnolo che, partendo da una locuzione astratta come Vuestra Merced, ha invece dato vita a un nuovo tipo di pronome di cortesia nella forma contratta Usted, con il verbo alla terza persona singolare. 

Simile la soluzione data, indipendentemente, da molti dialetti italiani, che da Vostra Signoria o Vostra Eccellenza hanno tratto le forme pronominali di cortesia Vossia, Suria, Voscenza alle quali si associa, di norma, il verbo alla terza persona singolare. Sarà bene aggiungere che la terza persona di cortesia, singolare e plurale, nell'uso scritto richiede l'iniziale maiuscola per evitare confusione con l'uso delle terze persone ordinarie, e che tale uso si estende alle forme degli aggettivi possessivi (Suo, Sua, Loro) e dimostrativi clitici (La, Li) e alle forme pronominali oblique (Le, Loro; rarissimo il plurale Glielo e simili).

Venendo alla seconda parte della domanda del nostro lettore, riguardante la possibile scelta tra il voi e il lei, osservo che nella lingua scritta, standard, ufficiale, la scelta oggi possibile sembra essere solo quella tra il tu e il lei, mentre il voi, riferito ad un singolo, appare sempre più relegato ad usi marcati per arcaismo e regionalismo (più diffuso tra gli anziani e nelle regioni meridionali) o, addirittura, per calchi mal riusciti in traduzioni dal francese o dall'inglese, dove andrà sempre sostituito con Lei. Per la ragione opposta, appare ormai in regresso il Loro, altamente formale e quasi esclusivamente burocratico. Curiosa invece, anche se ormai poco più di un relitto e in parziale regresso, è la massiccia presenza del voi in gran parte dei fumetti di produzione italiana contemporanea. Nessun obbligo, in definitiva, di abbandonare il voi, purché si abbia la consapevolezza che si tratta ormai di un uso socialmente e geograficamente ben delimitato.

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  Utilità
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:47 - Forum: Guide Server - Risposte (2)

Utilità

Quelli qui presentati sono files non obbligatori per giocare su Racconti delle Valli, ma che potrebbero tornarvi utili.
  • Fire&ice's Big Fonts UI - Questo programmino autoinstallante aumenta la dimensione dei caratteri in gioco. Consigliato per chi ha difficoltà a vedere i caratteri piccoli della chat, potrebbe dare qualche problema con le GUI come quella delle sedie Kemo, ma in ogni caso è un problema solo grafico. C'è anche la possibilità di scegliere una nuova modalità di visualizzazione dell'inventario. (https://neverwintervault.org/project/nwn...g-fonts-ui)


Patch in Italiano:
nwn2pcx2italianfrom1201541to1211549 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...1to1211549)
nwn2-pcx2-italian-1211549-1221586 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...49-1221586)
nwn2-pcx2-italian-1221586-1221587 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...86-1221587]
nwn2-pcx2-italian-1221587-1221588 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...87-1221588)
nwn2pcx2italianfrom1221588to1231763 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...8to1231763)
nwn2pcx2italianfrom1231763to1231765 (https://neverwintervault.org/patch/nwn2/...3to1231765)

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  Notizie dalle Valli
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:45 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

Un posto vacante
DM Artemis - Martedì, 19 Luglio 2016
Nessuno, dalle parti di Elven Crossing e di Oakengrove, era rimasto particolarmente sorpreso dalle dimissioni di Targen Holdfast. Il burbero ranger era infatti un tipo molto sulle sue già nei momenti migliori, e dopo l'elezione di Lilien Wooodsong aveva iniziato a farsi vedere in giro sempre meno. D'altra parte, l'elfa si occupava in modo eccellente degli interessi di quella parte della valle, facendo un lavoro decisamente migliore del suo. Dopotutto, Targen era un ranger, un ex avventuriero, non un politico di professione.

Nel frattempo, nel resto della valle tutti si chiedevano chi sarebbe stato il nuovo consigliere. A Glen nessuno ha dubbi: da troppo tempo il consiglio non sente la voce della fortezza nanica. Gli abitanti della cittadina vogliono che Kugnar Ironmold, sconfitto da Lilien Wooodsong alle scorse elezioni, conquisti finalmente un posto da consigliere.

A Sharin Freehold invece si mormora che John Hillmight, dopo aver fallito con la sua raccolta di firme, si candiderà ugualmente.

Nel resto della valle, qualcuno invece si pone un problema nuovo: con un'elfa nel consiglio e la possibilità che vi entri un nano, bisognerà rivedere la regola per cui i consiglieri siedono a vita nel consiglio?
 

Il futuro di Sharin Freehold
DM Artemis - Venerdì, 13 Maggio 2016
Dopo una lunga attesa, sembra che il complesso di fattorie di Sharin Freehold abbia trovato un nuovo proprietario: l'insediamento, promesso dalla consigliera Ulwen Sharin a coloro che avessero trovato e debellato la causa dell'anomalo freddo a Mistledale, è il secondo complesso di campi coltivati più grande della valle dopo il Covone Dorato, con i suoi 30 campi da 25 acri ciascuno. Dopo una lunga discussione, sembra che gli avventurieri responsabili della risoluzione del problema - Tya ed Hector del Laboratorio dei Sogni, Kevamros e Nathaniel della Buona Sorte, la Stella Rivelata, i Draghi d'Argento e i Manti Scarlatti - abbiano deciso di lasciare Sharin Freehold a Rain, tiefling facente parte della Stella Rivelata.
C'è chi si dichiara contento della decisione, chi mormora che la tiefling non abbia mai visto un campo coltivato da vicino in vita sua, e chi ancora si chiede quanto durerà il suo interesse nell'insediamento...
 

Un ponte per Ashabenford
DM Artemis - Domenica, 17 Aprile 2016
Una squadra di operai è arrivata ad Ashabenford e ha cominciato i lavori per la costruzione di un ponte, che prenderà il posto del guado tra la locanda del Cervo Bianco e le stalle di Kaulveras. Sembra che anche il guado stesso verrà scavato, in modo da consentire un più agevole passaggio delle imbarcazioni...

Primavera a Mistledale
DM Artemis - Giovedì, 24 Marzo 2016
Da quando, nelle ultime settimane, a Mistledale è finalmente arrivata la primavera quasi tutti i cittadini sono tornati alle loro attività. I contadini stanno preparando i campi, resi umidi e fertili dalla neve che si è sciolta, per la semina...ma per molti questa attività si accompagna all'amarezza: a causa dell'impossibilità di vendere i prodotti invernali, molte famiglie non hanno abbastanza denaro per comprare i semi che vorrebbero, per migliorare i propri campi o semplicemente per acquistare stoffe, olio per le lampade e tutto quello che non possono produrre in casa. Nessuno è morto di fame, ma Mistledale non è più la valle ricca che era fino all'anno precedente.

Nel frattempo, gli anziani che si erano rifugiati a Myth Drannor sono tornati alle loro case, mentre il malcontento dei giovani non accenna a diminuire: il contadino John di Sharin Freehold, già noto ai più per i suoi infiammati discorsi in locanda, ha infatti iniziato a viaggiare per la valle parlando anche con i contadini e i cacciatori delle altre zone. Sembra anche che si sia recato a Glen per parlare con Kugnar Ironmold, il nano ex candidato al consiglio di Mistledale.

Neve su Mistledale
Dm Artemis_ - Domenica, 24 Gennaio 2016
Negli ultimi giorni le temperature a Mistledale sono ulteriormente calate: nell'ultima decade gli abitanti di Ashabenford ed Elven Crossing si sono già svegliati due volte con le loro cittadine coperte di neve, ma fino a ieri la neve si era sempre sciolta prima di mezzogiorno...

Oggi, invece, i mistrani si sono svegliati sotto una coltre di neve che non accenna a sciogliersi: Ashabenford ed Elven Crossing sono, per la prima volta da decenni, coperte da una coltre bianca che non sembra intenzionata ad andarsene. Come se non bastasse, l'Ashaba è ghiacciato, rendendo impossibili i collegamenti commerciali via fiume con la vicina Shadowdale.

Sebbene le temperature siano più rigide del normale, fino ad ora la neve non sembra avere raggiunto Glen e Peldan's Helm, ma tutti i contadini della Valle stanno iniziando a prepararsi al peggio...

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  [DM Artemis] Il tocco di Auril
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:38 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

Il minatore e la dama di basalto


C'era una volta un giovane minatore che, essendosi da poco sposato, voleva procurare per la sua giovane sposa ogni tipo di agi e comodità. Per questo motivo si alzava ogni mattina all'alba, che fosse estate o fosse inverno, con la pioggia o con la neve, per andare nelle miniere vicino alla sua casa e cercare fortuna.

Un bel giorno vide qualcosa scintillare tra le rocce, e pensò che fosse un diamante...il giorno più bello della sua vita, ingenuamente pensò. Così l'uomo alzò il piccone verso la roccia e lo abbassò con tutta la sua forza...facendo rompere il cristallo in mille pezzi. Ebbe appena il tempo di maledire la sua fortuna prima che un pezzo del cristallo lo colpisse, insinuandosi nel braccio, appena sotto il gomito.

Subito un innaturale freddo penetrò nelle sue viscere, facendolo rabbrividire. Preoccupato, si diresse verso casa, deciso a dissimulare il proprio male per non preoccupare la moglie. Tuttavia, giungendo a casa trovò la sua sposa in lacrime: il proprietario della casa dove vivevano era venuto a reclamare l'affitto, e la donna non aveva di che pagarlo. Il giovane minatore era frustrato e furibondo, e in un gesto di rabbia scagliò un pugno contro la parete. Subito venature di ghiaccio si diramarono dal suo pugno, congelando a tratti il muro.

La moglie urlò dal terrore, e l'uomo guardò la propria mano, incredulo...cosa gli stava accadendo? Scoprì così che riusciva a manipolare lievemente il freddo, e da allora la vita per lui e la sua sposa migliorò: iniziò a vendere ghiaccio alle massaie e alle taverne, e ben presto l'affitto fu pagato e la sua tavola si riempì di ogni leccornia.

Ma la moglie vedeva qualcosa che sfuggiva al marito: mentre la loro fortuna cresceva, la sua bontà sfioriva...era sempre più freddo e distante, a tratti addirittura crudele. La pelle del braccio era sempre più fredda al tocco, e la donna semplicemente non riconosceva l'uomo semplice e buono che l'aveva sposata.

Così un giorno raccolse le sue cose e si diresse da un anziano saggio...ma egli non seppe aiutarla. Allora viaggiò ancora per miglia e miglia, e quando le scarpe le si consumarono camminò scalza, graffiandosi i piedi nelle rocce dei boschi e scottandoseli sulle sabbie ardenti del deserto.

Viaggiò, viaggiò finché non si fu messa alle spalle tutto il mondo, e allora giunse al cospetto di una donna di basalto, dall'aspetto terribile ma dall'animo benevolo.


[Immagine: s378048256469131171_p216_i1_w300.jpeg]


[i]La donna di basalto la sottopose a difficili prove: le impose di camminare tra i carboni ardenti, di attraversare fuoco e fiamme, e le chiese tutto ciò che il suo cuore poteva dare e anche di più. Ma la giovane sposa gioì del suo sacrificio, poiché lo faceva per il suo sposo.

Quando ella si fu dimostrata degna, la donna di basalto si fece condurre dal suo uomo, e sciolse il ghiaccio che gli aveva attanagliato il cuore.

Da allora, l'uomo visse fino alla fine naturale dei suoi giorni...
[/i]

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[Immagine: 2014%2B-%2B1]



19 Eleint 1377, l'Anno dell'Ossessione

Garlak non sembra particolarmente influenzato da quel corpo estraneo nel braccio. Difficile però dirlo, è sempre stato un tipo freddo e distaccato. 

Non ho trovato abbastanza informazioni in biblioteca.

Non so come, Galak è venuto a conoscenza di oggetto in mano ad Alister: una cosa piccola, bianca e pelosa. Non sa cosa sia ma ha fretta di andare alla Stella, ultimamente siamo sempre li.



21 Eleint 1377, l'Anno dell'Ossessione

Garlak mi ha permesso di fare alcuni studi sul suo braccio con il supporto di Mamy. Nel mentre era più concentrato a chiederle del libro e a come contattare un esterno del fuoco.

Note degli studi:
Utilizzando del fuoco sulla ferita, il calore da sollievo e rimpicciolisce il cristallo mentre è in atto, ma una volta terminato torna com'era. Non vi sono effetti collaterali visibili. Applicando preventivamente una resistenza elementale su Garlak, il fuoco non sortisce più alcun effetto. I frammenti sciolti sono inerti, solo quelli innestati presentano auree appartenenti alla Scuola di Evocazione e Necromanzia.



22 Eleint 1377, l'Anno dell'Ossessione

L'oggetto peloso è dunque un codice per novizi di Auril già studiato da Seregon e totalmente inutile per noi. Eppure Garlak vuole controllarlo personalmente... strano, di solito lascia a me queste cose. Alister non sembrava entusiasta ma gli ha permesso di leggerlo. Abbiamo notato una certa insistenza così che Seregon ha deciso di metterlo al sicuro, fuori dalla portata di entrambi. Solo Zhes non sembra interessato particolarmente.

Mi sbagliavo, Garlak sta venendo influenzato eccome. Lo conosco abbastanza bene da notare in lui i piccoli cambiamenti del suo carattere. E' molto più brusco, insofferente e sempre più ossessionato.

Ho dovuto preso io il comando temporaneamente, per quanto ormai sia mera formalità tra noi, devo far leva sul suo senso di obbedienza e dovere per frenarlo.



23 Eleint 1377, l'Anno dell'Ossessione

Garlak e Alister sembrano sempre più ossessionati dal libro e non lasciano Seregon un istante. I poteri legati al gelo sembrano evolversi, le ferite sono cristallizzate. Anche le loro menti vengono influenzati troppo velocemente, inutili le Protezioni dal male, tenterò con Eroismi continuativi.

Il sacerdote di Chauntea non sembra avere grandi soluzioni ma tenteremo le vie preposte. 

Nota sulla storia:
La moglie ha chiesto aiuto a una creatura o sacerdotessa di una qualche divinità legata al fuoco. Nonostante fosse benevola ha sottoposto la moglie a dure prove legate al fuoco per dimostrare di essere degna, solo allora la Dama di Basalto ha guarito il marito. Viene sottolineato che diede volontariamente tutto ciò che il suo cuore poteva dare e anche di più, per amore. Forse è stata disposta a diventare una serva del fuoco, poichè non si parla di una sua morte e non viene inclusa nella vita felice che il marito ebbe per il resto dei suoi giorni.



25 Eleint 1377, l'Anno dell'Ossessione

Oggi Garlak sembra più calmo e meno ossessivo, lontano da Seregon. Tende a combattere in modo leggermente più irruento, ponderato al mimino indispensabile e più individualista. Il dolore non sembra neanche più infastidirlo, so che lo sente seppur abbia un'alta sopportazione, semplicemente se ne frega finchè può.

Nonostante sia solo un palliativo, Zhes ha voluto fuoco magico sulla sua ferita per avere sollievo. Non ha risentito del bruciore in apparenza, come Garlak. Sembra meno influenzato mentalmente e molto più combattivo.

Non credevo fosse umanamente possibile ma ho reso Viola più silenziosa con la mia interpretazione della storia. Io non farei mai un sacrificio simile neanche per Garlak.


"Dai Alister, in fondo il freddo è una vendetta che va servita piatta..."

"Per gli Dei, Mamy!"

Salvare Alister, Garlak e Zhes non sarà per niente semplice, inoltre Alister inizia ad avere seri problemi, segue Seregon continuamente illuso che lui abbia il codicillo di Auril, ma non sa che è stato già trafugato all'interno della stella.

Un passamano necessario e un ottimo piano di Seregon in caso di problemi che coinvolgano un grosso cacciatore arrabbiato e un piccolo mago elfo con le ossa rotte.

Rain sta raccogliendo le sfere infuocate, ma molte di queste sono andate praticamente perdute insieme ai possessori che non sembrano più calcare il suolo di queste valli.

Cosa potrei fare per dare una mano?

Se le cose iniziano a mettersi male dovrò cercare di dominare la mente del cacciatore per tenerlo buono, questo ci farà guadagnare un po di tempo, ma la soluzione è ancora lontana.

Il frammento influirà su di voi, fino a quando riuscirà a trasformarvi.
Per ora quella storia gli era costata un taglio sulla caviglia ed una bruciatura sul petto. Cicatrice più, cicatrice meno. Se non altro, quel ridicolo tatuaggio ormai era scomparso, Vee ne sarebbe stata contenta. Ma aveva importanza?
I suoi compagni, i suoi amici, persone con le quali ora faticava a capire perché avesse intessuto certi legami, si erano inventati una soluzione tramite alcune sfere, che non sapeva perché fossero disperse tra una quantità di gente, e non gli era stato chiaro a cosa servissero, fino a quando non vide l'efreeti. Ma non doveva essere una donna di basalto?
Qualcuno doveva sacrificare qualcosa, ma in fondo non gli interessava. L'unica cosa che voleva assolutamente era il codicillo, che ingenuamente aveva consegnato, ed ora gli era stato nascosto. Era un suo bottino di guerra, spettava a lui, ed a nessun altro.
Gli dissero che doveva opporsi al tocco del gelo, comportandosi in modo opposto. Doveva essere appassionato. Vi era però un problema di fondo: in tutta la sua vita, aveva provato passione per solo due cose, la caccia e le donne. Ed ora non la provava nemmeno per quelle...

Un sacrificio, per chi? Per Alister, Garlak e Zhes? 

Dovrei essere franca non capisco perchè dovrei farlo, priva della necessaria conoscenza dei fatti passati, sono purtroppo per loro, priva della memoria che mi ha portato a non odiare tali persone.

Perchè oltre a non ricordare perchè non dovrei odiarle, non ricordo nemmeno perchè dovrei ammirarle, perchè dovrei tenere a loro.

Forse con la memoria è scomparso anche altro, emozioni, sentimenti? Solo ora mi accorgo che molto mi è stato rubato.

E ora dovrei sacrificare qualcosa di mio per salvarli dalla bastarda divinità del gelo.

Cosa dovrei fare mia signora?

Io, ora..

non

provo

niente.


[Immagine: Fire+Cat.jpg]

18 Marphenot Foglie Cadute - 1377, l'Anno dell'Ossessione

Perché ti chiamai Luna? Eri più piccola della mia mano, tutta nera come una notte buia con quegli occhietti così sporchi che neanche li aprivi, miagolavi affamata e i tuoi dentini brillavano come piccole stelle. Ti chiamai Luna per completarti e ti nascosi li nel mio armadio, già traboccante dei fin troppi vestiti e balocchi che si danno ad una bambina adottata. Come me eri una piccola orfana ed io volevo darti una casa ed una famiglia. Di nascosto ti portavo il latte della mia colazione, dividevo con te la mia carne e il formaggio ma le verdure no, quelle neanche tu te le mangiavi. Il mio Patrigno e Maestro probabilmente già sapeva della tua presenza nella mia camera, quando ruzzolasti fuori dall'armadio in una intrepida lotta all'ultimo sangue contro il mio più bel vestito di tulle rosso. Rotolasti proprio li fin contro i suoi mocassini, mentre io sbiancavo e tu sorpresa e curiosa ti fermasti a guardarlo. Baldanzosa e irriverente lo salutasti con un sonoro mao, ed io dovetti rassettare tutta la biblioteca quel giorno per punizione. Poi mi fu permesso di tenerti ad una condizione, dovevi essere il mio Famiglio... neanche sapevo cosa volesse dire al tempo, finché non sentii per la prima volta i nostri cuori battere all'unisono.

Ed ora dove sei? Che cosa ho fatto... perché l'hai fatto? Non eri tu il sacrificio che avevo programmato di fare e per cui mi ero preparata. Avevo chiamato tutti in Biblioteca perché ognuno ponderasse per se stesso un'adeguata scaletta graduata di sacrifici da compiere uno alla volta senza essere costretti a strafare necessariamente, cadendo nel "gioco" dell'efreeti. Impossibile quantificare la loro preziosità ma vedendo le loro reazioni, la mia scelta divenne chiara. Con una sorta di risentimento custodivano ancora gelosamente il diritto di un possesso su un qualcosa che non era più loro, come se qualcuno potesse rubarlo loro solo a parlandone, come se i miei intenti fossero dettati da egoismo più che razionalità. Qualcuno pareva addirittura sentirsi un eroe per quanto stava compiendo. I loro sentimenti erano del tutto comprensibili e di certo non li biasimavo poiché perdevamo tutti qualcosa di prezioso.. ma era anche un chiaro segno che non erano tutti pronti ad accettare una vera perdita. Una rinuncia umile e serena di dare tutto in ogni caso, fregandosene se era troppo, nulla è mai troppo per chi si ama. Anche se in questo modo avrei fatto proprio ciò che volevo evitare in tutti i modi, capii che dovevo farlo. Non potevo rischiare, il mio sacrificio anche da solo doveva bastare almeno per Garlak.
Vi era una sola regola certa su cui basarmi per quantificare tale scelta: lo scambio equivalente. La base di tutta l'Alchimia si fonda sulla regola per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma mantenendo il suo equilibrio. Dunque si trattava di dare una vita per averne salva una. Ma io ero un'orfana, il mio patrigno malato non aveva altri figli o parenti, ne io conoscevo altro uomo. Avevo solo Luna e Garlak come pari compagni. Te lo dissi onestamente mentre gli altri cominciavano a scendere per richiamare il genio. Ti chiesi di farlo per noi e tu ti sei ritratta, amareggiata e delusa. Ti accarezzai per rassicurarti che non eri obbligata, non ti avrei mai cacciata e rinnegata per un rifiuto. Nemmeno un istante ti sentii dubitare se per lui ne sarebbe valsa la pena. Non hai mai mostrato grande affetto per lui ma forse ne vedevi l'importanza per me. Eri così triste quando accettasti di farlo, soltanto per me, perché non rimanessi sola. Il cuore mi salì in gola pieno di gratitudine e dolore e ti sciolsi dal nastro rosso che adornava il tuo piccolo collo. Ti accarezzai un'ultima volta mentre Garlak mi richiamava. Era l'ora.

Fissavo le fiamme che ti avrebbero portata via da me per sempre, stringendoti con forza tra le braccia, mi avvicinavo lenta e titubante. Non volevo farlo. Arrivata a pochi passi mi fermai per compiere il sacrificio più grande, ma esitai persuasa quasi ad entrare con te tra le fiamme. Ti stringevo al petto, i nostri cuori ancora uniti battevano all'impazzata per la paura. Sentii il tuo fremito lungo la schiena e allargai le braccia sperando che fuggisti via lontano tutto questo. Invece mi sei rimasta fedele e capendo che non ce l'avrei fatta sei saltata tu via da me, verso la più atroce delle morti per amor mio. Compresi allora uno delle più grandi lezioni del mio Patrigno e Maestro. Parole incomprensibile per me prima d'ora: era più facile sacrificare la propria vita che quella di chi si ama.
Mi sentivo un mostro e mi voltai per non vedere come le fiamme della Fontana eterna ti consumassero inesorabili. Ma non potevo ne volevo evitare in alcun modo di sentire tutto il tuo tormento, il tuo terrore e la sofferenza così forti da farmi quasi impazzire. Sentivo il tuo morbido e minuto corpicino come fosse il mio, impotente mentre le fiamme più ardenti lo divoravano. Si consumava lentamente nutrendole della tua stessa preziosa vita fino a spegnerla nel silenzio. Senza lasciar nulla al suo posto se non un grande vuoto incolmabile. Per un tempo che mi parve eterno non c'era più niente e nessuno intorno a me, neanche il calore, non sentivo ne vedevo più nulla. Tutto ciò a cui riuscivo a pensare in quel silenzio rimbombante era perché mai ti avessi chiamata Luna.

Dobbiamo aiutare Alister, tu non ti ricordi ma ne ha passate tante e siamo gli unici amici che ha."

Parole accorate quelle di Seregon, parole che mi hanno convinta più del colloquio con mia madre.

Gli unici amici che ha, gli unici su cui può davvero contare.

Sono una di quelli, è innegabile, questo non è qualcosa che dipende dalla mia scelta ma un fatto, innegabile, che mi ha dato la possibilità di prendere una posizione vera.

Non mi fido del tutto degli altri che ci hanno accompagnati in questa disavventura, il mio sacrificio era per uno e uno soltanto.

Sacrificio, coraggio e passione, il mio liuto magico era l'unica cosa che mi ha accompagnata mentre vagavo solitaria e senza ricordi.

Ed ora è cenere, insieme ai doni degli altri, tra chi ha donato la propria fede nuziale e chi ha gettato nelle fiamme persino il suo famiglio, chi la propria vista addirittura.

Speravo che dopo tutto la tranquillità sarebbe tornata alla sede ma presumo che questi doni abbiano persino complicato i rapporti tra alcuni.

Se sperano che mi metterò a risolvere problemi esistenziali si sbagliano di grosso.

La ballata del gelo è infine completa.

05-12-2017, 08:29 AM
In tutto questo Soloth mi sento come Rain.. sostanzialmente cieca..
Sono stata sorda alla richiesta di aiuto ed incapace al primo disinteresse generale di ergermi di emergere al di sopra delle voci e approfondire i dubbi emersi sotto forma di timide domande.
Darylia ha rinunciato a qualcosa di intimo per riavere Garlak, lei che per prima temeva un gesto insensato di altri ha fatto dono alla fiamma purificatrice di qualcosa di immenso.
Perché piccolo mio amico non mi sono soffermata su Rain? io credo sapesse di quale misura doveva esser il dono .. perché è andata oltre?
L'unica cosa che mi conforta è il sentimento vero che ci lega, ci aiuteremo e troveremo il modo di proporzionare lo scambio.. ritenuto oltremodo sbilanciato dallo stesso Sultano.
Ha detto che la Fiamma Purificatrice renderà ciò che è stato donato oltre.. ma non oggi.
Si so a cosa stai pensando con quell'anello si è dissolta anche una parte di me.. cioè di noi, per quanto Seregon si è dimostrato consenziente e ragionevole credo ne sia profondamente dispiaciuto .. come del resto ne sono addolorata io stessa.. ma stavo per sacrificare più di quanto dovevo, sono certa che la Signora dei Sogni mi abbia guidata verso una scelta meno ..drastica e profondamente più dolorosa per me.. per Seregon .. per Alister e per tutti quelli a cui tengo, Mamy e Rain fra le prime, per quanto la piccola Hin giustamente fatica a riconoscermi.


Legewien Le'dwetheren

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  [AQ] Eiko e i genitori perduti
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:33 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

Il padre le sorrideva dolcemente, mentre le braccia della madre la stringevano, il profumo di fiori selvatici, la nebbiolina del primo mattino e infine le due figure che prendono il sentiero, dietro di lei c'è confusione, la compagnia di Tymora si sta alzando, si sentono le prime risate dei gemelli Hafling e i primi ordini dati dal Sacerdote Aragar, lei e sola, rimane ferma con la sua bambola Kokensai, la stringe anche se ormai e grande per quelle cose, ha passato quattordici cicli, attraversato le mura del drago per arrivare nelle terre barbare, ancora non conosce nulla, però quello e l'ultimo ricordo dei suoi genitori, i primi sei mesi il sacerdote l'aveva rassicurata, raccontando le avventure vissute col padre, Senatoki Meada era un bushi molto abile con la katana, silenzioso e letale, come molti membri del suo clan, questo rassicurava la giovane e fece passare il primo anno inizialmente tranquillo, un anno dovendosi muovere per molte leghe poteva essere accettabile, ma il vero dilemma era perché erano partiti? lei questo non lo sapeva e il sacerdote pareva non volerlo dire o forse ne era all'oscuro pure lui, durante il primo anno Eiko cercò di rendersi utile, cucinando e pulendo le armature, non le fu permesso di combattere o partecipare ai lavori presi dalla compagnia, non era mai stata una scansa fatiche, anche se timida conservava dentro una grande vivacità, convivere con il piccolo popolo fu la parte più divertente, tanto che imparò la loro lingua e continuò ad allenarsi nelle arti furtive, che inizialmente aveva imparato dagli zii, il secondo anno fu diverso, Aragar non le dava più speranze, ma sembrava propenso a farla inserire nella compagnia, Eiko più volte cercò di convincerlo a cercare i propri genitori ma non ci riuscì, la compagnia aveva diversi lavori e lo stesso Aragar non nutriva speranze.. 
Fu così che la piccola Katayana intraprese l'inizio del suo viaggio, fu equipaggiata e addirittura scortata per arrivare fino alle valli, prima però di entrare i gemelli la lasciarono, con tutte le raccomandazioni del caso e dandole dei soldi, sola e inesperta Eiko si accingeva a intraprendere una ricerca assai complicata, ostacolata dalla sua stessa inesperienza.

Così mentre il primo passo solcava la terra delle valli ripensò alle figure combattive dei suoi genitori, non si spiegò perchè ma li vide pronti a lottare, come quando il clan rivale colpì nel distretto di Nakamaru... e con quella immagine si diede coraggio.

[b]Il monaco Shaven
[/b]



[Immagine: 180px-Shaolin_Monk.jpg]





Eiko osservava Martin e Lupo di ferro combattere, era iniziato poche ore prima in taverna, il monaco voleva probabilmente far integrare il mezz'orco o in qualche maniera conquistare la sua fiducia, questo pensava la ragazza di quello scontro, ma con Ila era iniziata una piccola scommessa, vinta poi dallo stesso e da Lupo di ferro, fu in quella sera tranquilla, sotto le stelle che la giovane Katayana vide un viso orientale, meno marcato del proprio ma indistinguibile nella forma degli occhi...

Quando lo vide provò un profondo sollievo, convinta di aver trovato qualcuno del proprio popolo in grado di darle informazioni.. o semplicemente di condividere quella sensazione di estraneità che provava..
Con massimo rispetto così come le era stato insegnato si era rivolta a Shaven, famoso nella valle e conosciuto da molti avventurieri, rispettato per la sua saggezza e il suo passato ormai lasciato alle spalle, fu così che cominciò a parlarle con il monaco..

La prima cosa che notò e che non capiva la lingua madre del Katay, il racconto di Shaven era ricco di colpi di scena, raccontato con la calma tipica dei monaci Eiko seppe che era stato abbandonato dalla madre e successivamente recuperato da un monaco, il suo maestro, anche lui originario del Kara-tur, lo scambio fu piacevole e se pur non conoscesse le usanze katay Eiko apprezzò molto la calma che trasmetteva, il suo sorriso sembrava rassicurarla e le parole di commiato anche, dopo la richiesta della ragazza di informazioni per i propri genitori, avrebbe cercato notizie per conto di Eiko, oltre al fatto che poteva tranquillamente fermarsi all'abbazzia di Coven,
così si lasciò alle spalle la figura del monaco, con il suo cappello di paglia, le mani dietro la schiena e il passo di chi cammina leggero nel mondo.

La sua permanenza nella valle era appena iniziata, incontrando molti avventurieri che avevano promesso aiuto, non si era confidata con molti, mentre iniziava le sue prime esperienze in piccoli gruppi, mentalmente ripensò alle figure con cui aveva parlato, direttamente o indirettamente.


Il Mago Kevamros, con il suo atteggiamento ambiguo che Eiko non riusciva a cogliere, temeva il Wu-jen, era stato gentile ma anche sgarbato, le aveva fatto diversi scherzi, che avevano spaventato la giovane e nello stesso tempo alternava continuamente atteggiamenti profondamente diversi, le aveva promesso che un giorno avrebbe usato i suoi poteri per aiutarla, il rispetto verso questa figura così strana era dovuto in parte alla paura e in parte alla consapevolezza che forse non era così male.






[Immagine: images?q=tbn:ANd9GcSWMYIalb4CreZ-HgCl8G5...2pn1ZvOjgN]



Lana, la prima che le aveva rivolto la parola nelle valli, era arrivata nella città principale, bagnata e stanca si era fermata alla locanda, lì un gruppetto di avventurieri mangiava e beveva allegramente, Eiko era nell'angolo sola, in effetti doveva apparire molto spaesata e avendo speso quasi tutte le monete anche affamata, l'elfa l'aveva chiamata, offerto da bere insieme ad altri e ridendo e scherzando la portò prima in esplorazione e poi a casa propria, di fatto cominciò a prendersi cura di Eiko, questa fu una grande dimostrazione del tocco di Hsing Yong dio della fortuna che qui veneravano nella sua parte femminile Tymora, probabilmente la piccola Katayta doveva la vita alla strana elfa, la sua pelle infatti era bianca come la neve e i capelli argenteei, oltre all'aspetto che agli occhi di Eiko appariva quasi eterea aveva un carattere estroverso e allegro alternando battute davvero spinte e momenti seri, era mutevole ma già la ragazza orientale sentiva di volerle molto bene, naturalmente le raccontò tutto e lei promise il suo aiuto.


[Immagine: 572197_1475833674_33240607_n.jpg]

Derek, campione di Tymora, scanzonato e affabile e compagno dell'elfa Lana, vivendo nella stessa casa Eiko cominciò ad apprezzare le parole bonarie e il senso dell'umorismo di Derek, abile guerriero anche lui promise aiuto alla ragazza, sapere di poter contare insieme a lana della loro protezione tranquillizzò molto Eiko, facendola sentire più sicura e diminuendo il disagio che provava in quel posto straniero.


[Immagine: paladin_by_shroedinger-d4j6m52.jpg]



Isaac, inizialmente Eiko pensava sapesse qualcosa dei propri genitori, conosceva la sua cultura e ne era affascinato, aveva già trattato con gente del Katay e questo incuriosiva molto la ragazza, nonostante il suo aspetto inizialmente aveva intimorito la ragazza cambiò molto presto quando mangiò i piatti tipici di Kara-tur fatti dal ragazzo, chiedendo informazioni il ragazzo probabilmente capì che tipo di ricerca stava facendo Eiko e il suo viaggiare molto era un possibile aiuto prezioso, infatti sperava che Isaac sentisse notizie nel suo pellegrinare vendendo giocattoli e utensili come pettini e anelli





[Immagine: Restless_Soul__Male_by_butterfrog.jpg]
[i]
Ila, il loro primo incontro era stato decisamente fuori dal comune, il giovane e biondo Ila l'aveva letteralmente inondata di domande, non lo conosceva e di fatto non si fidava ma il suo fascino e i suoi modi avevano in qualche maniera un forte ascendente su Eiko, aveva raccontato tutto, pur non conoscendolo bene e insieme a lui c'era la sua amica Kymiriel e il Calimshita Muqqadim, l'avevano coinvolta in una festa per decidere la più bella della valle e oltre a questo avevano di fatto appreso molte informazioni su di lei, ancora oggi Eiko si chiedeva se poteva fidarsi di Ila, ogni volta che lo guardava non sapeva guardare oltre la sua bellezza e i suoi modi.. probabilmente la ragazza sperava nel suo aiuto nonostante qualcosa la turbava in quell'uomo, l'elfa dai modi mutevoli era molto simpatica e anche lei aveva udito la sua storia, ma che gli desse peso era un'altra storia, Muqqadim sempre gentile pareva interessarsi ma non sapeva bene quanto.. possibili alleati che si aggiungevano alla lista.
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  [Darylia Dennin] Pensieri quadrimensionali - manca pag 3
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:25 - Forum: Memorie del Passato - Risposte (1)

08-01-2015, 19:08

[Immagine: the_artifact_of_fate_by_lulebel-d6l6oxi.jpg]

"Ti insegnerò i misteri dell'Arte Arcana in funzione dell'Arte Marziale secondo i dettami della Gran Maestra della Scacchiera"


Così fu ed ereditai dal mio patrigno un posto nella compagnia d'arme degli Scudi di Ferro. Cominciai qui a far pratica supportando i combattenti con la magia agli ordini del comandante, anch'egli devoto al Cavaliere Rosso. Nessuna battaglia veniva intrapresa senza un'accurata pianificazione strategica, ognuno di noi era una pedina della grande scacchiera, le cui mosse erano preventivamente elaborate secondo un piano ben definito. Operavo al centro del gruppo, posizione che conferiva la massima sicurezza e al contempo teneva sotto il mio raggio d'azione il maggior numero di soldati. Posizione di vantaggio che non fu sufficiente a salvarmi il giorno della disfatta. Quando la torre intorno a me cadde, caddi anch'io ma a quanto pare, non morii.
Seguii quell'uomo fin qui nelle Valli, in cerca di nuove opportunità e di poter rifarmi un giorno un nome. Sono entrata nella Scuola di Magia Amanyth per affinare e mettere a disposizione le mie doti. Ho conosciuto persone, molte persone più o meno degne di nota, persone cui non affideresti un crino d'asino capaci di stupire quando conta davvero, persone ammirevoli ma all'occorrenza affidabili quanto uno sbuffo di polvere in aria. Ho contribuito a fondare la compagnia mercenaria dei Manti Scarlatti e seguo ancora quell'uomo nuovamente come comandante. Come a voler saldare il mio debito lo seguo ad ogni occasione, esplorando queste nuove terre, cercando i materiali necessari a lui per forgiare le sue armi ed a me per le sperimentazioni magiche.


[Immagine: fire_magic_circle_by_Xyee.jpg]

Uso la mia magia per supportare i Manti in combattimento limitandomi a pochi attacchi, ma in seconda linea ho il vantaggio di poter osservare in sicurezza l'avversario. Capire qual'è la sua forza e quali i punti deboli per sfruttarli a nostro vantaggio. E' così che so quali parole usare quando sfioro le loro lame per renderle corrosive, fulminanti o infuocate a seconda del nemico da affrontare. Ma quel potere non dura mai più di uno scontro per quanto vittorioso. Il suo potere si consuma e svanisce come neve al sole... le loro armi tornavano ai miei occhi come nude.... forti delle qualità alchemiche dei metalli con cui sono forgiate, con sempre maggior maestria, certo, ma solo metallo. Nudo metallo.
Ho impiegato tempo e molte risorse, giornate passate tra il caldo opprimente della forgia e il freddo studio teorico di quei vecchi volumi, rinvenuti durante le nostre esplorazioni abbandonati in una grotta tra muffa e marciume. Avevo messo da parte ogni altro studio, ignorato richieste e distrazioni per dedicarmi solo a quello. Poi finalmente ha iniziato a funzionare. Forse il materiale che avevo raffinato era migliore, le pietre più pure, le quantità più precise. L'ultimo incanto che avevo pronunciato su di una spada aveva preso forma, la lama aveva brillato per un singolo istante ma il potere che vi avevo conferito, era rimasto. Lavorai ulteriormente su quella lama rendendola corrosiva e ustionante, finchè il metallo sembrò non poter sopportare ulteriori incanti senza danneggiarsi. Sfinita terminai imprimendo su di essa la runa della Famiglia Dennin.




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CACCIA SELVAGGIA

http://www.raccontidellevalli.eu/forum/showthread.php?tid=2924
[Immagine: image.jpg]


Io non credo che si possa impedire in qualche modo. E' al di là delle nostre possibilità come mortali... bisogna solo provare a sopravvivere.


Fu vero, neanche gli sforzi congiunti delle compagnie della Stella e dei Manti fu sufficiente per impedirla. Io fui tra le prede e vittime nel momento stesso in cui scelsi di seguire i compagni soggiogati all'interno del portale. Non sapevo che in ogni caso loro avrebbero guadagnato l'uscita, non poteva saperlo neanche Garlak ordinando di non entrare nel portale. Fu dunque un caso o gli ordini necessariamente devono essere rispettati anche contro ogni logica? Non so dirlo... Sono una maga, mi affido alla ragione o al massimo al mio istinto ma non posso affidarmi al caso contro ogni logica.
Valutando a posteriori la battaglia, posso ritenerla comunque una vittoria. Ringrazio chi ha soccorso noi e gli altri caduti fuori dai portali evitando ogni perdita tra le nostre fila. Il contrario non si può dire per quelle dannate creature della Corte fatata nascosta. La loro caccia centenaria è stata pagata a caro prezzo, per questo fu importante accendere la pira dei loro corpi nonostante la pioggia battente. Non di meno dubito fortemente che potrò mai dimenticare una simile esperienza, terrificante... ma... istruttiva.
Per la prima volta in queste terre ebbi modo di ideare una strategia per una vera battaglia. Seguendo i preziosi insegnamenti di Kevamros il piano era piuttosto semplice: bloccare il nemico a ridosso del portale attraverso incanti di Unto e intricate Ragnatele magiche, poi batterlo ripetutamente con Palle di fuoco e qualunque altra magia atta a colpire la zona massivamente. Creare un "muro" difensivo formato dai combattenti in mischia, a protezione degli arcanisti e sacerdoti, atto a stroncare in mischia man mano gli avversari che si liberavano dalla morsa magica.
In seconda linea dovevamo principalmente mantenere attive le protezioni ed occuparci di eventuali arcieri o arcanisti e sacerdoti in grado di colpire a distanza. Purtroppo alcuni di questi si rivelarono particolarmente ostici ma il problema maggiore fu dato dall'avvistamento del lupo, che soggiogò la maggior parte dei miei compagni, costringendomi a scegliere tra soccorrere subito i caduti o salvare chi ancora non lo era. La scelta fu piuttosto logica per quanto, ora so, errata.

[Immagine: depositphotos_111492350-Vector-magic-gol...-trail.jpg]


Gabriel fu l'unica nostra perdita, seppur "nostra" probabilmente non si può dire poiché egli non apparteneva alla nostra epoca. Aveva scelto di non tornare tra i vivi piuttosto che adattarsi a crearsi una nuova vita ed io rispetto la sua scelta. Fu di parola e lasciò a noi come ricompensa il suo equipaggiamento. Esaminandolo ero amareggiata di come un mago così dotato avesse perso tutto per una fuga d'amore in una notte d'inverno tempestosa. La sua storia, su cui avevo tanto indagato, mi aveva profondamente colpita.
Seppur in forma minore, anche io avevo potuto assaggiare la follia dei berretti rossi. Il loro odio per noi maghi tale da renderci oggetto del loro divertimento, costringerci a combattere per la vita... ma io non ero sola in tale circostanza, non pagai il suo stesso prezzo. Ma soprattutto io avevo scelto di non interessarmi ad alcun uomo in quanto tale. Non desideravo corteggiamenti, non cercavo l'amore, poiché le passioni potevano portare alla rovina. Era il modo migliore per perdere il senno e compiere scelte illogiche e distruttive.
Anche per questo ci tenevo particolarmente a tenere con me la sua fascia dorata magica. Per onorare ed in qualche modo celebrare il suo coraggio e la sua battaglia, come ammonimento per non cedere alle passioni. Preferii tenere per me questi pensieri trattandosi della mia vita privata. Dovendo accordarci sulla spartizione di tal bottino, espressi agli altri il mio desiderio per tale oggetto esponendo esclusivamente le altre ragioni, di carattere puramente meritocratico. Non mi aspettavo fossero accettate o condivise in quanto anche a Tya era ovviamente utile un simile oggetto, ma a quanto pare, mi fu concesso. Per gratitudine avevo intenzione di procurarmi un diamante e commissionare a Kevamros un oggetto simile da donarle, purtroppo però recentemente si è allontanata dai Manti e non so se avrò più modo di farlo.


25-02-2015, 13:09

SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA.

[Immagine: P200902100832021429810367.jpg]

La realtà dei fatti è che viviamo in un mondo violento e di conseguenza non possiamo comportarci diversamente. Così anche oggi, qui a Myth Drennor, l'unico modo per mantenere la pace è preparare la guerra che ci piaccia o meno. Lasciando ad altri tutte le disquisizioni puramente morali sugli innegabili orrori della guerra, io la considero comunque come elemento necessario per la pace poiché l'armonia e la stabilità del mondo si basano sull'equilibrio degli opposti senza i quali neppure esisterebbero gli esseri.
È pura illusione pensare ad una condizione umana vissuta in un'eterna pace, questa c'è perché vi è anche la guerra: come non esiste il bene senza il male, non esiste pace senza guerra. E' dunque impensabile che la società possa vivere in pace sempre e comunque, ignorando la guerra in quanto fatto privato ed esterno all'amministrazione politica. Solo così è possibile avere il tempo necessario allo sviluppo della civiltà il cui metro è dato dalle arti estetiche e dallo studio alchemico, teologico, arcano, etc Al contrario i guerrafondai più estremisti sono convinti che ci sia sempre una guerra anche nella pace, seppur non dichiarata. Credono in questo eterno antagonismo tra regni diversi, semplicemente perché essi sono, pertanto le città devono essere amministrate e organizzate al solo scopo di vincere sulle altre. Vita pubblica e privata devono essere solo ed esclusivamente in funzione della guerra e null'altro ha valore.
Io invece ritengo che tutte le visioni che si basano sull'unicità (della guerra o della pace) porteranno inevitabilmente alla rovina, poiché non si può ignorare la realtà in cui coesistono. In tempi di pace occorre preparare la società alla guerra, poichè la guerra è uno strumento per la pace e la pace è uno strumento per la guerra: come tali non vanno condannati ma usati. Come?

[Immagine: angel,battle,creature,dark,devil,game-6d...ee75_h.jpg]


In tempi di pace il gioco, il festeggiamento, il riposo sono elementi necessari per rafforzare il proprio spirito. Il giusto svago non può avvilire corpo e mente con una sbornia distruttiva ma deve esaltarli e svilupparli per una soddisfazione concreta.I tornei, gare, gli scacchi permettono proprio l'utilizzo delle proprie abilità senza neanche basarsi sul caso fortuito. Sono il modo più piacevole per preparasi alla guerra in tempo di pace, uniti ovviamente agli addestramenti, studi, sviluppo delle risorse.
Il significato metafisico della guerra vuole che solo lo scontro può creare un ordine sociale dove i deboli sono sconfitti dai forti, unici degni vincitori dell'ordine razionale. L'idea che la guerra possa generare una società gerarchicamente ordinata è però solo una possibilità, irrealizzabile senza un adeguata strategia e pianificazione, che peraltro deve contemplare anche la ritirata. Ma per garantire la pace, occorre considerare anche il POI. 
Quando viene eliminato l'unico collante in grado di unire gli elementi più disparati e discordanti: il comune nemico. Tolto il denominatore, la guerra può perpetrarsi tra gli stessi vincitori portando al caos ed impedendo la creazione di questo ordine senza un ulteriore conflitto. Come un serpente che si mangia la coda, senza l'organizzazione razionale, non è possibile ottenere la pace neanche con la guerra... figuriamoci l'ordine tanto amato dal mio comandante.
Possiamo dunque arrogarci il diritto di condannare a morte un'altro essere vivente? No, se non vogliamo peccare di ignoranza. L'unica legge suprema è quella che riconduce ogni cosa al suo equilibrio, il baricentro, che genera un mutamento atto a trasformare il caos in ordine e l'ordine in caos. Tutto ciò che apparentemente è immobile, ruota in quest'unica direzione. Non si tratta dunque di diritto ma necessità: si fa ciò che si deve coi mezzi necessari. Sopravvivenza non vuol dire che l'uomo sia bestia che sbrana gli altri uomini, poichè vive in una società razionale dove acquisisce coscienza della propria forza e delle proprie possibilità. La guerra promuove il cambiamento e lo sviluppo progressivo della storia: la fiaccola della civiltà conquistata con la guerra passerà quindi da un popolo ad un altro migliore di lui. In questa altalena potremmo giungere cinicamente ad una conclusione: solo i morti hanno visto la fine della guerra.


14-05-2015, 12:32
Biblioteca e Scuola di Magia Amanyth

La guerra al momento sembra finita, ma non vi abbiamo combattuto dopo Shadowdale, perchè sono stata richiamata dal Rettore per occuparmi prima di un... piccolissimo guaio in cui mi sono cacciata dando un mio capello ad un giovane drago rosso. I suoi ordini sono stati chiari: massima priorità alla questione. La costrizione che mi ha imposto altrettanto chiara: obbedire agli ordini di Kevamros per ciò che concerne questioni magiche. Per l'occasione, anche il mio caro tutore ha prontamente preso un mio capello.

Ora la questione è risolta ma tornando dal Maestro non sono stata liberata subito. Ha approvato come ho agito ai Tumuli durante la ricerca del necromante Jhar'un. Sta bene anche come abbiamo risolto la questione: eliminato il drago, dato asilo alle anime di Miriam in un posto sicuro, distrutto il semipiano (Kev), ottenendo entrambi peraltro come gratitudine una pergamena di Teletrasporto.. una magia di grande utilità ma che fin'ora nessuno di noi, a parte Marcus, aveva saputo praticare. Custodisco gelosamente questo scritto in attesa di essere in grado di comprenderne la complessità della formula ed eseguirlo correttamente. Possibilmente senza finire su un'albero.
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[Quest Dm Bygul http://www.raccontidellevalli.eu/forum/s...p?tid=3488]

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Il Maestro ha deciso di mantenere la costrizione ancora per un po', così che io impari meglio la lezione. Ha sottolineato come la libertà di scelta fosse ancora mia, ma che le conseguenze sarebbero state piuttosto dolorose fino ad avvenuta obbedienza. Forse l'insegnamento consiste proprio nel valutare e considerare sempre ogni mia singola azione, con maggiore lucidità e umiltà, senza lasciarmi prendere dall'orgoglio o la brama di un potere sempre maggiore. Del resto noi maghi, padroneggiamo l'Arte, non il contrario. Ora che le mie doti magiche sono aumentate devo imparare a mantenere il mio equilibrio, la giusta misura, tra necessità e desiderio. E' stato facile fin'ora considerare la Magia per quella che è: un mezzo atto ad uno scopo. Un mezzo che può essere estremamente potente e pericoloso. Un mezzo che potrebbe diventare scopo abusandone... A chi non piacciono potere e controllo?

Inoltre il Maestro mi ha caldamente consigliato di ascoltare maggiormente Garlak se non voglio finir male. Di solito tutti vedendoci in coppia si fermano a frivole considerazioni sessuali o sentimentali, egli deve aver invece compreso le ragioni che vi sono dietro... e che la sua richiesta mi rammentano. Nessuno mi costrinse a seguirlo quando andò via dal Cormyr, fu una mia scelta come sua fu la scelta di salvarmi quel giorno al fronte mentre sacrificava altri. A lui serviva una maga, a me un guerriero. Mia la logica dell'intuito e dell'arcano e l'innata curiosità, sua la legge della spada e del distacco razionale e la saggia prudenza. Non c'è mai stato altro, non si è mai posto su un trono nei miei riguardi anzi.. non mi pare di aver ricevuto mai ordini diversi dal fare ciò che va fatto esattamente come va fatto. Ed è qualcosa che fa a sua volta nei miei riguardi. Tutto li.
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Oltre a sopportare quell'uomo estremamente noioso, talvolta desidero un riferimento, una guida per quanto riguarda le questioni magiche. A tal proposito non mi pesava troppo la costrizione, poichè imponeva anche a Kevamros di farmi da tutore che lo volesse o meno... ma ora non era più mio desiderio. Di lui ammiro sempre le grandi capacità, la furbizia, il fascino, la schiettezza e l'umorismo. Non è uno da perder troppo tempo in formalità e teoremi astratti, è uno che agisce. Ingenuamente però ritenevo anche fosse una persona tutta d'un pezzo. Dalle decisioni ferme, uno che non guarda in faccia nessuno, non uno in balia dei capricci di elfe a caso.

Il fatto in sé non era estremo ed io  ero stata ingenua all'inverosimile dando per scontate troppe cose come il rispetto e la correttezza. Diedi la mia partecipazione per una spedizione di studio e, già che servivano uomini d'arme e non vi erano limiti di partecipanti, osai esprimere intenzione di portare Garlak con me. Cosa che immediatamente accordai parlandone faccia a faccia con lui e Kevamros. In tutta la biblioteca, solo Lana ebbe da ridire in merito e mi limitai a scriverle come ero rimasta in accordi prima, lui era con me. Erroneamente diedi per scontato sapesse del consenso già avuto Kevamros... stanno sotto lo stesso tetto voglio dire...

Arrivare a deridermi con una confidenza che mai le ho dato, battere i piedi stizzita, proporre ed escludere Derek tutto da sola incolpando me... Che sia un tantino esagerato? Portare Garlak era un mio desiderio non certo un ordine di qualcuno, si poteva benissimo parlarne faccia a faccia con la dovuta calma, rispetto e argomentazioni logiche. Passo all'Opale ogni giorno... Non me lo aspettavo da un'elfa di tanto buon gusto e tanta esperienza. Ancora meno da un uomo tanto intelligente che, affermando di non essere al comando di Garlak (?), effettivamente mostra come si faccia comandare a cagnolino da Lana. Ad ogni modo non ho particolare rancore verso Lana, poiché penso che alla fine si tratti di un'incomprensione di toni per cui effettivamente potrebbe spiacermi, ma nei confronti di Kevamros ho perso ogni fiducia perchè farsi influenzare così vilmente è da deboli.

04-01-2016, 22:17
[Q Atermis Ignem - http://www.raccontidellevalli.eu/forum/s...p?tid=4098]


18 Marphenot Foglie Cadute - 1377, l'Anno dell'Ossessione


Perché ti chiamai Luna? Eri più piccola della mia mano, tutta nera come una notte buia con quegli occhietti così sporchi che neanche li aprivi, miagolavi affamata e i tuoi dentini brillavano come piccole stelle. Ti chiamai Luna per completarti e ti nascosi li nel mio armadio, già traboccante dei fin troppi vestiti e balocchi che si danno ad una bambina adottata. Come me eri una piccola orfana ed io volevo darti una casa ed una famiglia. Di nascosto ti portavo il latte della mia colazione, dividevo con te la mia carne e il formaggio ma le verdure no, quelle neanche tu te le mangiavi. Il mio Patrigno e Maestro probabilmente già sapeva della tua presenza nella mia camera, quando ruzzolasti fuori dall'armadio in una intrepida lotta all'ultimo sangue contro il mio più bel vestito di tulle rosso. Rotolasti proprio li fin contro i suoi mocassini, mentre io sbiancavo e tu sorpresa e curiosa ti fermasti a guardarlo. Baldanzosa e irriverente lo salutasti con un sonoro mao, ed io dovetti rassettare tutta la biblioteca quel giorno per punizione. Poi mi fu permesso di tenerti ad una condizione, dovevi essere il mio Famiglio... neanche sapevo cosa volesse dire al tempo, finché non sentii per la prima volta i nostri cuori battere all'unisono.


[Immagine: 179990790.jpg]

Ed ora dove sei? Che cosa ho fatto... perché l'hai fatto? Non eri tu il sacrificio che avevo programmato di fare e per cui mi ero preparata. Avevo chiamato tutti in Biblioteca perché ognuno ponderasse per se stesso un'adeguata scaletta graduata di sacrifici da compiere uno alla volta senza essere costretti a strafare necessariamente, cadendo nel "gioco" dell'efreeti. Impossibile quantificare la loro preziosità ma vedendo le loro reazioni, la mia scelta divenne chiara. Con una sorta di risentimento custodivano ancora gelosamente il diritto di un possesso su un qualcosa che non era più loro, come se qualcuno potesse rubarlo loro solo a parlandone, come se i miei intenti fossero dettati da egoismo più che razionalità. Qualcuno pareva addirittura sentirsi un eroe per quanto stava compiendo. I loro sentimenti erano del tutto comprensibili e di certo non li biasimavo poiché perdevamo tutti qualcosa di prezioso.. ma era anche un chiaro segno che non erano tutti pronti ad accettare una vera perdita. Una rinuncia umile e serena di dare tutto in ogni caso, fregandosene se era troppo, nulla è mai troppo per chi si ama. Anche se in questo modo avrei fatto proprio ciò che volevo evitare in tutti i modi, capii che dovevo farlo. Non potevo rischiare, il mio sacrificio anche da solo doveva bastare almeno per Garlak.
Vi era una sola regola certa su cui basarmi per quantificare tale scelta: lo scambio equivalente. La base di tutta l'Alchimia si fonda sulla regola per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma mantenendo il suo equilibrio. Dunque si trattava di dare una vita per averne salva una. Ma io ero un'orfana, il mio patrigno malato non aveva altri figli o parenti, ne io conoscevo altro uomo. Avevo solo Luna e Garlak come pari compagni. Te lo dissi onestamente mentre gli altri cominciavano a scendere per richiamare il genio. Ti chiesi di farlo per noi e tu ti sei ritratta, amareggiata e delusa. Ti accarezzai per rassicurarti che non eri obbligata, non ti avrei mai cacciata e rinnegata per un rifiuto. Nemmeno un istante ti sentii dubitare se per lui ne sarebbe valsa la pena. Non hai mai mostrato grande affetto per lui ma forse ne vedevi l'importanza per me. Eri così triste quando accettasti di farlo, soltanto per me, perché non rimanessi sola. Il cuore mi salì in gola pieno di gratitudine e dolore e ti sciolsi dal nastro rosso che adornava il tuo piccolo collo. Ti accarezzai un'ultima volta mentre Garlak mi richiamava. Era l'ora.


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Fissavo le fiamme che ti avrebbero portata via da me per sempre, stringendoti con forza tra le braccia, mi avvicinavo lenta e titubante. Non volevo farlo. Arrivata a pochi passi mi fermai per compiere il sacrificio più grande, ma esitai persuasa quasi ad entrare con te tra le fiamme. Ti stringevo al petto, i nostri cuori ancora uniti battevano all'impazzata per la paura. Sentii il tuo fremito lungo la schiena e allargai le braccia sperando che fuggisti via lontano tutto questo. Invece mi sei rimasta fedele e capendo che non ce l'avrei fatta sei saltata tu via da me, verso la più atroce delle morti per amor mio. Compresi allora uno delle più grandi lezioni del mio Patrigno e Maestro. Parole incomprensibile per me prima d'ora: era più facile sacrificare la propria vita che quella di chi si ama.
Mi sentivo un mostro e mi voltai per non vedere come le fiamme della Fontana eterna ti consumassero inesorabili. Ma non potevo ne volevo evitare in alcun modo di sentire tutto il tuo tormento, il tuo terrore e la sofferenza così forti da farmi quasi impazzire. Sentivo il tuo morbido e minuto corpicino come fosse il mio, impotente mentre le fiamme più ardenti lo divoravano. Si consumava lentamente nutrendole della tua stessa preziosa vita fino a spegnerla nel silenzio. Senza lasciar nulla al suo posto se non un grande vuoto incolmabile. Per un tempo che mi parve eterno non c'era più niente e nessuno intorno a me, neanche il calore, non sentivo ne vedevo più nulla. Tutto ciò a cui riuscivo a pensare in quel silenzio rimbombante era perché mai ti avessi chiamata Luna.


Darylia
04-01-2016, 22:21
4 Ukthar La decomposizione - 1377, l'Anno dell'Ossessione

Una gatta incinta che cerca un posto per dare alla luce i suoi cuccioli non è strano. Anche che tra i cuccioli ne nasca uno diverso e venga rifiutato dalla madre fa parte della natura. Non si tratta di crudeltà in quanto viene salvaguardata la salute del resto della prole allontanando un cucciolo più debole, malato, destinato alla morte. Sacrificarne uno per salvarne sei. Ciò che fa veramente tanto strano è vedere questo puccioso batufollo rosso miagolare tra le braccia di Alister. Ma proprio tanto...

Si era reso conto che quel gattino neonato era molto caldo, troppo. Lo portammo in locanda facendoci dare l'occorrente per accudirlo. Non accettava di essere toccato da altri, stava li in mano al cacciatore succhiandomi il dito avidamente. La pozione non aveva alcun effetto così riempimmo un guanto di panna e latte, legandolo in cima e bucando la punta di un dito perchè ciucciasse beatamente. Si era così ben sfamato che bastò un massaggino alla pancia affinchè la natura facesse il suo corso. Vedere Alister zuppo di pipì di gatto era un qualcosa di stupendo. Ma proprio tanto...

Non ridevo così da un'eternità ed ora c'era da decidere che farne di questo sgorbietto. Chiarii subito che non avevo alcuna intenzione di rifarmi un famiglio, la sola idea mi appariva sacrilega: nessuno avrebbe preso il posto di Luna. Non sarei caduta vittima del potere demoniaco di quel cucciolo, poi l'ebbi in braccio per alcuni attimi. Dannazione. Vee proponeva di adottarlo, con gran sgomento di Alister e del micetto che in risposta soffiavano uguali. Il rosso soffiò anche a Garlak al mio dirgli di prenderlo in braccio, come se capisse. Ma ben più inquietante era Garlak che mi proponeva di prendere con noi un micetto. Ma proprio tanto... 

Zhes mi aveva dato una comoda pozione per "parlare con gli animali". La bevvi e chiesi al pelosino con chi volesse stare. Mamma rossa. Gli spiegai che sua mamma non lo voleva ma tutti già mi guardavano convinti, ero io. Miagolò che viveva nelle fiamme ed ora la sua casa era qua. Ero allibita, non poteva essere la mia Luna ma nemmeno un caso. In qualche modo la Fontana mi aveva restituito qualcosa, qualcosa che al momento era solo un gatto e ne avrebbe dovute affilare di unghie prima di diventare il mio Famiglio. Ma proprio tante...



[Immagine: gatto_che_ride.jpg]

Ha detto che vuole lo chiami Fuoco perchè è un maschio ed ora che ha un nome è mio davvero. Lui non sa cosa fosse in passato, siamo noi a definire l'etichetta con cui chiamiamo le diverse entità. Ma ribadisce che viveva nel fuoco e ci stava pure bene. Qualunque cosa fosse, uno spirito del fuoco o quant'altro vivesse in quel regno, ora è solo un gatto. Ora. Gli ho chiesto se voleva diventare il mio famiglio, spiegandogli cosa fosse e comportasse per lui. Era cosa buona quindi l'idea gli piaceva ma era presto. Troppo piccolo lui e troppo presto perchè io potessi dare a un'altro il posto di Luna. Avevo ancora il suo nastro rosso legato al polso e sarebbe passato a Fuoco un giorno forse... se dimostrerà di sapermi star dietro con la vita che faccio.
Gli dissi del sogno ma lui non sapeva bene di che parlassi, capii però quanto mi serviva. Era ovvio del resto ma... le cose per se stessi si vedono meglio da fuori, non standoci dentro. Quel sogno che feci era solo per me. Può darsi anche che il cristallo abbia reagito con me, come reagisce con tutte le cose legate agli elementi, per via del legame che ora ho col Fuoco. Semplicemente dovevo accettare il Fuoco come dono senza temerlo.


Una fiamma... rossa come sangue, lucente come il sole si avvicinava da distanze siderali
Io... fluttuavo nel vuoto, di un nero infinito e immenso, priva di protezioni e dei vestiti, inerme.
Mi era davanti, enorme, muovendosi come solo il fuoco sa fare ed io... non potevo fare nulla.
Poi avvicinandosi diminuiva la sua stazza divenendo piccola.. un cuore si, pulsava, ed io la presi.
Avvicinandola per guardarla meglio, ho visto in essa due occhi aprirsi.. due occhi felini.


In onore di ciò che la Fontana mi ha ridato userò il Fuoco per combattere gli auriliti, accompagnando Garlak nella sua guerra contro i servi del gelo. Oltre alle mie magie ho predisposto col fuoco una nuova balestra e presto sarà pronta con un ultimo terzo incanto. Anche Garlak si è dotato di nuove armi ed è in accordi con una genasi per dar loro la caccia sui Picchi del Tuono. Conosco la sua determinazione nel cercarli ed eliminarli fino all'ultimo, non importa quanto tempo ci vorrà, non ha mai avuto fretta la sua furia.
Tuttavia non bandirò le magie del gelo dal mio Grimorio, non distruggerò le vecchie armi dotate di tali incanti. E' altamente improbabile se non impossibile che troveremo tutti gli auriliti ma... se anche ipoteticamente la spada di Garlak arrivasse innanzi all'ultimo di loro, la fermerei. Accetto il Fuoco e lo faccio mio, ma anche il gelo deve continuare ad esistere per contrapporsi ad esso.


04-01-2016, 22:38
[Q Artemis http://www.raccontidellevalli.eu/forum/s...p?tid=4563]

AL COSPETTO DI LORD ILMETH

Puntuale ogni mese scrivevo una fitta lettera per mio padre. In realtà mio patrigno, ormai avanti d'età e malato, ed anche mio primo Maestro d'Arte arcana. Puntualmente rispondeva alle mie lettere incoraggiandomi negli studi, nell'uso di maggior saggezza, instancabili inviti alla prudenza ed a scrivere più spesso, come ogni buon genitore fa quando un figlio si allontana per la sua strada. Sapevo che un giorno la morte l'avrebbe vinto, non era cosa inaspettata per me, ritenendomi ingenuamente preparata al peggio. Pensavo che quel giorno mi sarei congedata da Garlak per tornare alla mia vecchia casa, e passare al suo capezzale gli ultimi giorni di vita che la malattia gli avrebbe concesso. Da buona figlia qual mi credevo.

Successe poi che non ebbi mai risposta alla mia ultima lettera, i demoni minacciavano le nostre stesse esistenze creando scompensi nei piani elementari. Ed io avevo un ruolo chiave con altri per cui non potevo esimermi dal fare il mio dovere. Tardai, quando cercai di mettermi in contatto con mio padre non ebbi risposta, lo specchio da lui stesso datomi per le divinazioni restava scuro. Forse aveva opposto resistenza, forse era su un'altro piano, magari prigioniero in una scatola di piombo, oppure svenuto, forse, forse era morto. E nessuno aveva pensato di avvertire la sua unica figlia. Neppure i cari vecchi compagni degli Scudi di Ferro ebbero il coraggio di dirmi in faccia...

Ancora non ci credevo. Quando tornai a casa, era già la casa di un mercante a me sconosciuto. Mio padre era morto già da un mese, vittima di una febbre che si era alzata all'improvviso. La salma già cremata al tempio di Mystra. Mi fu detto che la domestica aveva consegnato il testamento ai Draghi Purpurei, ma questi, con la scusa dei troppi abitanti ad Arabel, non si erano nemmeno presi la briga di fare indagini più approfondite di un semplice la calligrafia corrisponde. A nessuno parve strano che gli unici eredi universali fossero gli Scudi di Ferro senza alcun riferimento alla figlia.
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Grazie Seregon 

per avermi aiutata a fare di Fuoco il mio famiglio,
per avermi aiutata a decifrare il diario di mio padre,
per avermi dedicato un po' del tuo tempo,
per quanto infinito, in quel tempo mi hai ascoltata.

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Con la confessione appresi che effettivamente Corwin aveva ricevuto visita dal capitano degli Scudi, al quale aveva concesso dei prestiti per la compagnia. Cominciava però a sospettare che ci fosse altro sotto, ma non ebbe tempo e modo per capire. L'ingordigia di quei tre infami li spinse a voler più soldi e senza attendere, "tanto era già malato". Contattarono un sacerdote errante di Talona che si fingeva chierico di una qualche divinità buona, il quale diede loro ottimi salassi per avvelenarlo. Il suo fisico in breve fu indebolito e davvero bastò una finestra aperta per portarlo ad una tragica fine. Completarono l'opera con un falsario cui commissionarono un testamento falso col quale ottennero tutti i suoi beni. Vendettero la magione ad una ricca famiglia locale e coi soldi pagarono il viaggio fino ad Essembra e l'equipaggiamento magico per tutti i loro membri, comprese le nuove reclute.

Ho consegnato ad Arabel la confessione ed ottengo ora risposta finalmente da Lady Rheana Whitewinds dei Draghi Purpurei. E' stata riconosciuta come valida e con le indicazioni fornite hanno catturato il falsario. Chiederanno a Lord Ilmeth consegna degli Scudi detenuti come testimoni al processo. L'eredità ora appartiene a me, ma non ho impugnato l'atto di vendita della casa, tutto ciò che voglio è giustizia per mio padre. Reclamerò i beni degli Scudi ora trattenuti da Lord Ilmeth e li userò come voleva mio padre, per una compagnia degna. Soprattutto, con l'aiuto prezioso di Seregon, voglio portare a termine i suoi studi.

04-01-2016, 22:44
[Q Ozymandias http://www.raccontidellevalli.eu/forum/s...p?tid=4870]

LA MALEDIZIONE DEL SIGNORE DELLE OSSA


[Immagine: calligraphy-35494__180.png]


Tutto cominciò col ritrovo di una piccola mattonella, con una bella lettera G scolpita sul fronte. Non ricordo cosa ci spinse in mezzo le tenebre di quelle antiche cripte elfiche. Una straordinaria avventura per i due piccoli hin che in modo o nell'altro, non resistettero alla tentazione di rimetterla al suo antico posto. Ancora lo stomaco di Merin si accartoccia per il senso di colpa del danno causato, ma chissà che per Cornacchia ne esca una storia da raccontare alla sua nuova bambola. La storia di un uomo che in vita fu un grande generale e si guadagnò un posto d'onore, tra le tombe degli eroi della città di Myth Drannor. O forse dovrei dire un posto maledetto, poichè ancora una volta il cavaliere si stagliava immobile nella penombra in attesa. Nelle orbite vuote ardeva una luce rossastra che penetrava l'anima. Ancora una volta le spoglie scheletriche impugnavano il possente spadone, forgiato con denti di drago e magia. L'antica armatura copriva le sue ossa, su cui un occhio attento poteva scorgere ancora le insegne del fiero casato dei Kolnet, che si estinse cinque secoli or sono, subito dopo l'epoca dei Re Pirati a Westgate.

Impossibile rimuovere la mattonella, vincolata alla cripta dall'oscura magia quale chiave per risvegliarlo, finchè qualcuno non lo avesse sfidato all'ultimo sangue. Solo vincendo avrebbe avuto fine la maledizione del Signore delle Ossa, ma morendo la mattonella si sarebbe dispersa nuovamente nella cripta, in attesa che un altro lo risvegliasse. Nessuno doveva interferire nel combattimento o il cavaliere non sarebbe stato distrutto. Impossibile ritirarsi una volta iniziato, lui lo avrebbe impedito. Ma perchè intraprendere una sfida tanto pericolosa? "Chi mi abbatterà acquisirà parte del mio sapere... della mia perizia in battaglia." Questa era l'offerta promessa dalla sua voce sepolcrale, che ben sapeva come parlare ad un altro comandante. Aggiungendo poi, per invogliare altri, che il vincitore poteva prendersi anche il suo tesoro che fu chiuso nel sarcofago. Garlak stava considerando l'offerta, valutando i rischi e le conseguenze indesiderate. La stanza sepolcrale era avvolta da un'antimagia, qualunque altra forma magica al suo interno era destinata a spegnersi come lo stoppo di una candela tra le dita.


Non avevamo certezza che le sue parole dicessero il vero, al di là che fosse un non morto, non avevo motivo di dubitare e lui non ne aveva per mentire sui termini della maledizione. Impossibile che Garlak prendesse il posto del cavaliere: solo i grandi guerrieri che si macchiavano di colpe non emendabili venivano maledetti dall'antico Signore delle Ossa. Una dannazione non cessata con la morte dello stesso Myrkul, poichè la morte stessa non può certo morire. E dunque quale fu la colpa di Gaurial Kolnet? La sua storia appartiene ad un tempo che fu e la polvere di secoli l'ha ricoperta. Molti suoi tasselli resteranno per sempre custoditi nelle memorie e nelle colpe della sua anima dannata.

Basandomi sulle tracce dettate dalla Spada del Canto di Seregon, avevo cominciato le ricerche. Tra cronache polverose e tomi ammuffiti della biblioteca, scoprii in un vecchio volume la vicenda relativa ad "un cavaliere tra i più nobili della città di Westgate che, seppure non più nel fiore degli anni, giunse nelle Valli dai porti meridionali alla ricerca di..." Un sospiro rassegnato, nel mio constatare la mancanza proprio delle pagine più importanti. "..e così con le sue stesse mani bagnò la pietra dell'alleanza con il sangue dell'amato figlio che rimase esanime tra l'erba. Corse come impazzito in mezzo alla foresta fino a che il Signore delle Ossa lo colse".

Chiaro il riferimento alla Pietra Verticale dell'alleanza tra le Valli. Un monumento in rovina ma ancora pregno in superficie dell'antica magia degli elfi che lo eressero. Un'alleanza che per quel popolo doveva essere percepita in modo più profondo, per loro era innanzitutto un'alleanza col popolo umano. Cosa meglio poteva rappresentare il suo amore per un'elfa? Non l'amore puro che narrano le storielle per bambini, bensì una forma distorta dalla brama di possesso e di conquista. "La più bella delle donne di questo reame... era mia...mia!" Garlak era sconcertato da come un grande militare si fosse fatto malamente distrarre perdendo tutto. Questo era il suo terribile fardello, aver ucciso il proprio figlio che "voleva trattenermi da conquistare ciò che era mio.. che doveva essere mio, riportarmi a Westgate".


Cornacchia era convinta ch'egli meritasse la sua punizione e voleva lasciarlo lì per sempre. Lo capivo ma non potevano semplicemente far crollare l'ingresso della cripta. Se non per lui, per quello che era diventato. Qualcosa di terribile, al di fuori dell'ordine naturale delle cose e che per questo andava distrutto. Il modo per farlo era scritto nella maledizione stessa, anche se Seregon e altri avrebbero preferito un'altra via. Più di tutti sicuramente Marcus fremeva perchè forse distrutto ma non voleva portare i compagni a compiere gesti avventati per avidità. Richard temeva anche le conseguenze di una vittoria, poichè il premio verrebbe dal tocco di un defunto dio della morte, e questo non poteva portare a nulla di buono. Daniel dal canto suo avrebbe accettato di buon grado qualunque decisione di Garlak. Solo sua poteva essere la scelta di rischiare o meno la propria vita, ed egli accettò.

Lo scontrò iniziò e fu subito evidente che sarebbe durato a lungo. Entrambi avevano una tecnica notevole, la guardia alzata e una buona esperienza. Solo che Garlak era mortale e si basava solo su muscoli ed acciaio. Il cavaliere gli era superiore in duello ma non in modo così schiacciante. Poi il campo di antimagia venne meno e Garlak approfittò subito per disporre di tutti i suoi mezzi. Bevve delle pozioni e il suo stesso equipaggiamento riacquistava la magia che gli avevo conferito. Riuscì così a buttarlo a terra più volte e colpirlo ripetutamente fino ad abbatterlo tra il fragore del metallo. Poi un lampo rosso illuminò la sala a giorno abbagliandoci, durò alcuni istanti, in cui la maledizione del Signore delle Ossa si dissolse lasciandoci nel buio e nel silenzio.

10-02-2016, 13:09
[Q Artemis http://www.raccontidellevalli.eu/forum/s...p?tid=4905]

PROCESSO AI TRADITORI I

Per tutta la durata del processo la maga rimane silenziosa, concentrata nel reprimere le proprie emozioni, per rispondere in modo chiaro attenendosi ai fatti il più possibile.. se possibile.

Cosa vi aveva condotto a sospettare che vi fosse una spia?

Durante la missione per la cattura di Kragz, sono trapelate informazioni precise e riservate di cui solo noi e gli Scudi di Ferro eravamo a conoscenza. E' stato fatto crollare l'ingresso della grotta nel momento più opportuno, vanificando il piano di cattura e rendendo evidente la presenza di una spia. 


Cosa vi ha portato a sospettare dei tre accusati?

La nostra compagnia contava pochissimi membri al tempo, impossibile un tradimento interno, e se la spia non era tra le nostre o vostre fila, per esclusione restavano solo gli Scudi di Ferro. Successivamente mentre segretamente, per conto di Lord Ilmeth, controllavamo i prigionieri del clan, vi è stata una violazione possibile solo attraverso mezzi magici. E' stato notato un furetto rosicchiare le briglie dei cavalli, spingendo lo stalliere inavvertitamente ad aprire la porta al traditore per cambiarle. Si trattava di un famiglio posseduto solo da due maghi in zona: Josh Dromer e Coria Giner, nostra sottoposta che  effettivamente al momento non era in zona. Il giorno dopo il carro coi prigionieri e la sua scorta è stato attaccato da un gruppo di cultisti "anziani". Queste persone difficilmente operano lasciando testimoni ed avevano tempo e mezzi per un'azione pulita. Eppure sono sopravvissuti cinque membri degli Scudi tra cui Lann e Dromer.

Dopo una breve pausa la maga prosegue.

Devo aggiungere che personalmente già sospettavo della loro dubbia morale a causa dell'omicidio di mio padre. Ma al tempo non avevo prove riguardo per presentarli al Lord come mercenari senza onore e fedeli solo al denaro. Da parte mia vi era inizialmente coinvolgimento personale, ma perpetrando i loro crimini qui ad Essembra sono stati smascherati in modo inconfutabile dallo stesso Lord Ilmeth, non da me.

Finendo la frase, la maga china leggermente il capo verso il lord in segno di rispetto.

Che prove avete raccolto della loro colpevolezza?

Lord Ilmeth stesso li ha portati allo scoperto, eliminando ogni ombra di dubbio sul loro tradimento e permettendone l'arresto. Ha ordinato a noi Manti Scarlatti di occuparci della sicurezza di un carico di arrivo da Myth Drannor, così da allontanarci dai giochi, mentre agli Scudi dava in carico una scorta. Anche stavolta la carovana è stata assaltata ma, con loro sorpresa, essa conteneva altri uomini pronti a catturarli. Richiamati dal Lord ci siamo uniti alla difesa di Essembra, sotto attacco disperato degli hobgoblin, fino alla morte Kragz. Infine abbiamo provveduto al loro primo interrogatorio ottenendo la confessione sincera di ogni crimine qui e nel Cormyr, in cambio avremmo intercesso presso il lord affinché considerasse pene diverse dalla morte, senza ovviamente garantire la loro salvezza. Tale confessione è stata confermata valida anche dai Draghi Purpurei per quanto riguarda l'omicidio e falso testamento.

Nella vostra opinione e secondo la vostra coscienza e conoscenza, che pena raccomandate?

La maga volge lo sguardo verso Ilmeth e risponde meccanicamente.

Secondo conoscenza sconsiglio caldamente l'esilio, in quanto godrebbero di troppa libertà e non possiamo sapere con certezza ai danni di chi stavolta. Secondo coscienza mantengo sempre la parola data, pertanto, in via del tutto eccezionale, raccomandando per loro l'ergastolo definitivo.


Fa poi un profondo respiro spostando sul sguardo sull'udienza uno sguardo glaciale. 

Secondo la mia opinione ed esperienza personale ogni nemico delle valli deve essere controllato strettamente... o eliminato.

Ritenete che il loro crimine qui possa essere conseguenza di altri crimini commessi altrove? E se sì, ritenete che ciò aggravi la loro posizione?

Colta alla sprovvista, la maga si sofferma un istante sugli occhi del suo interlocutore, poi risponde tranquillamente ma di nuovo volge lo sguardo verso Lord Ilmeth.

Si, ho riflettuto a lungo su questo punto. Portando il mio patrigno alla morte e falsificandone il testamento hanno ottenuto i soldi necessari per ampliare le loro fila ed dotarle di armi e armature magiche. Dopo il loro fallimento nel Cormyr come mercenari, pur giungendo a Battledale, non sarebbero stati considerati da Lord Ilmeth senza tali mezzi a disposizione. Qui avrebbero potuto rifarsi una vita e un nome agli ordini del Lord, accontentandosi di quanto già ottenuto indebitamente. Invece hanno scelto di macchiarsi anche di tradimento per pura ingordigia. Mi pare evidente come questo in senso si aggravi la loro posizione e non di poco, in quanto Lord Ilmeth ha dei doveri verso l'intera Essembra, non solo verso i singoli individui come me.



10-02-2016, 13:18
PROCESSO AI TRADITORI II

Fu più difficile per la maga mantenere la stessa freddezza nel rispondere alle domande di Lord Daeron Cormaeril riguardo l'accusa di omicidio.

In che rapporti erano gli imputati con Corwin Dennin?

Da giovane, il mio patrigno faceva parte degli Scudi di Ferro in qualità di arcanista. Col passare degli anni la malattia lo costrinse a ritirarsi, potendo vivere comunque egregiamente con le modeste ricchezze che si era guadagnato in vita. Al tempo presi inizialmente io il suo posto e, dopo il mio trasferimento, restò Josh Dromer il mago capo della compagnia. Il mio patrigno era rimasto con loro in buoni rapporti, tanto da non negar loro prestiti di denaro quando vennero da lui a chiederne nel momento del bisogno.

Come hanno agito per cagionarne la morte e come siete venuti a conoscenza di tali informazioni?

Il mio patrigno era malato già da diverso tempo ed ero in regolare contatto epistolare con lui, finchè ho smesso di ricevere sue notizie. Tornando ad Arabel ho trovato la nostra magione già venduta regolarmente a terzi, i quali molto gentilmente mi hanno informata del suo decesso avvenuto già diverso tempo addietro. Andrai presso la caserma dei Draghi Purpurei i quali mi informarono che le cause della morte erano state ritenute il "naturale corso della malattia", ed il corpo già cremato. Nel testamento stranamente citava i tre capi degli Scudi di Ferro quali unici eredi. Ritenendo la cosa decisamente sospetta ho chiesto alle autorità di aprire un'indagine, ma gli Scudi di Ferro avevano fallito come mercenari nel Cormyr e, grazie ai soldi dell'eredità, si erano trasferiti ad Essembra per ricominciare, allargando la compagnia dotandola di equipaggiamento magico. Tornando a Essembra le nostre due compagnie erano state scelte entrambe da Lord Ilmeth per svolgere determinate missioni ai suoi ordini. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con loro e cercare di far chiarezza.
Naturalmente loro inizialmente non hanno mai ammesso di aver causato appositamente la morte del mio patrigno, sostenendo che l'eredità fosse un semplice colpo di fortuna. Nel suo diario cifrato, il mio patrigno scriveva di come Ashar Kennes diverse volte si era recato da lui chiedendo prestiti, lui li concedeva ma sospettava ci fosse altro sotto. Mi accorsi inoltre che mancavano delle pagine nel suo Libro di magie, esattamente le ultime relative ad una ricerca che stava svolgendo nel campo delle illusioni. Pagine che riottenni assieme al rimanente dell'eredità, dopo che Lord Ilmeth sventò il loro tradimento arrestandoli, e loro confessarono tutte le loro colpe, poi riconosciuta valida dai Draghi Purpurei.
Con la confessione appresi che effettivamente Corwin aveva ricevuto visita dal capitano degli Scudi, al quale aveva concesso dei prestiti per la compagnia. Per loro stessa ammissione si resero conto che avrebbero potuto avere più soldi e più in fretta accelerando la sua morte, si arrogarono quindi il diritto di decidere arbitrariamente del suo destino perchè come dissero "tanto era già malato". Presero contatto con un sacerdote errante di Talona che professava sotto falsa identità, il quale gli diede dei salassi per avvelenarlo. Il suo fisico in breve fu indebolito e bastò lasciare una finestra aperta per portarlo ad una fine prematura. Completarono l'opera con un falsario cui commissionarono un testamento fittizio col quale ottennero tutti i suoi beni. Vendettero la magione ad una ricca famiglia locale e, come detto, coi soldi pagarono il viaggio fino ad Essembra e l'equipaggiamento magico per tutti i loro membri, comprese le nuove reclute.


Quali sono le prove a sostegno della loro colpevolezza?

Inizialmente avevo solo dei sospetti dati delle coincidenze un po' troppo fortuite e precise. Sospetti che si rispecchiano anche nel diario del mio patrigno. La prova più schiacciante è senz'altro la loro confessione, ottenuta con l'accordo precedentemente descritto, sotto arresto e interrogandoli per ordine di Lord Ilmeth. Ho consegnato personalmente ad arabel il documento firmato dagli imputati e ne ho ottenuto convalida da Lady Rheana Whitewinds dei Draghi Purpurei, dopo la cattura del falsario.


Darylia a quel punto posa sul banco una copia della confessione e la lettera di Lady Rheana Withewinds.

A che scopo, a vostro avviso, hanno agito? Ritenete, in coscienza, che la gravità del loro comportamento possa trovare attenuanti?

Hanno agito unicamente per denaro, unica cosa a cui evidentemente sono fedeli. Pronti a vendersi al miglior offerente come dimostrato dal tradimento ai danni di Essembra. Anche sacrificando i loro stessi compagni come dimostrato con questo omicidio e con l'attacco alla scorta dei prigionieri del Lord composta da loro composta.


La maga esita un istante prima di proseguire, la sua riluttanza si fa però evidente.

Penso che la gravità del loro comportamento si potrebbe ritenere in minima misura attenuata dalla confessione stessa, in cui vengono fornite anche indicazioni utili per la cattura del falsario. Tuttavia
queste vengono fornite solo quando hanno già perso tutto, nella remota speranza di salvare almeno la vita. Inoltre vi è una componente di recidività in crescendo ovunque si rechino: prima un singolo omicidio, poi causando la morte dei loro compagni e dei prigionieri e quindi il tradimento. Per ragioni di sicurezza questo rende assolutamente necessario negare loro ogni forma di libertà. Questo rende inadeguato l'esilio e sufficiente la detenzione a vita purchè non fuggano. La perdita della vita tuttavia è senz'altro il modo più sicuro di ottenerlo per ovvi motivi. Se poi consideriamo la gravità del tradimento stesso, perde peso ogni attenuante riguardante il solo caso di omicidio.


10-02-2016, 13:53
PROCESSO AI TRADITORI III


"Dopo che tutti ebbero risposto alle domande, toccò ai tre imputati impostare la loro difesa. Ammisero la loro colpevolezza, d'altronde non potevano fare altro vista la confessione in possesso di Darylia, ma negarono fermamente che la loro intenzione fosse il tradimento della valle: volevano rallentare Kragz, questo è vero, ma non gli avrebbero di certo permesso di marciare su Essembra.
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Qualcuno tra il pubblico mormorò: <<Sì, certo, solo perché un lord morto di solito non paga...>> ma fu rapidamente zittito dalle guardie.

I tre sostenevano infatti la tesi che, dei loro cosiddetti "crimini", l'unico ad avere conseguenze fosse stato l'inganno del povero Corwin...e comunque, era già anziano, non si poteva certo accusarli della morte di un giovane nel fiore degli anni o di un bambino. Dopotutto, Kragz era stato sconfitto, e i beni dell'anziano mago erano tornati a Darylia...

La tesi non sembrò convincente a molti, ma d'altra parte, la colpevolezza dei tre era un fatto che nessuno metteva davvero in dubbio. Quella che invece non era ancora chiara era la sentenza: lord Ilmeth si ritirò nelle sue camere per deliberare insieme ai suoi consiglieri..."

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La maga assottigliò lo sguardo alla loro tesi. Come poteva essere "nessuna conseguenza" l'uccisione dei loro stessi uomini? E lo sterminio di un intero clan? La cui unica colpa era l'avere avuto un capo scellerato quale Kragz. Le loro femmine, la loro prole, il popolo innocente non dovrebbe mai pagare il peso di una guerra con la morte. Lord Ilmeth era stato giusto nella sua decisione di risparmiar loro la vita e dargli una possibilità, anche loro abitavano queste terre. Il loro era un tradimento in piena regola, se non avessero fatto il doppio gioco non ci sarebbero state altre vittime innocenti, Kragz sarebbe stato catturato vivo e non avrebbe mai marciato su Essembra. Senza contare che questi tre scellerati, dopo il massacro dei loro stessi uomini, stavano stancando i loro uomini restanti con turni di lavoro prolungati proprio in attesa del famigerato attacco.


Darylia strinse i pugni posati sulle gambe mentre sedeva ascoltando la parte che più le riguardava. Il suo patrigno, per lei da sempre un vero padre, era stato ucciso. Chi erano loro per decidere arbitrariamente la morte prematura di qualcuno solo perchè malato? Solo perchè avanti con gli anni? Spinta da rabbia e forse odio, non poteva fare a meno di desiderare per loro la stessa equa sentenza: morte. Ma fece di tutto per tenere per se tali considerazioni, ripetendosi più volte la sentenza che aveva espresso poch'anzi a mente lucida.


"Secondo la mia opinione ed esperienza personale ogni nemico delle valli deve essere controllato strettamente... o eliminato."


Avrebbe accettato di buon grado una sentenza di morte per loro, così anche la prigione a vita. Ma non sarebbe stata felice di un esilio perchè come disse dava loro ancora troppa libertà. Data la recidività dimostrata era sicura che avrebbero di nuovo causato danni e la morte di altri innocenti. Certo non ad Essembra ma questo poteva bastare al Lord forse, non certo a lei. Confidava nella lungimiranza della corte, ma se queste non li avrebbero fermati, lo avrebbe fatto lei. A costo di seguire le loro tracce fino alla loro prossima mossa falsa, per poi provvedere personalmente in modo definitivo.


12-02-2016, 14:48
PROCESSO AI TRADITORI IV

L'attesa le era parsa interminabile, per quanto avesse di che "distrarsi" tra studi, incontri interessanti e problemi da risolvere. Si concentrava sul completamento della magia di suo padre ormai a buon punto, ma quel punto era un po' morto in quanto le occorreva una magia detta "Suggestione". Aveva chiesto a Tya aiuto in merito per poterla apprendere. Sentiva quel lavoro una strana sensazione di appartenenza, una cosa di famiglia e quindi molto preziosa. Dei Dennin avrebbe portato il nome qualora avrebbe avuto successo.

Intanto vi era la questione del freddo e spesso si recava per vie magiche a Shadowdale per incontrare Seregon. Kevamros voleva portare la questione in biblioteca per lavorare insieme noi maghi, le menti delle Valli. Questo però non sarebbe mai stato possibile con gli screzi tutt'ora in vigore. Lo sapevamo tutti e il continuo puntarsi il dito in merito su chi ha fatto di più o meno.. ormai aveva stancato. Lei avevo dato disponibilità poi, che ci incontrasse o meno, avrebbe fatto comunque la sua parte. Spesso tornava ad Ashbenford per controllare il mutamento della situazione e qui aveva incontrato Nigel Mardon.

Tipo interessante ma ancora doveva tirarne di fendenti prima di essere una prima linea degna di nota. Il suo modo di pensare somigliava molto a quello di Garlak, vuoi per la stessa fede o per l'addestramento di stampo miliziano ricevuto dal padre. Ancora meglio, Nigel era meno estremo probabilmente per via dell'influsso della madre, una stregona a quanto pare. Stava sviluppando una caratteristica piuttosto insolita per un guerriero di tal guisa, il raro dono arcano. Al momento si trattava di trucchetti e magie molto semplici ma, se sviluppati nel modo giusto, questi poteri potevano creare un connubio molto interessante. Non era spaventato dalla cosa, sapeva cosa gli accadeva e cosa significasse per lui e di cosa avesse bisogno: autocontrollo per limitarne la pericolosità, sviluppo per la loro preziosa efficacia.


"Il lord e i suoi consiglieri rimasero a discutere per giorni e giorni. Alla fine, tutti coloro che avevano partecipato al processo vennero convocati nuovamente e fu il lord stesso a prendere la parola: tutti e tre gli imputati sarebbero stati impiccati. Non era una decisione da prendere alla leggera, spiegò il lord, ma l'assoluta mancanza di rimorso e di rispetto per la vita dei tre imputati non aveva reso possibile alcuna altra pena. Sarebbero stati impiccati all'alba del mattino successivo."


Finalmente nella piazza di Essembra era stata annunciata la sentenza. Sul momento non le pareva vero. Sapevamo tutti che un uomo come Ilmeth avrebbe fatto ciò che doveva per la sua gente, ma temevo che non avesse palle per arrivare fino in fondo. Oppure che ciecamente si limitasse a risolvere il problema solo per la sua giurisdizione, buttandoli fuori Essembra. Sarebbe stata una scelta lecita, facile, comoda. Invece il cancelliere aveva effettivamente valutato la questione in ogni suo aspetto ed escluso per loro possibilità di salvezza senza rischiare altre vite. Aveva preso una scelta difficile, spietata, che non tutti accetterebbero solo perchè necessaria.

Così Darylia rimase attonita a sentire quelle parole ed in pochi attimi aveva rivalutato quell'uomo. Non gioiva per la loro morte, per quanto colpevoli fossero. Non si aspettava che anche lui condividesse lo stesso valore per la vita e la consapevolezza non sempre era possibile preservarla. La morte era parte della vita stessa e pertanto ad essa necessaria. Ucciderne pochi per impedire che muoiano tanti altri ancora, non si trattava di punire o vendicare ma di preservare. Perchè allora sorrideva?

Perchè ora poteva lasciarsi la questione alle spalle ed andare avanti. Certa che suo padre sarebbe stato fiero di lei. Fiero delle sue scelte, dei suoi risultati e di saperla parte di una compagnia mercenaria che si stava affermando secondo i principi che le aveva insegnato. Sapeva che il cancelliere non l'aveva fatto per lei, ma ora poteva ritrovare la serenità e gli era grata. Estremamente grata. Tanto che il giorno successivo, al cospetto di Lord Ilmeth, non poté resistere all'impulso di baciarlo.

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  I Manti Scarlatti reclutano
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:24 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

I manifesti vengono affissi nelle principali locande di: Ashabenford, Sharin Freehold, Elven Crossing, Peldan's helm, Shadowdale, Glen, Essembra, Hap.

Citazione: Wrote: Ha scritto:LA COMPAGNIA DEI MANTI SCARLATTI

CERCA UOMINI E DONNE DEDITI ALLA VITA MERCENARIA



E' occasione di unirsi ad una Compagnia mercenaria che ha saputo far riconoscere il proprio valore nelle Valli e da Lord Ilmeth in persona:

  • partecipando attivamente alle guerre contro gli Zhent
  • combattendo al fianco di istituzioni come l'Akh'velahr
  • scongiurando minacce presso Battledale e Mistledale
  • sconfiggendo il Capoguerra Kragz e la sua ordalia alle porte di Essembra
  • risolvendo l'ondata di gelo che ha travolto Mistledale
  • risolvendo la minaccia demoniaca a Mistledale

INSIEME RENDEREMO GRANDE IL NOSTRO NOME NELLE VALLI
PROFESSIONALITÀ' - CORAGGIO - ONORE




Ai nostri membri offriamo:
  • uno stipendio mensile ed una quota delle commissioni di gilda
  • un equipaggiamento base
  • addestramento Militare e Strategico, apprendimento Arti Arcane


Fate pervenire le vostre candidature
Comandante Garlak Sturnn - Arcanista Darylia Dennin - Sacerdotessa Malena Lianarth

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  [Shaven] La via della Cedevolezza
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:22 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

Prologo


"L'uomo nasce molle e debole e muore rigido e duro. Le piante nascono molli e muoiono secche. Per questo il rigido e duro appartiene alla morte, il molle e il debole appartiene alla vita.
Durezza e rigidità sono compagne della morte, morbidezza e flessibilità compagne della vita. Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell'acqua, eppure nel distruggere ciò che è duro e forte, non vi è nulla che riesca a superarla. Un bravo guerriero non è bellicoso. La Via del Cielo è di non lottare e nondimeno saper vincere."

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I Quattro Chuan


[Immagine: 4_chuan_2.jpg]





Il Saggio Insegna ;
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”




Ho lasciato l'Abazia del Covone Dorato seguendo il consiglio del Maestro, mi ha insegnato tutto ciò che doveva ed ora sarà la vita e l'allenamento ad insegnarmi ciò che resta.
Provo un immensa tristezza nel ripensare alla sorte di quella povera donna che abbiamo trovato nel fiume, chi l'ha uccisa è un individuo che non rispetta la vita..mi chiedo come si possa mostrare una cosi tanta oscena crudeltà..uccidere una donna e il suo figlio, chiunque sia stato deve essere fermato prima che distrugga altro.
Ho cercato di ritrovare la serenità nello spirito con la meditazione e l'allenamento, i 4 Chuan rafforzeranno il mio essere.


La Montagna : che rinforza muscoli ed ossa e accentua la capacità di attaccare sfruttando tutta la potenza del corpo.
Le Nuvole:che stimola l'energia interna ed aiuta il corpo ad essere più sensibile,attivo e veloce.
Il Fiume: che abitua all attenzione concentrata, al vigore, alla resistenza ed alla calma mentale tramite la respirazione.

La Fiamma: che abitua alla stabilità, all'equilibrio ed alla determinazione.

Prego Chauntea, che mi aiuti ad affrontare le prove che mi aspettano lungo la via dell'illuminazione.


[i]Breve trattato sul KI
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[Immagine: shaven_KI.jpg]




[i]Il Ki è l’Energia che si manifesta in ogni cosa vivente e non vivente. Nella lingua Comune viene comunemente tradotta come “Energia vitale”. Ogni cosa vivente ha la sua energia; c’è il Ki delle piante, il Ki degli animali e il Ki dell’uomo. Anche ciò che “non è vivente” ha la sua energia che ne tiene insieme l'essenza e le fa manifestare: c’è il Ki del sole, il Ki della terra, il Ki del cielo, dell’acqua, della pietra, dell’aria ecc. Il Ki pulsa anche ad altri livelli, che la nostra razionalità ha collocato in un mondo a parte: sono le illusioni, i pensieri, i sogni. Secondo alcuni saggi, l’Energia Vitale, o Ki, è in realtà, la struttura stessa della persona e la conoscenza del Ki è la conoscenza dell’energia che vibra dentro ognuno di noi.
Una buona vibrazione energetica in armonia corrisponde ad una corretta circolazione del Ki che crea un moto armonioso in ogni parte del corpo, viceversa una disarmonica vibrazione energetica crea cattiva circolazione, ristagno e squilibrio del flusso del Ki dando origine a quel cattivo funzionamento chiamato “malattia”.

il Ki si manifesta sotto una particolare forma di vibrazione chiamata Chakra, che letteralmente significa “ruota”. Questa Energia entra nel corpo in senso rotatorio e ognuno di questi chakra distribuisce energia al corpo rendendo possibili le varie funzioni vitali. Vista l’unità dell’essere umano di mente-corpo e spirito i chakra regolano e influenzano l’aspetto mentale, fisico e spirituale dell’uomo e come spirali di energia dall’esterno si irradiano nel corpo.
Nell’uomo vi sono tre importanti centri di energia chiamati "Tan T ‘ien" tradotto come “campo di cinabro”. Il "Tan T’ien" Inferiore si trova sotto l’Ombelico è chiamato "Jin Chi" , l’essenza, il Tan T’ien Mediano si trova nella zona del cuore è chiamato "Chi", la vitalità, il Tan T’ien Superiore si trova nel cervello è chiamato Shen, la coscienza; Tre Tesori della Vita, sono tre forme di energia diversa in continuo movimento che si manifestano in varie forme e qualità di vibrazione differenti e con differenti funzioni. Questi tre centri di energia , regolano il flusso dell’Energia Ki dal basso verso l’alto e viceversa. L’apertura e il buon funzionamento di questi tre Cancelli permette una buona circolazione energetica in tutto il corpo e aiuta le forze mentali e fisiche ad esse collegate a manifestarsi armoniosamente. L’attività di questi tre centri è strettamente collegata al buon funzionamento degli organi interni e al collegamento del ritmo di tutto il corpo. 
L'essere umano è vivo finché è percorso dal Ki e lo veicola scambiandolo con la natura circostante: privato del Ki l'essere umano cessa di vivere e fisicamente si dissolve.
l'essere umano è pieno di vita, di coraggio, di energie fisiche ed interiori finché veicola il Ki in modo vigoroso attraverso il proprio corpo e lo scambio con la natura circostante è abbondante; quando invece nel suo corpo la carica vitale del Ki è carente, l'essere umano langue, è debole, codardo, rinunciatario.
Nella pratica della disciplina del mio stile di combattimento, ci si impegna per imparare a riempire il corpo con il Ki ed a veicolarlo energicamente; pertanto è necessario comprendere bene la profonda natura del Ki ed imparare a riconoscerne le manifestazioni e gli effetti.
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Salva


Un'ombra oscura

Il Saggio insegna;
“Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere."
[Immagine: Shaolin_Monk_1920x1080.jpg]

Gli ultimi eventi gettano sul mio cuore un ombra, temo per le Valli e ciò che sta accadendo non sembra altro che l'inizio di qualcosa di terribile..
Nubi oscure si palesano all'orizzonte, le vedo e temo per la tempesta che sta per abbattersi..
Animali impazziti che uccidono i contadini..
Un Elfa che ammazza le donne incinte..
Tumulti nelle terre delle bestie..
Streghe che maledicono i cittadini..

Prego di essere all'altezza e in grado di poter aiutare..Oggi ho piantato un seme, come segno di speranza e rinnovamento.


Il Signore delle Bestie & Odio Antico.









Il Saggio Insegna : "non c'è bisogno di fermare la Forza, è più facile farle cambiare Direzione. Impara i metodi per conservare, non quelli per distruggere. Evita piuttosto che bloccare, blocca piuttosto che ferire, ferisci piuttosto che storpiare, storpia piuttosto che Uccidere…perché ogni vita è preziosa.
Ogni vita perduta, è perduta per sempre."




[Immagine: shaven5.jpg]




[i]Sul mio animo grava il fardello del fallimento, mi sono lasciato trasportare dai sentimenti e dell'odio che nutrivo verso chi, non aveva fatto altro che seminare orrore e morte.

Prima l'elfa assassina, la donna le cui azioni sono spinte da un odio antico verso la mia razza, l'abbiamo seguita fino al suo nascondiglio e ho visto di quali orrori è capace.
Ho provato odio e rabbia...e per un attimo mi sarei fatto accecare da queste se l'avessimo trovata.

Poi Il signore delle bestie, cosi si era definito quel folle, l'uomo che si faceva scudo con creature innocenti per uccidere e infondere il terrore. Quando lo abbiamo trovato, quando ho udito le sue parole compiacenti, di nuovo la rabbia mi ha accecato, ho colpito senza ragione, spinto dalla furia e da una distorta sete di giustizia, l'ho ucciso.


Ho commesso l'errore di decidere della vita di qualcuno e di spezzarla, io che difendo la vita ne ho terminata una.
E' difficile rimanere lucidi, quando ti trovi davanti individui che amano fare del male, che vivono per questo, che se ne nutrono..

Ma come posso ritenermi diverso o migliore di loro se anche le mie mani sono macchiate di sangue?, come posso ritenermi un uomo "giusto" se spezzo la vita di qualcuno lasciandomi trascinare da sentimenti del genere?.

Questo non dovrà più capitare. Mai più.
 [/i]


Demoni







Il Saggio insegna : "Prendere i demoni per demoni, ecco il pericolo. Saperli cosa vana, ecco la via. Comprendere ciò che sono davvero, ecco la liberazione. Riconoscerli come padre e madre, ecco la loro fine. Ammetterli come creazione della mente, ecco che si trasformano in orientamento. Conosciuti questi usi, il Tutto sarà liberato."

[Immagine: meditating_monk.jpg]



Mi sono ritirato nei boschi, e ho cercato la pace con la meditazione.

Temo ciò che vedo, mi terrorizza ciò che desidero, vorrei liberarmene ma allo stesso tempo bramo come una belva digiuna e affamata.

L'unico modo è rafforzare la mia mente, svuotarla e liberarla, non posso lasciarmi piegare non devo lasciarmi spezzare. Nei momenti di lucidità prego Chauntea, che mi aiuti..che mi liberi.

Dopo quanto ho visto in locanda, mi preoccupa quello che sarei spinto a fare, potrei mettere in pericolo me stesso e chi mi circonda, questo osceno male va fermato prima che sia troppo tardi, le Radici marce estirpate..prima che vadano più a fondo.




Conoscerò i miei demoni, e li spazzerò via dalla mia mente. 

SACRIFICIO



[Immagine: Scream.jpg]





BASTA LOTTARE TU SEI MIO!!



la testa scoppiava , un dolore lacerante, ovunque egli mi guardava e le sue urla erano come aghi roventi conficcati nel mio cranio..


NON RESISTERE O LI UCCIDERO', TU LI UCCIDERAI!


poteva controllare il mio corpo, ma non aveva il mio spirito, era un tormento, ero come un pupazzo..faceva di me ciò che desiderava..e il dolore..insopportabile..


VUOI CHE PRENDA LESSIEN? PRENDERO' LEI PER PRIMA E' QUELLO CHE VUOI??



le mie mani intorno al suo collo la soffocavano e io non potevo fare nulla, ero uno spettatore inerme, le mie labbra stavano per mordere il suo collo..



NO, non farle del male! non lotterò più...



SI...


[i]Dopo, fu solo un interminabile agonia.. [/i]

Consapevolezza

Il Saggio Insegna : "Cadi sette volte, rialzati otto volte."


[Immagine: shaven_6.jpg]

Sono finalmente libero dall'influsso malefico dell'occhio, e ringrazio Chauntea per aver avuto pietà di me perdonandomi.
Ora assisto quasi inerme al dolore che questo male sta portando ad altri ancora prigionieri della sua oscurità, starò loro vicino.

Dopo quello che mi è accaduto ho compreso che la guerra contro l'oscurità non può essere vinta, luce e oscurità vanno di pari passo, più è forte la luce più sarà lunga l'ombra.
Questo fa parte del grande equilibrio del nostro mondo, chi come me ha scelto da che parte stare, contribuisce al mantenimento dell'equilibrio.
Si potranno vincere le battaglie, perderle, ma la guerra durerà fino alla fine dei tempi.
Questo un uomo saggio deve comprenderlo, vivere nell'illusione è sciocco, il nostro ruolo è quello di combattere e difendere il bene, fin quando ci sarà concesso.
Potranno spezzarmi le ossa, piegarmi e calpestarmi, ma fin quando il cuore nel mio petto batterà ancora, mi rialzerò e affronterò tutte le battaglie che devo.

Questo è il mio dovere.


I Dieci principi fondamentali della Cedevolezza





[Immagine: shaven_11.jpg]


[i]1. La quiete della contemplazione
ci distoglie dal clamore della quotidianità
consentendoci di cogliere l'impercettibile che è nelle nostre vite.


2. Il successo nella vita spirituale
non è dato da eventi eccezionali
ma dalla dedizione costante e quotidiana


3. Per realizzare i nostri obiettivi
dobbiamo contemplare il coraggio e la speranza
che ci consentono di allontanare
paura ed ignoranza


4. Per il nostro equilibrio fisico e spirituale,
il pasto cessi al primo cenno di sazietà,
anche quando lo stimolo della fame
non sembra spento.


5. Ogni azione perché possa condurci all'obiettivo finale, deve nascere dalla convinzione.
Il completamento della convinzione perfeziona la volontà


6. Superando gli opposti
si raggiungono armonia e mediazione
tra i lati divergenti
del nostro carattere.


7. Il prossimo è la nostra estensione:
il rapporto che abbiamo con lui
rivela la relazione
che abbiamo con noi stessi


8. L'intuizione cela un consiglio apparentemente illogico,
se impariamo a seguire quel breve lampo possiamo trarne indiscussi benefici


9. La semplicità è virtù del vivere


10 .Nella quiete del cuore dimora la verità.
Ascoltiamola con amorevolezza
 [/i]


Piccolo Albero





Il Saggio insegna : "L'amore non vede i difetti, l'amicizia li ama." 



[Immagine: bonsai_lucaferri_roma_sagerethia_5.jpg]
















[i]Dopo la discussione con Aglariel il mio animo non era tranquillo, cosi mi sono preso cura del "Piccolo Albero" farlo mi tranquillizza quasi come meditare.
Ne ho piantato i semi un anno fà con il mio maestro, e vederla oggi cosi forte e bella mi rasserena e mi rende felice.

Mi dispiace che Aglariel mi abbia parlato in quel modo, mi dispiace che non veda nelle azioni di Adhara un tentativo di seduzione. E' una donna e Shedim un uomo, gesti del genere sono ambigui e dubito che l'elfa li abbia fatti con "ingenuità" al contrario credo che le piaccia piacere, e che marci molto sulla sua bellezza.

Ora come ora Shedim ha bisogno di tranquillità, e fin quando non avrà fatto chiarezza nel suo animo non voglio che resti turbato da cose del genere. Voglio aiutarlo, voglio credere in lui, perchè fino ad oggi nessuno lo ha mai fatto.


Credo che uomini come me e Aglariel non possano innamorarsi, il nostro è un cammino di sacrifici e rinunce. Mi chiedo cosa farebbe se dovesse scegliere tra salvare la donna che ama e delle persone innocenti, quale scelta prenderebbe?.
Da quello che ho visto oggi credo che l'istinto lo porterebbe verso Adhara. Noi non possiamo permetterci debolezze, per quanto l'amore sia un sentimento meraviglioso dobbiamo rinunciarci..per dedicarci completamente al prossimo.

La via che porta verso la luce è irta di ostacoli e sacrifici.
 

[/i]

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  [Kevamros] Vibrazioni eteree
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:21 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

Prologo

Un'illusione è una distorsione di una percezione sensoriale,possono coinvolgere tutti i sensi, ma quelle visive sono le più efficaci, dal momento che la vista spesso prevarica gli altri sensi.
Si differenzia dalla allucinazione, perché negli stati allucinatori ciò che si percepisce non è empiricamente presente nella realtà in quel dato momento.
L'allucinazione viene infatti definita come “percezione senza oggetto”.

Malek Urthadar


Capitolo I : Vibrazioni Eteree


[i]Ho Sogni lucidi hai confini dell'essere, vedo immagini assurde dentro il viaggio nell'inconscio che mi turba e in più il fuoco dentro brucia facendomi tossire cenere.
L'anima furba mi domanda "Cosa vuoi di più?", la coscienza grida "Battiti!", la conoscenza molto spesso sfida i baratri, ma ringrazio chi mi duole perché è con certe nuvole che riesco ad occhio nudo a fissare il Sole. 

Chiamala Fantasia oppure Follia, i pensieri lasceranno una scia, non sono più lettere
ma Vibrazioni Eteree.
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[i]Capitolo II : La Fine della Caccia.
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[i][i]I miei cacciatori sono stati finalmente fermati, se ripenso a cosa ho visto mi rendo conto di quanto fossero un pericolo per queste Valli, e cosa più importante quanto lo fossero per me. Non ho trovato traccia dei resti dei costrutti e nemmeno del mio sosia artificiale, ma ho recuperato l'essenza della fonte primaria, non vedo l'ora di studiarla e di scoprirne i reconditi segreti.
Durante questa storia qualcuno ha deciso di non condividere con me pienamente il calvario di alcune scelte, comprensibile,quindi io ho deciso di non condividere con loro pienamente il successo dell'impresa. Una stretta di mano dovrà bastargli.

Ora non mi resta che risolvere questa spiacevole storia degli incubi, scoprire il più possibile sull'ombra e comprendere come spezzare il patto. Non ho intenzione di rispettarlo, non mi piace che quell'etereo bastardo si infili nella mia testa.
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[i][i]Capitolo III : L'incubo Peggiore.
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[i][i][i]La portatrice di Incubi, la Signora delle Maschere. E' vero il libro che ho trovato è Assurdo, l'autore deve essere completamente impazzito prima o durante la sua stesura.
Non ho mai sentito parlare di creature del genere, entità Astratte che fanno parte di un mondo Astratto, rappresentazioni fisiche di quel mondo, di quel concetto, di un idea..impossibili da uccidere.
Non ha senso..devo scavare più a fondo, prima che questi incubi a lungo andare mi facciano perdere completamente la ragione e la lucidità,il sogno è spesso nel concreto che si eclissa.
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[i][i][i]Capitolo IV : Il Rituale
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[i][i][i][i]Tutto ciò che è accaduto è per colpa nostra, per un nostro errore.
Il passato del mio popolo ci ha insegnato ad utilizzare la magia con cautela e attenzione, cosa che noi all'accademia non abbiamo fatto.
Il rituale era ben oltre le capacità della maggior parte dei maghi presenti, molti di loro padroneggiano a malapena la terza cerchia e l'idiozia di Lynn inoltre nel non accettare altri uomini armati per proteggerci ha complicato solo le cose.

La fine di Evard non mi riguarda, davanti la prospettiva di centinaia e centinaia di vittime, una vita può essere ragionevolmente sacrificata.
Meglio lui, che l'intera città.
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[i][i][i][i]Capitolo V : Oltre la Tela
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[i][i][i][i][i]E cosi mi ritrovo custode di questo Artefatto, un oggetto capace di rinchiudere in un semi piano chiunque venga ritratto con i suoi colori . Un oggetto dal potere incredibile, se dovesse finire nelle mani sbagliate sarebbe un grande problema.
Fortunatamente pare possa essere aperto solo dalla stessa linea di sangue di May, ma la ragazza non è ancora pronta a maneggiare un potere simile, è ingenua ed avventata, dovrò istruirla sulle arti magiche prima di riconsegnarle l'oggetto, se è vero ciò che dice infondo è suo per di diritto.
Ho appurato che il nobile giunto in città non è ciò che mostra, lui e gli altri due in sua compagnia stanno celano il loro aspetto e sospetto inoltre che la donna ritratta nel ritratto in loro possesso sia prigioniera, posso dedurre che la tengano li per costringerla ad usare l'artefatto per i loro scopi, prima sventeremo questa minaccia prima potrò dedicarmi ad istruire May.
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[i][i][i][i][i]Capitolo VI : Rakshasa
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[i][i][i][i][i][i]Il mistero è stato svelato, May discende dalla stirpe Rakshasa, creature umanoidi dalle fattezze feline esseri estremamente astuti e pericolosi con una fastidiosa resistenza alla magia. Questo ne consegue che il suo lontano parente è il Lord che si è stabilito qui in città e che le dà la caccia. 
Ma in questa partita abbiamo un vantaggio, sfruttando il mio incredibile fascino ho irretito quell'obbrobrio della sua servitrice facendo leva sul suo amore per me, l'ho convinta a rubare il ritratto dove era prigioniera la bisnonna di May.
L'Esterno ne è consapevole ed è ben conscio del nostro vantaggio, sono curioso di attendere la sua mossa.
Devo ricordarmi di liberarmi di Karen, averla tra i piedi ora è solo un fastidio.
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[i][i][i][i][i][i]VII : Halruaa
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Sento la mancanza della mia terra, le Valli qualche volta sembrano una setta, non è possibile che io stia male in questo modo, non faccio altro che viaggiare, visitare foreste, luoghi antichi e pericolosi e pure spesso non basta.

Certi vizi no, non li nego, non sono come chi davanti allo specchio si inventa cieco negando a se stesso e agli altri le proprie debolezze e i propri difetti.
[i][i][i][i][i][i]Memorie livide, toni e tonalità magiche e vivide, mi mancano le sfavillanti dimore dei grandi maghi, i profumi esotici dei mercati, la grandezza e la sua unica bellezza, la mia gente custode di un grandioso passato, mi chiedo se mio padre stia bene.[/i][/i][/i][/i][/i][/i]

[i][i][i][i][i][i]VIII : Dopo Guerra
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Chiudo gli occhi e vedo il dolore e la morte che mi sono lasciato indietro, comprendo pienamente che per individui come gli Zentharim che cercano di piegare e incatenare la libertà altrui non può esistere ne redenzione ne perdono, vanno spazzati via e massacrati senza nessuna esitazione.

La maledizione che marchia la mia anima mi ricorda ogni giorno tutto il disprezzo che ora provo per creature del genere, ogni fitta di dolore non fa altro che alimentare la fiamma del mio disprezzo, la questione è personale e non intendo farmi piegare,anche se la paura di non poter più avere il privilegio di manipolare la trama diventa giorno dopo giorno un crescendo, cosa sarei senza la magia? una nullità.

E c'è anche chi fa dell'ironia su quello che mi è accaduto quella notte al cimitero e c'è anche chi si permette di chiamarmi "Mago pazzo" per poi venire ad elemosinare incanti per i propri oggetti.


[i][i][i][i][i][i]Non hanno nemmeno idea di cosa sia il vero dolore e la follia, io ho visto entrambi e li ho provati sulla mia pelle.[/i][/i][/i][/i][/i][/i]

[i][i][i][i][i][i]IX: Alta Marea
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Dopo la guerra mi auguravo di poter avere qualche attimo di tranquillità per godermi la vita e proseguire con i miei studi con più calma, ma invece mi sbagliavo.



Ultimamente ho scoperto l'esistenza di due Warlock ad entrambe ho proposto loro una strada diversa da quella di venire linciate da una folla o brutalmente disintegrate dalla mia magia, ho donato loro la possibilità di studiare, comprendere e utilizzare con consapevolezza le loro invocazioni. Sono creature pericolose che attirano su di loro entità potenti e nella maggior parte dei casi pericolose. Il mio dovere come servitore di Mystra è evitare tutto questo, prepararle se intendono impegnarsi o eliminarle nel caso dovessero diventare incontrollabili.



Definizione di Warlock: Nato da una linea di sangue soprannaturale, un warlock cerca di padroneggiare la pericolosa magia che trasfonde la sua anima. A differenza di maghi o stregoni, che si avvicinano alla magia arcana attraverso la mediazione degli incantesimi, un warlock invoca la magia potente mediante nulla più di uno sforzo di volontà. Imbrigliando il suo innato dono magico mediante una spaventosa determinazione e forza di volontà, un warlock può compiere gesta di furtività soprannaturale, ingannare i deboli di mente o spazzare via i nemici con deflagrazioni di potere mistico.
Per la loro stessa natura, i poteri di un warlock sono inusuali e imprevedibili.



[i][i][i][i][i][i]In tutto questo devo tenere sotto controllo Darylia e risolvere la questione di quel Drago rosso, capire chi è veramente la bambina che ora vive nella vecchia dimora dei Rakshasa, augurandomi non sia una minaccia per May e sorbirmi le unitili e fastidiose proteste di quella patetica contadinotta arricchita di Lynn[/i][/i][/i][/i][/i][/i]

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  Voci da Battledale - Essembra
Inviato da: Nightmare - 08-06-2017, 12:19 - Forum: Memorie del Passato - Nessuna risposta

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DM Harkon
24-07-2013, 12:17
L'inverno è arrivato e a Battledale le genti iniziano ad accumulare le risorse per la brutta stagione, legname per il fuoco, coperte di tessuto e pellame sono la merce che va più per la maggiore a Essembra.

Nuovi tempussiani vengono richiamati all'abbazia della spada, c'è sempre bisogno di nuove spade e il reclutamento e addestramento di giovani è ritenuto sempre necessario, il cimitero dei guerrieri dell'abbazia diventa ogni anno più grande.

DM Harkon
21-08-2013, 11:43
La Prima giornata del Torneo finisce, gli scontri pare abbiano avuto dell'incredibile che ha coinvolto quanto scosso le genti accorse ad osservare il torneo.

Tra i quali un incredibile scontro tra due combattenti molto particolari che si sono dati battaglia con abilità che li rendevano invisibili, alla fine della giornata il vincitore comunque è scomparso nel nulla, qualcuno dice che sia stato lui a rubare i soldi del premio che l'abbazia dovrà risarcire ai vincitori.

Il Banita Aren Kevinstry viene eliminato con disonore dopo aver infierito sul suo avversario, Aglariel Cadarn tentando di ucciderlo.

Ha suscitato sconforto e agitazione il discorso di un abilissimo Drow, che asseriva che gli abitanti di superficie fossero condannati, le sue azioni e le sue parole durissime verso le genti del luogo hanno portato all'intervento del giudice di gara che lo ha cacciato dal torneo dopo un veloce ma difficile scontro finito alla pari.

Un essere molto strano è fuoriuscito da un uomo dopo aver perso il suo scontro, i chierici lo hanno immolato insieme al suo ospite con il fuoco, il giudice di gara Terison Tesartir si è giustificato con la milizia dicendo che non poteva rischiare che prendesse un nuovo ospite tra i civili innocenti, la morte di Waird Lesslen è stata necessaria per la sicurezza di tutti.

Infine un cavaliere nero ha infierito sulla sua avversaria, una giovane tiefling di nome Rain dopo aver creato uno scudo contro cui la magia non funzionava infrangendo ogni regola del torneo, la giovane colta dalla voglia di sopravvivere pare abbia tagliato la testa del falso cavaliere con la sua spada.

Alcuni si sono ritirati dopo questi fatti, ma una taglia viene emessa dall'abbazia della spada

Sul Drow Lytarien, per essersi dichiato nemico dell'abbazia della spada e della valle della battaglia e minacciato ogni uomo o donna di superficie e per aver liberato creature pericolose nella valle 4000 monete vivo o morto

Sul mago Xaltan Crain per essere stato suo complice nell'aver liberato creature pericolose nella valle. 2000 monete vivo.

Per gli ignoti che hanno rubato il denaro e il diamante che doveva essere premio del torneo, 100 monete per ogni informazione utile e 1000 monete per la loro consegna alle autorità della valle della battaglia.

Pare il ladro dei soldi abbia lasciato un messaggio "Il popolo ha più bisogno di quei soldi di un branco di avventurieri." Alcuni tra il popolo lo hanno persino difeso, ma l'autorità del luogo non ha sentito ragioni.

DM Harkon
22-08-2013, 10:34
L'ultima fase del torneo vede Aglariel Cadarn vincitore contro il secondo, Nathaniel di Shadowdale

E' festa all'abbazia. 

Il Nome di Aglariel Cadarn viene inciso sulla stele del santuario della spada di Essembra come vincitore del torneo del 1374 sotto quello della precedente vincitrice, Nelyssa Shendean.

La vittoria del paladino è indice di pettegolezzi tra la popolazione nei giorni successivi visto il ritiro di combattenti molto abili, c'è chi lo sostiene e chi pensa la vittoria non sia poi così meritata, ma sono tutte chiacchiere da locanda.

Dm Cyrano
20-10-2013, 00:20
Pare che durante la notte qualcuno abbia appiccato un incendio nel magazzino del mercante Khemed Jessan

DM Ignem
05-11-2013, 22:53
*Voci giungono da ovest: pare che dalle Colline Opache sia uscito un gigantesco drago verde. Alcuni viandanti provenienti da Tassledale parlano di un feroce attacco al monastero del Giusto Martello.

I sacerdoti di Tyr presenti hanno tenuto una strenua resistenza e il supremo Vendicatore, alto Giustiziere Lord Deren Eriach è riuscito ad abbattere il dragone fermandone la furia.

Parte del territorio attorno al monastero è stato devastato e ora si contano i morti*

DM Ignem
06-11-2013, 15:56
*Altre voci si susseguono da nord.

Alcuni mercanti provenienti da oltre il Mare della Luna parlano di un gigantesco esercito di pelleverde e di giganti che sta marciando verso il Damara dal Vaasa. Pare che un male si sia sollevato nei territori delle Pietre del Sangue e stia scatenando la sua follia su tutto il territorio.

Contemporaneamente si nota un fermento negli avventurieri in viaggio. Molti raccontano di draghi che causano devastazioni e di gruppi di eroi che fanno fortuna uccidendo le bestie.*

DM Ignem
09-11-2013, 17:24
Qualcosa di terribile è accaduto nella valle di Battledale. Il drago rosso Thraxata si è levato dalla foresta del Cormanthor e in preda a una furia incontenibile ha attaccato la valle.

Danni incalcolabili sono stati inflitti alla foresta dove il drago ha scatenato il suo soffio devastando etteri ed ettari di territorio.

Grazie al sacrificio dei Sette del circolo druidico di Battledale il drago è stato allontanato e la distruzione fermata ma una grande porzione di foresta è ora terreno morto.

Altre voci preoccupanti si levano da tutta la parte nord del Faerun: pare che la furia dei draghi sia incontenibile e ovunque si palesano atti di distruzione immotivati da parte dei Cromatici. I metallici paiono essersi rintanati nelle loro tane e non si mostrano.

DM Harkon
11-12-2013, 03:06
Pare che al limitare della foresta bruciata, là dove sono stati sepolti i sette druidi di Battledale, l'enclave di smeraldo abbia reclamato tale zona come luogo sacro di culto agli Dei verdi, il signore di Battledale ha accolto i custodi delle terre selvagge dopo che Selsian Earthenhands ha promesso lui di iniziare la bonifica del territorio bruciato.

DM Harkon
03-01-2014, 03:40
Pare che i lupi visto il loro territorio diminuito per via della larga fetta di foresta bruciata si siano avvicinati pericolosamente alla civilità, vittima un cacciatore di cui hanno trovato solo ossa e lembi di vestiti.

La milizia sconsiglia di cacciare nel bosco di notte.

Caleb89
19-01-2014, 01:39
Due avventurieri in pesante armatura nera raccontano di essere scampati a un orribile mostro nelle fogne di Essembra Alta, mentre cercavano alcuni briganti locali (e i loro bottini).
Tale creatura pare si annidi ancora là sotto, e viene descritta come un enorme serpente con occhi inquietanti che spuntano dal suo corpo e fauci in grado di staccare la testa ai malcapitati con un solo morso, come si evince dai cadaveri rinvenuti.


PAG 3

DM Ignem
28-09-2014, 12:01
15 Mirtul

Voci arrivano da Essembra. Pare che la Foresta di Cenere -come la chiamavano molti, mentre altri semplicemente Foresta Bruciata- sia completamente rinata. In alcuni punti più folta e rigogliosa di prima. In lontananza un gigantesco albero svetta sugli altri come a cercare di proteggerli.

Molti cacciatori e boscaioli raccontano in città di aver ringraziato il circolo druidico presente a Battledale ma che la risposta è stata abbastanza lapidaria:

"non dovete ringraziare noi ma il Druido Nathaniel Ashwood di Mistledale e i suoi amici. Grazie a lui, al suo impegno e alla sua generosità questo tratto di foresta è tornato a vivere ed è sotto l'occhio benevolo della dea Mielikki."

DM Harkon
14-01-2015, 12:56


Pare che dopo il solstizio d'inverno Lord Ilmeth terra un discorso nella piazza, giravano già delle voci sull'ampliamento dell'esercito della valle e la milizia cittadina e queste voci hanno finalmente trovato fondamento. Il lord presenterà i nuovi soldati alla popolazione tutta.

DM Harkon
16-01-2015, 14:55
Le pattuglie della milizia ai confini di Essembra e sulle strade vicine aumentano vistosamente, c'è fermento nei templi della regione, ma l'abbazia della spada rimane silente a tutto questo movimento.

Cosa particolare, tutti i festeggiamenti cittadini privati negli ultimi giorni sono stati controllati da miliziani di pattuglia che non si sono sbottonati su quale fosse il motivo di tale controllo, ma dopo questi controlli sono ripresi normalmente.

DM Harkon
06-02-2015, 20:02
Attimo di Caos nella piazza del mercato, lord Ilmeth ha fatto il suo discorso e l'apertura delle liste per i volontari che partiranno al fronte per combattere al fianco degli elfi, ha presentato le nuove truppe, una compagnia mercenaria dell'est che si presenta come Confraternita dello Scorpione è stata unita dal Lord alle truppe di Essembra in difesa della città.

Subito dopo i primi baccanti hanno dichiarato guerra portando il caos tra la popolazione a attaccando direttamente Lord Ilmeth dopo essere stati minacciati di andarsene, si dice che gli scorpioni abbiano già preso un prigioniero ed è toccato ai Manti Scarlatti interrogarlo.

DM Ignem
20-08-2015, 10:53
Dopo qualche ora dalle notizie di Glen un'altra voce circola veloce proveniente da Battledale:

Un gruppo di avventurieri chiamati "Fenice Blu" è arrivato in locanda per curarsi delle ferite riportate dopo uno scontro avvenuto nel maniero di Aencar.

Pare che dentro al maniero siano stati attaccati da un demone d'ombra molto potente ma sono riusciti ad abbatterlo -seppur a fatica-

Dopo qualche giro di birra uno dei membri del gruppo -subito zittito dalla donna che funge da capo- ha parlato di una favolosa gemma spezzata che è comparsa alla morte della creatura

DM Artemis
11-09-2015, 00:48
Inizia a girare un'interessante voce in città: sembra che Lord Ilmeth stia cercando una compagnia di mercenari per una missione delicata.

Si richiedono serietà, disciplina e la disponibilità a dimorare a Battledale per tutta la durata dell'incarico.

Pare che alcune compagnie straniere si siano già interessate all'offerta...

DM Artemis
02-11-2015, 01:46
A Essembra si gioisce: la tribù dell'Aquila Nera capitanata dall'hobgoblin Kragz è stata finalmente debellata dalle forze di Lord Ilmeth, il quale ha combattuto personalmente e in prima linea, e dalla compagnia mercenaria dei Manti Scarlatti, ai quali si sono uniti all'ultimo momento la compagnia delle Spade Rosse e alcuni avventurieri appartenenti alla compagnia della Stella Rivelata.

Durante la battaglia tutti i civili sono stati evacuati all'interno della città alta o della locanda; notevole è stata l'assenza degli Scudi di Ferro, che si mormora siano stati prelevati nel cuore della notte e condotti alla magione di Ilmeth.

Si dice inoltre che, dopo aver personalmente consegnato alle Spade Rosse il compenso pattuito, lord Ilmeth li abbia invitati a lasciare Essembra e a non tornare mai più...

DM Artemis
15-03-2016, 22:41
Dopo una lunga deliberazione, Lord Ilmeth ha annunciato alla popolazione un nuovo provvedimento: sembra che, per tutto l'anno solare, tutti gli artigiani di Essembra che assumeranno degli apprendisti potranno godere di uno sconto sulle tasse. Si mormora che in origine la norma dovesse riguardare in particolare gli apprendisti provenienti da Mistledale, ma che i consiglieri del lord l'abbiano avvisato di come una tale mossa avrebbe causato scontento nella popolazione...ciò nonostante, vengono inviati dei messaggeri a Mistledale per avvisare i mistrani di tale opportunità.

DM TAS
03-07-2016, 18:24
*alcuni viaggiatori provenienti dalle Mosstrunks giunti nella cittadella di Essembra giurano di aver visto tagliarsi la strada sul sentiero da un orrenda capanna sinistramente addobbata di ossa e resti che a loro detta si muoveva sulle proprie gambe di enorme rapace*

*Le guardie cittadine hanno subito provveduto a condurre in caserma codesti folli per una verifica delle loro condizioni mentali e fisiche*

DM TAS
05-07-2016, 00:33
* nella notte precedente l' eclissi lunare una tremenda e impiegabile tempesta magica scuote il piccolo villaggio di Hap, la terra trema e dal cielo raffiche di vento , fulmini e pioggia acida flagellano il luogo, sembra che molti edifici e alberi siano stati strappati e distrutti e alcuni cittadini del borgo risultano dispersi.....il tutto come iniziato cessa e in lontananza c'è chi dice di aver scorto una figura femminile danzare sotto le nubi*

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PAG 4 - mancano ultimi post

DM Artemis
12-07-2016, 12:30
Il torneo dell'Abbazia della Spada si è finalmente concluso: nella categoria dei veterani, il vincitore è stato Lord Daeron Cormaeril della Fenice, guerriero dei Draghi d'Argento e ambasciatore del Cormyr a Mistledale, seguito da Arthan Klendar, membro della compagnia della Spada Bianca. Nella categoria dei non veterani il primo premio è invece andato al mezzorco Blaze Lionheart, seguito da Albert dello Scorpione.
DM Artemis
10-08-2016, 11:02
Sembra che nella notte una pioggia di meteore si sia scagliata sulla valle; gli abitanti dicono di avere visto degli oggetti colorati e luminosi volare nel cielo, impattando in diversi punti della valle. La tempesta non sembra ancora finita: sebbene la frequenza delle meteore sia notevolmente diminuita, infatti, di tanto in tanto nel cielo si vede ancora qualche corpo celeste che cade verso il terreno.
DM Artemis
15-08-2016, 15:40
Hap si è svegliata bagnata di sangue: nella notte sono stati rapiti e uccisi 10 bambini, figli di contadini della zona. I bambini sono stati ritrovati impalati poco fuori dalla città, con le palpebre tagliate, l'orecchio sinistro tagliato, e il mignolo e il medio di una mano amputati.
DM Artemis
21-08-2016, 12:14
Sembra esserci stato uno sviluppo riguardo agli orribili omicidi avvenuti ad Hap: una sacerdotessa drow, ritenuta a qualche titolo complice o responsabile di quanto successo, è stata giustiziata nella piazza davanti alla caserma del villaggio.

C'è stata però una nota insolita nella vicenda: sembra che a decapitare la drow sia stato il comandante Garlak Sturnn dei Manti Scarlatti, una gilda di mercenari con sede a Essembra. Non è stato spiegato il motivo di tale scelta, ma sembra che Garlak Sturnn abbia successivamente parlato ai genitori dei bambini uccisi, offrendosi di pagare di tasca propria per la rianimazione dei piccoli. Sembra che il comandante abbia sostenuto di avere fallito nel prevenire l'attacco, ma non sono noti i motivi di tale convinzione.

Mentre i genitori prendono questa difficile decisioni, supportati dal locale clero di Lathander, sulle tombe dei piccoli sono apparse nella notte delle rose bianche...
DM Artemis
04-01-2017, 11:29
A Essembra si diffonde una notizia importante: sembra che Ilmeth, lord ereditario di Battledale celibe e privo di un erede, stia finalmente per convolare a giuste nozze con la nobildonna damaran lady Tabitha Horgath, figlia del duca di Arcata. L'opinione dei cittadini è divisa: c'è chi pensa che il matrimonio, con il quale la valle otterrà 70 soldati scelti e i diritti di sfruttamento di alcune miniere nella Damara, sia un'ottima decisione per la valle. Le comari invece pensano che un'unione tra due persone che non si sono mai incontrate di persona non possa di certo essere felice. Tutti, comunque, tirano un sospiro di sollievo per la tanto agnognata possibilità di un erede.
DM Artemis
26-01-2017, 10:36
Lady Tabitha Horgath è finalmente giunta a Essembra. Chi ha visto arrivare il corteo riferisce di avere visto, oltre ai 70 uomini promessi e capitanati da Edmund Horgath, cugino di Tabitha, almeno una ventina di attendenti e servitori tra cameriere, damigelle e lacchè. Sembra che la lady abbia portato con sé anche il proprio sacerdote personale, un uomo in armatura con le insegne di Kossuth.
DM Artemis
27-01-2017, 01:34
I festeggiamenti per il matrimonio di lord Ilmeth e lady Tabitha sono finiti nel sangue: poco dopo la cerimonia, infatti, la parte alta di Essembra è stata attaccata da drow provenienti dal folto della foresta, che hanno messo a ferro e fuoco la città facendo decine di morti tra i cittadini, i saltimbanchi e gli intrattenitori presenti alla festa. Sembra che a un certo punto siano comparsi anche dei demoni, qualcuno mormora addirittura di avere intravisto un balor.

Molti tra gli avventurieri e le personalità presenti alla cerimonia, tra cui lo stesso Lord Ilmeth, sono scesi personalmente in campo per difendere la città di Essembra; tra i combattenti si ricordano i membri della Compagnia della Buona Sorte, dei Manti Scarlatti, l'ambasciatore del Cormyr a Mistledale, il Maestro dell'Alba Arus Mendil, l'eroe di Glen Luther Goldenaxe, l'arcidruido Nathaniel e altri valorosi combattenti e incantatori.
DM Artemis
01-02-2017, 11:35
In seguito all'attacco dei drow nella città di Essembra, lord Ilmeth ha preso le seguenti decisioni, comunicate alla popolazione tramite bandi:

- Da adesso fino a nuovo ordine, è imposto un coprifuoco su tutta la valle. Tutti coloro che non richiederanno un permesso speciale dovranno essere al chiuso - nelle proprie abitazioni o in locanda - dal tramonto all'alba. I permessi speciali verranno rilasciati soltanto a coloro che dimostreranno di sapersi difendere e si dichiareranno disposti a contribuire alle difese della valle.

- Da adesso fino a nuovo ordine, tutte le creature che moriranno all'interno della valle - umani e animali, che muoiano di morte naturale o meno - dovranno essere bruciati su delle pire per impedire al nemico drow di animare i loro cadaveri come non morti. Il sacerdote di Kossuth Zakhar Ver'Math assisterà, se necessario, le famiglie in questo difficile momento.

- Grazie al denaro donato dai generosi avventurieri che hanno combattuto i drow, Lord Ilmeth ha deciso di arruolare nuovi soldati. Sono richiesti combattenti in mischia, arcieri ed esploratori, ma verranno considerate favorevolmente anche le capacità magiche. I nuovi soldati, che dovranno giurare fedeltà alla valle, saranno adeguatamente equipaggiati e compensati, e una volta debellata definitivamente la minaccia potranno scegliere se rimanere al servizio della valle o essere congedati con una generosa buonuscita.
DM Ignem
06-02-2017, 14:19
*Alcune voci giungono ad Essembra -e da lì anche nelle Valli collegati dall'Albero e a Myth Drannor- dalla sperduta Hap.
Non è ben chiaro ancora cosa sia successo ma nella giornata di ieri i cittadini di Hap hanno sentito il terreno vibrare per qualche minuto e, successivamente, un forte boato, proveniente dalla direzione della Torre di Dracandros- è giunto alle loro orecchie.

In molti si sono girati in quella direzione temendo il peggio ma hanno intravisto solo una nube di polvere sollevarsi in lontananza.

La milizia ha deciso di indagare e dopo poco -un paio di ore al massimo- sono arrivati alla collina dove sorgeva la Torre. Lì hanno trovato solo rovine della stessa distese lungo il crinale della collina. La collina stessa sembrava essere stata aperta in due dal peso del crollo della torre e una piccola voragine ricolma di detriti la tagliava a metà.

Nessuno dei presenti ha indagato oltre preferendo incaricare qualcuno di più adeguato e tornando a fare rapporto ad Hap.*
DM Artemis
02-03-2017, 18:35
Negli ultimi giorni a Battledale ci sono state diverse sparizioni, concentrate nelle fattorie fuori dai centri abitati, ai margini della foresta e lungo la strada di Rauthavyr. I miliziani intervenuti sul posto non hanno commentato, ma sembra che nelle case e nei cortili delle persone scomparse siano stati trovati segni di effrazione e colluttazione.

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